Syberia 3 – 13 anni che ti aspetto

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Posted 07/05/2017 by in PC

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by Cathoderay
Recensione

Sono trascorsi 13 anni da quando abbiamo lasciato Kate Walker nel finale di Syberia 2, quel finale che sembrava una così ottima chiusura delle sue avventure, tanto da non far pensare a un terzo capitolo. Syberia 3 esce sul mercato dopo tanti anni di travaglio per riportare finalmente sui nostri schermi una delle saghe di avventure grafiche più famose degli anni 2000, saga che probabilmente molti di voi avevano fatto in tempo a dimenticare, ma che ostinatamente ha voluto tornare da noi, come se forse dispersa su una mistica isola sperduta… Coff-coff.

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Bentornata Kate, ti aspetto da una vita.

La prima cosa che in molti ci siamo chiesti con l’uscita del terzo capitolo era legata al finale precedente, cioè se Syberia 3 avrebbe affrontato tematiche totalmente slegate o si sarebbe ricollegato ai titoli precedenti; la risposta è che sebbene il gioco conservi lo stile tipico utilizzato da Benoit Sokal nei suoi fumetti e nei giochi precedenti, il passaggio al 3D ha portato diversi cambiamenti. Uno di questi è proprio la trama del gioco staccata dai suoi predecessori; Kate sarà nuovamente protagonista di una storia piena di neve e di mistero ma nulla che vada a collegarsi ai suoi viaggi precedenti. Se questa scelta è indubbiamente dettata dal voler garantire la giocabilità del titolo anche ai neofiti della saga, l’aver inserito alcuni rimandi ai capitoli precedenti non permette a chi non ha mai giocato i primi titoli di godere di ogni sfumatura dei dialoghi presenti; niente di irrecuperabile, sia chiaro, ma forse sarebbe stato meglio staccare completamente questo nuovo capitolo.

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Uno dei bellissimi disegni preparatori.

La scelta del passaggio alle tre dimensioni porta con sé alcune differenze inevitabili. La prima sicuramente è che la meccanica di gioco è stata adattata per essere giocata molto più agilmente con un pad che con mouse e tastiera, il che, se ci pensate, è strano, dato che questo tipo di giochi nascono proprio su pc; con la leva sinistra muoverete Kate nei suggestivi ambienti 3D creati per l’occasione, con la destra potrete ruotare la camera fissa per cambiare il punto di vista; questa combinazione, assieme ad alcune scelte di camera, restituisce parzialmente il feeling dei capitoli precedenti, non senza qualche problema, dato che più di una volta mi è capitato di perdere Kate dietro a parte dello scenario. Per quanto la nuova scelta grafica mi faccia un po’ storcere il naso, le atmosfere tipiche della serie sono presenti e non posso che esserne felice, ritrovare le architetture maestose e i paesaggi incontaminati ci porta ancora una volta a perderci nelle terre di Syberia, assieme a una narrazione assolutamente all’altezza dei capitoli precedenti.

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Gli struzzi delle nevi.

Variazioni anche per quanto riguarda gli enigmi che affronteremo durante l’avventura: se i primi capitoli presentavano un abbondanza di enigmi legati ai macchinari che incontravate, qui avrete a che fare con una grande varietà di prove, molte delle quali legate alla fisica e all’utilizzo delle leve del pad, il che mi ha reso nella prima parte di gioco non poco ostica la risoluzione degli enigmi; utilizzando il mouse, il cambio di periferica ha migliorato sensibilmente la situazione, anche se il mio senso di smarrimento iniziale era davvero alto.

Le musiche, piacevoli e sempre al posto giusto, non brillano particolarmente ma sottolineano perfettamente quello che succede a schermo, facendo il loro lavoro senza troppi problemi e risultando gradevoli e di accompagnamento lungo il percorso, indubbiamente più vario rispetto ai capitoli precedenti della saga.

Syberia 3, nonostante i suoi difetti, riesce a intrattenere piacevolmente il giocatore  per una decina di ore, restituendo in pieno lo spirito onirico e utopistico espresso nelle precedenti opere di Sokal; forse il suo errore più grande risiede nell’essere uscito fuori tempo massimo e in un periodo troppo florido di giochi per poter destare l’attenzione che si merita, risultando comunque un’ottima avventura di ampio respiro.

Kate

Ambientazioni

Perché sì:
Perché no:
  • Atmosfere oniriche
  • Kate è sempre adorabile

 

  • Comparto grafico non all’altezza

 


About the Author

Cathoderay
Cathoderay

Amante dei fumetti in maniera viscerale, è uno dei "Vecchi" della redazione, molto spesso si ricorda di titoli semi sconosciuti perché ha avuto la sfortuna di provarli quando uscirono, ha scritto qua e la per tanti anni in tanti posti, e internet ne porta una sottile traccia, un filo rosso che denota la sua instabilità mentale.Adora gli ornitorinchi, le lontre i lupi e le volpi, ma fondamentalmente non glielo sentirete mai ammettere, perché è una persona orribile.