Stereo Aereo – Recensione

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Posted 28/01/2017 by in PC/Mac/Linux

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by Daniele Di Rubbo
Recensione

Stereo Areo è un vertical shooter a base musicale che ha per sfondo una storia nella quale ci troveremo a impersonare i membri di una rock band che devono raggiungere la fine del loro viaggio: la location del loro concerto. Durante questo viaggio spaziale, incontreranno mille insidie: pericoli ambientali, altre astronavi da schivare, inseguimenti con la polizia, asteroidi, astronavi aliene e, sì, anche gli immancabili boss di fine livello. Il gioco è stato sviluppato dalla software house The Stonebot Studio.

Il primo impatto mi ha ricordato molto da vicino i giochi della serie Guitar Hero, anche se con le opportune differenze. Se lì avevamo in mano la riproduzione in miniatura di una vera chitarra (elettrica) e il senso era quello di pigiare i giusti tanti al ritmo di musica (canzoni famose), in Stereo Aereo la nostra “chitarra” sarà la tastiera del nostro computer e la musica, sul cui sottofondo dovremo giocare, è una colonna sonora originale creata dagli sviluppatori. Inoltre, se il concetto di Guitar Hero era quello di colpire a tempo le note che apparivano sullo schermo, in Stereo Areo dovremo al tempo stesso evitare gli ostacoli e colpire quelli che non possono essere rimossi dalla nostra strada, sempre a tempo di musica.

Menu principale di Stereo Aereo

Menu principale

Il gioco sembra abbastanza chiaro e lineare fin dal menù principale, che ci propone una modalità Story, nella quale accompagneremo i membri della band nella loro avventura, e una modalità Arcade, nella quale possiamo superare le singole sfide dei livelli, cercando di migliorare i nostri punteggi. È presente anche il Tutorial, che ci spiega velocemente come si gioca (e al completamento del quale è legato anche un achievement), mentre nel menù Rankings possiamo confrontare i nostri punteggi con quelli degli altri giocatori in giro per il mondo.

Quest’ultima caratteristica è importante perché, unitamente agli achievements, costituisce praticamente l’unico incentivo a continuare a giocare, una volta completata la modalità Story e provato qualche livello in modalità Arcade.

Filmato introduttivo di Stereo Aereo

Filmato introduttivo

La modalità Story ci viene introdotta da un breve filmato con una grafica che gli autori definiscono «comic styled» – “fumettistica” – che costituisce la base grafica del gioco, e che è sicuramente molto carina ed evocativa. Avremo a disposizione tre protagonisti tra i quali scegliere chi sarà il nostro alter ego, tuttavia – va detto – questa scelta ha un impatto praticamente ininfluente: cambierà semplicemente la grafica della nostra astronave.

Stereo Aereo: scelta del personaggio

Scelta del personaggio

Il gameplay si presenta in maniera abbastanza semplice: abbiamo un percorso rettilineo, che in qualche modo simula la tastiera di una chitarra, con le sei “corde” che definiscono anche i confini delle cinque corsie di una specie di autostrada spaziale che, nella storia, i protagonisti dovranno percorrere per raggiungere la loro destinazione.

I controlli sono accessibili da tastiera o tramite un controller. Io ho usato, per comodità personale, il controller della mia vecchia Xbox 360 e devo dire che mi sono trovato molto bene. Posso quindi confermare che il supporto per controller è presente ed è buono. I comandi sono semplicissimi: si va a destra, a sinistra e si spara.

Stereo Aereo: un momento di gioco tranquillo

Un momento di gioco tranquillo

Quello che dobbiamo fare sul nostro percorso è tutto lì: saltare a destra e a sinistra, evitando gli ostacoli, sparare ai nemici che ci vengono incontro (spesso sparando a loro volta), evitare i loro colpi, abbatterli, abbattere gli ostacoli che non possiamo superare (asteroidi e cose simili). Questo, se volete, è un po’ il limite di Stereo Aereo, che non ci presenta una vera e propria varietà di gioco. Mano a mano che andiamo avanti con i livelli, cambiano le musiche, cambiano le difficoltà, cambiano gli scenari, ma il gioco resta comunque tutto lì.

Sono previsti dei premi in combo per schivare o colpire gli ostacoli a tempo di musica: ogni volta che lo facciamo in un tempo accettabile ci verrà data la valutazione Ok, ogni volta che lo facciamo con tempismo buono ci viene data la valutazione Good, ogni volta che lo facciamo con tempismo impeccabile ci viene data la valutazione Perfect, e ogni volta che sbagliamo il contatore della combo si azzera. I vari Perfect si sommano e fanno salire il contatore, i Good sommano un punteggio inferiore, mentre gli Ok non sommano nulla, ma se non altro non lo azzerano. Alla fine del livello, ci viene sempre presentata una schermata riassuntiva, nella quale possiamo vedere i nostri punteggi.

Stereo Aereo: punteggi di fine livello

Punteggi di fine livello

Gli scenari non sono particolarmente elaborati e, tutto sommato, sono abbastanza ripetitivi e poco spettacolari. Forse questo è un bene, perché ritengo che un gioco del genere non debba distrarci troppo mentre tentiamo di evitare gli ostacoli.

