Super Mario Odyssey – Super Sunshine Galaxy 64

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Posted 31/10/2017 by in Switch

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Michael Maneia
Recensione

Anno domini 1989, un pargoletto di un anno appena, il quale riesce a malapena a reggersi in piedi, accompagna spesso il nonno al bar sotto casa. È lì che nota uno strano aggeggio, con leve e pulsanti, che suona in modo strano: incuriosito, ci si avvicina e il figlio del barista lo fa sedere su un alto sgabello e sullo schermo fa capolino un piccolo uomo in salopette che cerca di raggiungere uno scimmione. Time skip di circa tre anni, lo stesso pargolo ora si trova a casa di un amico di famiglia, dove quest’ultimo gli da in mano un pezzo di plastica rettangolare, collegato a un altro pezzo di plastica più grosso e, una volta acceso il televisore, ecco di nuovo apparire quell’ometto in salopette, questa volta impegnato a schiacciare tartarughe e funghi… Ed è subito amore.

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Un nuovo amico a cui volere bene?

Penso sia chiaro che il bimbetto in questione sia io, ed è altrettanto ovvio che ad ogni ritorno del nostro (ormai ex) idraulico preferito il mio hype raggiunge livelli incalcolabili. Con Super Mario Odyssey è successo di nuovo, e di nuovo ho acquistato il gioco alla cieca, conscio che sarebbe stata un’altra grandiosa avventura, sarà stato davvero così?

Ormai già insignito da numerosi perfect score, epiteti importanti quali “capolavoro” e premature esclamazioni “GOTY!”, non possiamo che unirci al carrozzone dell’entusiasmo e dirlo apertamente: Super Mario Odyssey è sicuramente uno dei migliori giochi usciti quest’anno. Ha i suoi difetti, ma è certamente un prodotto perfettamente realizzato e confezionato, in grado di regalarci ore di gioco piene di divertimento.

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Uno dei primi mondi che incontrerete, Tostalandia!

Il nostro Mario verrà trasportato in un viaggio alla ricerca di Peach, come al solito rapita da Bowser per organizzare il suo improbabile matrimonio con la regal bionda. Accompagnato da Cappy, un fantasmino del Regno del Cappello unitosi a Mario per raggiungere un obiettivo comune (assieme a Peach, pure Tiara, la sorella del fantasma, è stata rapita), il nostro eroe baffomunito dovrà esplorare più di dieci mondi, raccogliendo Lune d’energia, il carburante necessario alla Odyssey, la nave che dà il titolo al gioco, per continuare a seguire Bowser. Ogni mondo è vasto e pieno di missioni da portare a termine: a causa dei danni causati dalla nostra giurassica nemesi esploreremo il mondo in lungo e in largo, senza essere mai limitati dalla missione principale, la quale rappresenta comunque il filone conduttivo tra i vari mondi di gioco.

Quanto sono belli i costumi da sbloccare?

Durante l’esplorazione troviamo la prima, vera forza di Super Mario Odyssey. Per raggiungere il finale del gioco potremmo raccogliere le circa 80 Lune che troveremo sul nostro percorso designato e un’altra quarantina extra ogni tanto, compito abbastanza semplice in quanto le Lune “base” sono quasi tutte alla portata di un salto ma, se pensate che l’essenza del gioco sia contenuta nel semplice progredire dell’avventura vi state approcciando a Super Mario Odyssey nel modo errato. Odyssey fa parte di quel genere, lanciato appunto da Super Mario 64, dei platform “collectathon”, ovvero quei giochi di piattaforme dove la raccolta di un certo tipo di oggetti è la base da cui poi è stato costruito il design del gioco.

Sappiate che prima del post game in Mario Odyssey potremo trovare ben più di 500 Lune sparse per gli estesi mondi di gioco, nascoste dentro a dei livelli platform squisitamente ideati dagli sviluppatori, oppure ottenute eseguendo un salto preciso da un palazzo o una torre nel torrido deserto, altre invece saranno date come premio per aver ottenuto un punteggio abbastanza alto a un particolare minigioco o, infine, ci sarà richiesto di cap-turare un particolare nemico e sfruttare al meglio le sue abilità per ottenere quella Luna lontana che vediamo là, in cima al livello.

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L’immancabile livello marino.

