Sublevel Zero – Sei gradi di roguelite

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Posted 01/12/2015 by in PC/Mac/Linux

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YOH-OH!:

Comparto sonoro coinvolgente. Intrigante estetica low poly.
 

ARR!:

Sistema di crafting poco profondo. I pochi livelli rendono il gioco alla lunga ripetitivo nonostante la generazione procedurale.
 
by Rugerfred
Recensione

Oggigiorno non si trovano molti giochi appartenenti al genere 6DoF, i cosiddetti “six degrees of freedom”. I giochi nel quale lo spostamento libero nei tre assi x/y/z non sono molti e, se escludiamo quelli ambientati nel profondo spazio aperto, ne restano ben pochi. Descent e Forsaken sono stati due esemplari rari del genere, permettendo i sei gradi di libertà all’interno di labirintici spazi chiusi. Sublevel Zero a distanza di più di una dozzina di anni ritorna sul genere, facendosi carico di diverse meccaniche che il mondo dei videogiochi ha imparato a conoscere.

Sublevel Zero: tunnel visto dall'interno della navetta.

Una volta presa la mano con il sistema di controllo sarà una goduria attraversare questi tunnel.

Generazione procedurale, permadeath e crafting sono la base di Sublevel Zero: meccaniche moderne, applicate ad un genere che non si vedeva di recente in giro.
La trama ruota attorno ad un evento remoto che sta consumando l’universo e il nostro anonimo protagonista incapperà in un antico complesso che potrebbe avere la soluzione a questo disastro. Armati solo dei cannoni base montati sulla nostra nave, uno a proiettili e uno a energia, dovremmo farci strada tra orde di droni e meccanismi di difesa, cercando di recuperare nuovi equipaggiamenti, munizioni o Nanites, risorsa che potremmo spendere per combinare oggetti.
Parlando del sistema di crafting, avremo bisogno di due equipaggiamenti differenti e della somma di crediti necessaria, oltre che di una “ricetta” per quello che vogliamo ottenere. Uno dei principali problemi legati a questo sistema, tuttavia, è quello della poca varietà di ricette e di ingredienti base e, una volta compreso che alcune armi sono decisamente più convenienti rispetto ad altre, questa poca varietà si ridurrà all’osso.

Sublevel Zero: il menu di crafing, con elenchi di cose e qualche numeretto.

Crafting time! Non fatevi ingannare dal Brutal Spreadpulse: è una ciofeca.

Per quanto riguarda il comparto visivo, il low poly convince e, in generale, l’estetica del gioco è più che intrigante: ogni ambiente avrà una sua “personalità” e, supportati dalla colonna sonora e dall’illuminazione, rimarrete sorpresi da quanto possa scaturire da una manciata di poligoni. Un particolare plauso va alla rappresentazione 3D in-game della level map, davvero affascinante.
Purtroppo, a causa della brevità del gioco e della poca quantità di ambienti, all’ennesima run l’iniziale sorpresa si trasformerà in indifferenza, accentuata dal fatto che i pattern utilizzati per creare le stanze tenderanno a ripetersi. Lo stesso si applica anche ai nemici che inizialmente daranno del filo da torcere al giocatore ma, una volta che questi si è abituato ai loro pattern di movimento e di fuoco, diventano presto l’ennesimo tassello di ripetitività in questo gioco.

Sublevel Zero: la mappa vista in 3D.

La rappresentazione 3D della level map è affascinante. Ruotarla, zoomare e cercare di capire dove si è finiti dopo aver imboccato un tunnel sbagliato a testa in giù ve la farà amare.

Nel complesso, fa piacere vedere un nuovo membro della famiglia dei 6DoF. Muoversi all’interno del gioco è una goduria, gli ambienti sono evocativi e i nemici sono accattivanti. Questo però è vero solo per le prime ore di gioco, purtroppo, e l’indifferenza che segue il perenne senso di déjà-vu causato dalla ripetitività sottopelle di questo titolo è lampante.
Non è facile parlare di un gioco che appartiene ad un genere così poco trattato, ed è ancora meno facile consigliarlo a chiunque dopo averlo giocato. Personalmente, mi sento di invitare all’acquisto tutti gli appassionati, o i nostalgici, dei 6DoF, ma anche gli appassionati di generazione procedurale, specie se vi interessa provare con mano un gioco che, pur se non perfetto, può affascinare anche solo tramite la sua estetica low poly.
Potete esplorare a 360° il gioco acquistandolo per 13,99€ sullo Steam store.

Sublevel Zero Premi: sei gradi di libertà oro, level map argento, ambienti bronzo


About the Author

Rugerfred

Game Designer freelance, videogiocatore, sperimentatore musicale e affamato di sapere. Ha un conto aperto con Volfied e troppi progetti aperti e non finiti per poter vivere tranquillamente. Cerca di dividere il proprio tempo libero tra gioco analogico e digitale, trovandosi così con giochi che occupano la maggior parte del suo spazio virtuale e fisico.