Styx: Shards of Darkness – Della notte è il solo re

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Posted 12/04/2017 by in PC

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Genere:
 
PEGI:
 
by Samuel Castagnetti
Recensione

Per gli amanti dei giochi stealth duri e puri non ci sono molte opzioni, ma il seguito di Styx: Master of Shadows, ovvero l’appena uscito Styx: Shards of Darkness, è un prodotto confezionato esclusivamente per chi sa pazientemente sgattaiolare nelle ombre.

Il secondo capitolo della serie ci vede ancora nei panni di Styx, gobin parlante maestro della furtività e del furto. Questa volta saremo alle prese con vari incarichi assegnatici dalla squadra C.A.R.N.A.G.E. e sostanzialmente scoprire cosa sta venendo tramato da elfi e nani nella fortezza di Korangar. Per fare questo avremo a nostra disposizione uno skill tree rilavorato e molto ricco, e la nostra abilità nell’evadere le guardie.

Mica i soliti elfi…

Sotto la luce della narrazione, Styx: Shards of Darkness a mio parere lavora discretamente bene, piazzando vari hook qua e là, ma senza mai tessere una trama veramente interessante. C’è da dire che gli sforzi per suscitare interesse in lore e storia, da parte del team di sviluppo, sono visibili. La trama introduce diversi particolari che possono dare spunti interessanti, come la stessa piaga dei pelleverde, però, purtroppo, manca il fattore accattivante.
La trama fatica a brillare particolarmente, ma di certo il protagonista ha ricevuto una cura speciale dal parte del team di sviluppo, e i commenti di Styx ci accompagnano più che gradevolmente nelle nostre scampagnate. Il personaggio di Styx dà il meglio forse nelle schermate di morte, dove ci spiega sempre bene il suo stato d’animo nei nostri confronti. L’unica vera pecca la trovo nel fatto che Styx non stia mai zitto, anche quando dovrebbe, tipo quando ha una guardia a due passi. Questo non influisce in alcun modo sul gameplay, ma mi son spesso trovato a chiedermi quanto stealth fosse realmente il personaggio di Styx in un mondo in cui gli NPC possono sentire i suoi monologhi.

Buonanotte!

Le meccaniche di gioco sono pensate per un approccio puramente stealth, a partire dall’interazione con l’ambiente e gli NPC, i quali, se allarmati, non ci lasciano parecchie possibilità di ribattere ai loro attacchi quasi esclusivamente mortali. Lo skill tree va a rafforzare quest’idea, offrendo profondità al gioco e flessibilità di playstyle, dando quindi la possiblità di affrontare le varie mappe in maniera differente a seconda delle proprie preferenze. Parlando proprio delle mappe, vien da sottolineare la loro ampiezza e le possibilità offerte nel navigarle, dando a Styx: Shards of Darkness l’unico punto solido di replayability, aspetto che, al di fuori di questo fattore, è molto limitato. Come già sottolineato più volte Styx: Shards of Darkness è un’esperienza puramente stealth e questo è il fattore reso meglio, nonché il selling ponit del gioco; c’è da dire che in questo il titolo eccelle senza ombra di dubbio. La nostra incolumità, infatti, dipenderà da vari fattori, quali illuminazione, rumore e interazione con l’ambiente circostante, tutti elementi da dover sempre valutare nei livelli di gioco. Se proprio scoccia eliminare le guardie di persona, spesso si può usufruire di elementi ambientali, come lampadari e simili, per far pulizia senza essere scoperti.

Le texture non fanno sempre la differenza.

I problemi più grossi Styx: Shards of Darkness li ha a livello grafico, dove la resa complessiva è relativamente accettabile. A colpo d’occhio, infatti, si nota che il titolo non è di certo pompato, anzi, pur sembrando a prima vista decente, nasconde un cuore quasi low poly. Sono i modelli dei personaggi e le animazioni a non brillare e spesso, sia nei filmati, sia durante il gameplay, si vede chiaramente un livello qualitativo medio basso. Oltre ai modelli, le texture fanno molta fatica, sinceramente, ad essere apprezzate nell’anno 2017, salvate solo da shader e effetti nelle panoramiche e nei campi lunghi. Diciamo che il risultato è un misto dei risultati ottenibili al giorno d’oggi e qualità dell’epoca 360/ps3. Detto questo, sicuramente il titolo non punta sulle sue caratteristiche grafiche per vendere e di questo bisogna tenerne conto, anche alla luce del fatto che, come scritto in precedenza, la componente stealth è stata realizzata ottimamente.

Vedute delle fortezze elfiche

Purtroppo Styx: Shards of Darkness è egoista come il suo protagonista, e, seppur a buon rendere, punta tutto sullo stealth senza lasciare spazio a molto altro. Ecco, quindi, che pur se non privo di buona volontà, si lascia alle spalle una storia dimenticabile e un comparto tecnico sub-par, ma ci consegna uno dei pochi giochi puramente stealth dell’industria e un protagonista memorabile quanto brutto (esteticamente, si intende). Sicuramente il gioco è destinato solo a giocatori disposti a scendere a compromessi con il genere o ad amanti dello stealth duro e puro, e da questo punto di vista Styx nasconde un cuore d’oro, o di ambra, a seconda…

Perché sì:
Perché no:
  • Stealth
  • Styx
  • Umorismo

 

  • Storia mediocre
  • Tecnicamente carente

Stealth purissimo

Meta Styx


About the Author

Samuel Castagnetti

C'e' poco da dire, chi non sceglie Charmander come starter chiede arroganza, chi fa l'ingegnere su Guns of Icarus chiede arroganza, i programmatori di Asmandez pretendono che l'arroganza si abbatta su di loro. Non ho detto nulla di me stesso o forse, perche' mi arrogo il diritto di non farlo.