STRAFE – Anni ’90 in pillole

0
Posted 01/06/2017 by in Mac

Piattaforma: , ,
 
Software House:
 
Genere: ,
 
PEGI:
 
by RickyAll
Recensione

Corre l’anno 1996, ho 5 anni ma a quanto pare ho già la barba e scrivo in un sito che ancora non esiste. Che diavolo ha messo mamma dentro l’omogeneizzato? Non ne ho idea, ma probabilmente era roba forte, talmente tanto che credo l’abbia mangiata anche lei, considerando che mi viene concesso di giocare ad uno sparatutto nonostante la mia tenera età. Strano, me la ricordavo leggermente diversa, mia madre.
Vi sembro impazzito? Probabilmente avete ragione, ma non sono il solo: il team di sviluppo Pixel Titans è della mia stessa opinione e, giustamente, pubblica STRAFE, uno sparatutto in prima persona pieno di sangue e truculenza, proprio come i bei giochi di una volta… Un momento, come una volta? Che giorno è oggi?

Grafica d’annata, armi cariche e sangue ovunque. Ah, nostalgia canaglia…

STRAFE è il titolo che tutti coloro che hanno la mente ferma agli anni ’90 stavano aspettando: pochi fronzoli, molti nemici, molta difficoltà. Il titolo prodotto da Devolver Digital è infatti un chiaro rimando a giochi senza tempo quali DOOM – che tra l’altro ha avuto un recente remaster, anche se senza i pixel quadrati – e Quake, imitandone lo stile sia grafico che di gioco, sebbene con alcune modifiche sostanziali.
La domanda che giunge spontanea è quindi: riesce STRAFE a reggere il passo con i titoli sui quali poggia le spalle? Nì: il gioco è estremamente frenetico, difficile e divertente nelle mani di un appassionato, ma presenta una sequela di problemi anche piuttosto importanti che gli impediscono di raggiungere le vette raggiunte da gli sparatutto dell’epoca d’oro di id Software.

Questa non è ASSOLUTISSIMAMENTE una citazione, proprio no.

STRAFE si presenta come un titolo squisitamente retrò, graficamente parlando, con tutti i pixel al posto giusto: sangue, smembramenti, ambiente claustrofobico e opprimente fanno il loro lavoro più che bene nel comunicare al giocatore il fatto di trovarsi in un ambiente estremamente ostile e irto di pericoli. Le armi sono variegate e dai più disparati effetti: dal raggio fotonico al più brutale lanciagranate ce n’è veramente per tutti i gusti. Non solo: l’arma principale è upgradabile attraverso apposite stazioni presenti in ogni stage, potenziando randomicamente il proprio caricatore, fuoco primario e/o fuoco secondario. Purtroppo, per quanto mi riguarda i pregi di STRAFE finiscono qui.

Infatti, sebbene la struttura portante del titolo sia solida e può potenzialmente dar vita ad un titolo molto godibile ad un ampia fetta di utenza a suon di patch correttive – cosa che il team di sviluppo sta effettivamente facendo, diamo a Cesare quel che è di Cesare – questo sparatutto in prima persona presenta una serie di difetti imperdonabili ad un gioco che punta ad essere ricco di azione e frenetico. In primis, non apprezzo il fatto che i livelli vengano generati proceduralmente. So perfettamente che il titolo è stato sempre pubblicizzato come un roguelike e che di conseguenza gli sviluppatori sono stati coerenti con quanto comunicato ai propri backer (il titolo è stato finanziato via Kickstarter), ma eliminare completamente il level design a favore della rigiocabilità in un titolo che racconta sé stesso proprio grazie ai propri stage significa, secondo me, creare un titolo senz’anima, vuoto, carente di impatto sul giocatore.

La situazione non migliora considerando inoltre lo scarso feedback audio-visivo delle armi che sono sì variegate, ma risultano poco soddisfacenti all’uso, se non qualche arto staccato qua e la. Il design stesso dei nemici non fa altro che gettare benzina sul fuoco, in quanto tutti estremamente simili fra di loro e carenti nel lato dell’IA: non importa che siano muniti di armi o che tentino di riempirvi di mazzate: tutti i mob si muoveranno in linea retta nel percorso più veloce disponibile tra la loro posizione e quella del giocatore, premiando così un approccio estremamente difensivo (dato anche il chip damage costante che inevitabilmente vi colpirà, visto che tantissime fonti di danno non sono chiare come dovrebbero), imbottigliando orde di nemici negli stretti corridoi che compongono i livelli del titolo made in Pixel Titans.

Non ho particolarmente apprezzato STRAFE, ma non posso negare che i developer abbiano un buon senso dell’umorismo.

Alla fine della fiera STRAFE è un titolo potenzialmente interessante per i fan del genere, ma che purtroppo presenta diverse problematiche non ignorabili che fan sì che non sia incoronabile come erede dell’immortale DOOM. Anche se, come già scritto in precedenza, gli sviluppatori stanno continuamente correggendo il tiro attraverso bugfix e patch che hanno migliorato nettamente lo stato del gioco rispetto a come era al lancio. Quindi voglio sperare, col tempo, di poter ripensare il mio giudizio su STRAFE, tramutandolo in uno più positivo.

MS-DOS

Perché sì:
Perché no:
  • Difficoltà
  • Velocità di gioco
  • Citazionismo

 

  • Nemici
  • Generazione Procedurale
  • Chip damage


About the Author

RickyAll

Al secolo Riccardo Allegretti (no, il mio nickname non significa Riccardo Tutto e sì, sono una persona molto fantasiosa). Videogiocatore quasi a 360 gradi, recensore a 720, persona a 1080p. Come avrete notato, ho molti talenti, ma non la simpatia. RPG Master Race!