Le musiche sono la parte sicuramente più carina e riuscita. È vero che non sono nulla di trascendentale, ma riescono bene a rievocare quel feeling da rock degli anni Ottanta, che è esattamente quello che il gioco ci promette “sulla copertina”. Mentre giochiamo, esse sono godibili: seguirle e andare a tempo sarà fondamentale per riuscire ad andare avanti.

Stereo Aereo ha quattro difficoltà di gioco: Easy, Medium, Hard e Insane. Nelle prime tre difficoltà, riempire la barra delle combo ci permette anche di ripristinare le nostre vite, ma a difficoltà Hard questo ripristino è inferiore. Per quanto riguarda le vite, a Easy ne abbiamo sei, a Medium e Hard ne abbiamo quattro, mentre a Insane ne abbiamo una sola.

Purtroppo, una volta iniziata la partita, non è più possibile cambiare la difficoltà. Se vogliamo farlo, dovremo ricominciare tutto da capo, perdendo i progressi accumulati. Questo, a mio avviso, è un grosso limite, anche perché cambiare la difficoltà non cambia veramente la difficoltà, ma ti dà solo più risorse con cui affrontare il gioco (per esempio, sei vite iniziali al posto di quattro). Tuttavia, una volta fatto anche solo un errore, è molto facile infilarne altri due o tre di fila. Per cui, anche solo un errore ci può portare a perdere tre o quattro vite, e tutto questo perché siamo finiti fuori tempo una volta sola.

Allo stesso modo, durante tutto il corso del gioco, non sono previsti checkpoint intermedi –a parte quello di fine livello – nemmeno prima di affrontare i boss. I boss stessi sono difficilissimi da superare e spesso basta fare un errore di troppo per dover ripetere nuovamente tutto il livello. Spesso nei livelli ci si impalla in due o tre punti – sempre quelli! – oggettivamente difficilmente superabili, se non con una combinazione di fortuna e bravura, che per le mie capacità è decisamente estrema.

Stereo Aereo: Quando il gioco si fa duro…

Quando il gioco si fa duro…

Ne risulta un gameplay estremamente ripetitivo e frustrante, che non mette nemmeno addosso quella classica voglia di rivalsa quando si perde un livello e non si vede l’ora di ripeterlo da capo per riuscire. Sopraggiunge, infatti, abbastanza presto la consapevolezza che, comunque si faccia, il gioco sia troppo difficile in sé, e non ci sia alcun modo per aumentare le proprie chance di successo, se non provando e riprovando, il tutto senza alcun vero incentivo o ricompensa.

Va detto che io non sono un drago con questo genere di giochi, e non lo nascondo. Tuttavia, all’inizio ero partito a difficoltà Medium ma, appena mi sono accorto che forse era un po’ troppo alta per le mie capacità, l’ho subito cambiata a Easy, e già lì ho dovuto rifare i primi due livelli. Poi è sopraggiunta la consapevolezza di cui vi ho parlato sopra: ossia che il cambio di difficoltà non è veramente garanzia di migliore riuscita. Al massimo ritarda la tua sconfitta di un poco. Morale: al quarto livello mi sono impallato senza possibilità di andare oltre al boss finale. Lo avrò ripetuto decine di volte, e dopo le prime cinque o sei volte mi ha preso un enorme senso di frustrazione.

Mi sono anche detto che ero semplicemente io a essere tremendamente brocco, e allora sono andato a controllare anche altre recensioni per evitare di avere un giudizio troppo inquinato dalla mia esperienza personale, ma devo constatare che questo è un punto dolente che evidenziano tutti. Devo pertanto considerarlo oggettivamente vero.

In definitiva, posso dire che Stereo Aereo ha sicuramente nella semplicità, nella classicità e nelle musiche evocative i suoi punti di forza ma, purtroppo, non riesce a farli prevalere sulla frustrazione che genera nel giocatore, per la sua mancanza di checkpoint e della reale possibilità di regolare la difficoltà di gioco sulle sue capacità.

Stereo Aereo: medaglie

Perché sì:
Perché no:
  • Gameplay semplice
  • Musiche evocative
  • Feeling fumettoso e rock anni Ottanta

 

  • Livelli ripetivi
  • Scenari con poca varietà
  • Difficoltà frustrante


About the Author

Daniele Di Rubbo

Daniele di Rubbo (Benevento, 1986) vive da sempre a Cremona, in Lombardia. Si interessa di giochi di ruolo fin dal 1997, quando il suo amico Davide lo inizia al mitico Guerre Stellari: Il Gioco di Ruolo (quello coi d6). Nel 1999 compra la scatola introduttiva del “Silver Anniversary” di Dungeons & Dragons, e da lì è l’inizio della fine. Nel 2007 legge il suo primo gioco “indie”, Avventure in Prima Serata, e lo trova in qualche modo geniale. Nel 2012 entra nel vivo della sperimentazione e prova più giochi in un anno di quanti ne abbia mai provati nei quattordici precedenti. Si interessa di letteratura, storia e cultura. Milita in politica (dal 2009 svolge il ruolo di Consigliere comunale). È laureto in Civiltà letterarie e storia delle civiltà e sta conseguendo la laurea magistrale in Civiltà antiche ed archeologia. Nel frattempo si diletta a creare e diffondere giochi che non vedranno mai la luce.