Stranger Things: Il gioco – Un salto negli anni ‘80

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Posted 09/10/2017 by in Android

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by Sara Porello
Recensione

Netflix ha deciso di fare un bellissimo regalo ai numerosissimi fan di una delle sue serie di punta, Stranger Things, la cui prima stagione è andata in onda, con clamoroso successo, nel 2016. No, non sto parlando della seconda stagione, che arriverà tra poche settimane – per quanto anche questo sarà di certo graditissimo ai fan. E soprattutto, vi chiederete, perché stiamo parlando di una serie TV su un sito di videogiochi? Be’, è presto detto, e probabilmente, se siete appassionati della serie – e/o di videogame – lo saprete già: la nostra amatissima serie è stata adattata in un videogioco!

Adesso la smetto con i superlativi assoluti (ma per una serie del genere sono d’obbligo) e vado a raccontarvi qualcosa di questo gioco.

Si tratta di un action-adventure in pixel art, scaricabile gratuitamente, che Netflix ha prodotto per i dispositivi mobile, affidandone la realizzazione al team BonusXP.

Sì, ho deciso di provarlo solo perché era il gioco di Stranger Things; avendo amato la serie come poche altre negli ultimi anni – ma probabilmente anche nel corso della vita – sono stata spinta da un misto di curiosità e hype per la seconda stagione a provare il “giochino”, che, proprio per le tempistiche in cui è stato pubblicato, si configura di fatto come un’operazione di marketing in vista proprio della nuova stagione. Be’, cosa posso dirvi? Nella sua semplicità, è talmente divertente e ben realizzato che il “giochino” è presto diventato una droga, che mi consuma la batteria del tablet come non succedeva dai tempi di Pokémon GO.

Si tratta di una breve avventura autoconclusiva in 8-bit con visuale dall’alto, ambientata nella tranquilla (?) cittadina di Hawkins. La vicenda inizierà mettendo il giocatore nei panni di Jim Hopper, lo scontroso capo della polizia chiamato a indagare sui misteriosi eventi che avvengono nella cittadina; andando avanti nella storia, si sbloccheranno altri personaggi, dotati di abilità uniche e indispensabili per proseguire nei dungeon e sbloccare nuove aree della mappa: Will, ad esempio, potrà sgattaiolare nei condotti e raggiungere aree altrimenti inesplorabili, mentre Mike potrà stordire i nemici con la sua torcia e permettere il movimento veloce e il superamento delle rampe grazie alla sua bicicletta; Lucas, con la sua fionda, sarà in grado di colpire oggetti fuori portata per gli altri personaggi, mentre Dustin lancerà budini in grado di attirare i nemici che pattugliano le diverse aree.

Che piacevole senso di familiarità…!

Se avete visto la serie, vi starete probabilmente chiedendo come il videogioco si colleghi a essa.

Da una parte, gli eventi narrati nel gioco sono molto semplificati rispetto a quelli della serie; il racconto inizia in medias res, senza narrare l’antefatto – del resto è evidente che sia un gioco pensato per chi ha visto la serie. Nell’ottica del “gioco promozionale”, possiamo tranquillamente descrivere il titolo come una piccola avventura generica che si colloca alla vigilia della seconda stagione, in cui non succede nulla di particolarmente sconvolgente rispetto a quanto già sappiamo, tutta incentrata sull’esplorazione e sul salvataggio di personaggi che sono scomparsi o che si sono cacciati nei guai. Non c’è una vera e propria trama, ma del resto lo scopo di questo gioco non è raccontare una storia, bensì farci immergere in quelle atmosfere che abbiamo imparato ad amare nel corso della prima stagione e che ritroveremo nella seconda.
Dall’altra parte il gioco, tematicamente, è legato a doppio filo alla serie e ne riproduce fedelmente tutti i tratti caratteristici che l’hanno resa così popolare, a partire da quella che è la caratteristica principe di Stranger Things: il mood anni ’80, che qui, oltre che nei temi, si esplicita anche nella grafica – naturalmente a 8 bit – e nelle musichette, che riprendono il tema musicale della serie e lo rivisitano adattandolo alla tipologia di gioco.

I personaggi, ovviamente, sono modellati su quelli della serie e anche le ambientazioni sono fedelmente riprodotte: la cittadina di Hawkins è tutta lì, dalla scuola media frequentata dai ragazzi a Bosco Atro, dal negozio che vende le ormai celeberrime lucine natalizie alla casa dei Byron (con tanto di parete sfondata e riparata), dalla capanna nei boschi di Will alla “centrale elettrica” – il centro sperimentale che dà origine alle vicende.

Torniamo nel Sottosopra!

Alcuni dei luoghi rappresentati sono dungeon che i nostri beniamini dovranno esplorare al fine di trovare oggetti o personaggi. Oltre agli oggetti per la “missione” principale, troveranno anche alcuni oggetti da consegnare agli NPC per completare missioni secondarie (ad esempio, Joyce chiederà loro di portarle un telefono nuovo perché il suo ha ancora dei problemi!) e collezionabili di vario tipo: i nani da giardino consentiranno di ricevere particolari ricompense, mentre le VHS sbloccheranno un trailer da vedere nel cinema della città; i quarti di cuore dorato aumenteranno le vite a disposizione, mentre i celeberrimi Eggo, se depositati nella scatola nel bosco… Sbloccheranno Undici! Una bella strizzata d’occhio alla seconda stagione, insomma.

Anche gli aspetti più tecnici del gioco sono positivi. I comandi sono responsivi e il gameplay è studiato per essere comodo sul touch screen dei dispositivi mobili. La bassa difficoltà del gioco lo rende accessibile veramente a tutti: alcuni dei nemici che incontrerete potrebbero darvi dei problemi la prima volta che li affrontate, ma non sarà difficile individuare le loro debolezze e fronteggiarli col giusto personaggio. Anche i puzzle non richiederanno più di un paio di minuti per capire cosa fare: si tratta principalmente di far sì che i personaggi interagiscano con certi elementi dello scenario, ad esempio spostandoli al fine di rimuovere ostacoli e sbloccare nuovi passaggi, o attivando e disattivando i laser per uccidere i nemici e procedere nel dungeon.

Non indovinerete mai qual è il trailer che viene sbloccato dalle VHS!

Lasciatemi elogiare, infine, il fatto che questo gioco è davvero un free-to-play: sarà sufficiente scaricarlo gratuitamente, e non avrete bisogno di spendere valuta reale per sbloccare altre features e per procedere più agevolmente, come accade sempre più spesso, purtroppo, nei free-to-play per mobile.

In conclusione… Brava Netflix! Sarebbe davvero difficile dare un giudizio negativo su questo giochino. È semplice e senza pretese, è vero; è in qualche modo un prodotto promozionale per la seconda stagione, è vero; ma è molto, molto più divertente e accattivante di tanti giochi a pagamento usciti su piattaforme mobile e non. Se poi avete amato la serie TV quanto l’ho amata io, be’, allora non avete proprio motivo per non scaricarlo! Provatelo, vi farà trascorre qualche piacevole ora in attesa della seconda stagione!

Anni ‘80

8 bit

Hype!

Perché sì:
Perché no:
  • Rimandi alla serie TV.
  • Free-to-play puro.
  • Efficace nella sua semplicità.
  • Facile da giocare.

 

  • Autoreferenziale e autoconclusivo… Ma per ovvie ragioni!


About the Author

Sara Porello
Sara Porello

Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro.Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.