Ed è proprio con l’abilità di Cappy, la possibilità di comandare i nemici lanciandogli contro il cappello, che il gameplay di Mario Odyssey raggiunge una nuova profondità assente nei passati episodi. Questa abilità sembra presa in prestito da un’altra serie Nintendo, Kirby, ma, a differenza di quest’ultima, cap-turare un nemico non faciliterà il nostro progredire nell’avventura, anzi, sarà obbligatorio farlo per procedere. Alcuni boss potranno essere sconfitti solo prendendo in prestito il corpo di un determinato nemico, certe piattaforme saranno raggiungibili soltanto da un Pallottolo Bill con i mustacchi, così come diventare un T-Rex può aprire una nuova sezione di un mondo.

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Un dinosauro coi baffi!

Facciamo comunque un passo indietro e diamo per scontato che ignoriate l’esplorazione e vi limitiate a raccogliere ciò che il gioco vi mette sul vostro cammino: seguendo questo schema vi ritroverete un Mario più semplice dei suoi predecessori, anche grazie all’assenza di vite (anche se perderete 10 monete ad ogni morte, e a un certo punto sarà necessario averne molte per completare il gioco al 100%), con sezioni sì ben ideate ma assolutamente alla portata di tutti.
Proseguendo spediti il gioco può essere completato in circa dodici ore, aprendovi però le porte per un enorme post game, con un’innalzamento della curva di difficoltà considerevole: dalle boss rush senza la possibilità di recuperare energie ai livelli senza il supporto di Cappy (necessario per eseguire alcuni salti o per eliminare alcuni ostacoli come le pozze di veleno) troverete senz’altro pane per i vostri denti, soddisfacendo la vostra fame di difficoltà e salti millimetrici. Se poi considerate che quelle 120 Lune da raccogliere per completare la trama principale rappresentano solo il 15% di tutte le Lune nascoste. Senza contare altre piccole sottotrame che potrete trovare solo nel post game, o cap-ture particolari legate a uno dei mondi extra sbloccabili solo dopo aver completato la storia principale (uno in particolare potrete già vederlo durante l’avventura principale se esplorate per benino uno dei mondi) e la raccolta di tutte le monete regionali, utili a sbloccare costumi (necessari ad accaparrarsi alcune Lune) e souvenir dei vari regni.

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Dove siamo finiti questa volta?

Passando al lato tecnico del gioco di sicuro abbiamo tra le mani il Mario più colorato, definito e ispirato di sempre: nulla è fuori posto, sia che ci troviamo nel colorato Mondo dei Fornelli, sia nella grigia e metropolitana New Donk City. Il gioco resta sempre incollato ai suoi 60 frame al secondo, con una risoluzione dinamica che passa dai 900p ai 1080p in modalità dock (anche se a vista d’occhio non ho mai notato differenze), o a 720p in modalità portatile. Particolare invece la gestione delle trasparenze: al posto della classica trasparenza “normale”, in Mario Odyssey gli oggetti troppo vicini alla telecamera mostrano un effetto “dithering” (il classico effetto usato per ombreggiare gli sprite monocromatici del Game Boy, per intenderci); personalmente non mi ha dato granché fastidio questa scelta ma posso capire che non possa piacere a tutti.

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Ciao Pauline, quanto tempo!

Positivo anche il comparto sonoro: ad accompagnare gli urletti dell’eroe e i classici effetti sonori troviamo una colonna sonora a dir poco eccezionale composta da Naoto Kubo, Shiho Fujii e Koji Kondo, per la prima volta contenente ben due pezzi cantati, cosa del tutto nuova per il franchise, senza contare poi il remix di alcune delle tracce in 8 bit, usato nelle porzioni in 2D del gioco, e gli arrangiamenti di temi classici.

Super Mario Odyssey è la prima, grande Killer App per Nintendo Switch, raccoglie l’eredità lasciata dai passati Sandbox dell’idraulico baffuto e la espande, la lima, la perfeziona tenendo conto di ogni piccolo dettaglio. Non sarà innovativo così come lo è stato Super Mario 64, ma sicuramente ha aperto a nuovi sviluppi futuri per la serie e a un nuovo modo di interpretare i Platform Collectathon. Ora scusatemi, ma devo tornare a soffrire sull’ultimo, difficile livello del gioco.

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Una foto dell’autore, prima della sua fusione totale con il gioco!

 

Cappy

Pauline

Colonna sonora

Lune

Perché sì:
Perché no:
  • Design dei livelli sopraffino
  • Mondi vasti e tanti collezionabili
  • Cap-ture necessarie per progredire

 

  • Difficoltà bassa se si segue la via prefissata


About the Author

Michael Maneia
Michael Maneia

Nato tra le risaie, cresciuto a console e jrpg, per poi convertirsi al PC. I videogiochi han avuto un tale peso sulla sua vita che li ha fatti diventare il suo lavoro.