Steep – Vacanze di Natale 2016

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Posted 13/12/2016 by in PC
by Nicola De Bellis
Recensione

Non sono un grande fan dei sequel: tendono troppo spesso a stagnare piuttosto che ampliare il prodotto originale in modi significativi. Un concetto applicabile più che mai alle serie sandbox prodotte da Ubisoft nel decennio passato. Nonostante ciò, sto per scrivere parole che non avrei mai pensato di mettere nero su bianco: Steep ha bisogno di un sequel.
Fermi tutti, mettete giù i forconi e chiudete la paginetta di Twitter prima di finire il post sull’etica nel giornalismo; le mie parole non sono dettate da sbavante entusiasmo ne cieca devozione ad un particolare brand. Steep ha bisogno di un sequel per gli stessi motivi per cui Tony Hawk’s Pro Skater, Skate ed SSX ebbero bisogno di un sequel.

Per capire cosa intendo, partiamo dal descrivere il gioco. Steep è un gioco di sport estremi invernali per Xbox One, PlayStation 4 e PC sviluppato da Ubisoft Annecy, con l’aiuto di altri studi interni del colosso francese. L’intento è alquanto ambizioso: unire quattro sport estremi in un solo gioco, dandoci l’abilità di saltare da una disciplina all’altra con la sola pressione di un tasto, il tutto avvolto in un gameplay che cavalca il crinale tra realismo e arcade, nonché un’aria mascalzona e scanzonata tipica del genere ad inizio 2000. Per chi, come me, ha sprecato gran parte dell’adolescenza tra i giochi di Tony Hawk e la serie SSX, è un tuffo nel passato mica male.

Alla conquista delle Alpi.

Alla conquista delle Alpi.

Il campo giochi virtuale è una riproduzione più o meno realistica delle Alpi (nello stesso modo in cui The Crew esibiva una riproduzione più o meno realistica degli Stati Uniti) nella quale siamo liberi di scorrazzare per trovare nuove gare e punti di partenza. Insomma, un enorme sandbox (snowbox?) in cui divertirci con i quattro sport estremi a nostra disposizione.
Di primo acchito mi ha ricordato la modalità free-roam di SSX 3, ma qui la dimensione della mappa è decisamente più ampia. Lo spirito è molto simile, ci si può teletrasportare tra i vari exit point sparsi per la montagna (picchi, rampe, ponti ed in generale zone ideali da cui partire) e scendere da lì verso le gare, allenarsi un po’ o semplicemente esplorare e divertirsi a trovare nuove linee da attraversare.
Quest’ultimo aspetto è quello che mi ha tenuto ipnotizzato per parecchie ore di fila, la prima volta che ho aperto Steep. La missione principale di Ubisoft Annecy è fornirci un parco giochi ricco di linee da scoprire (esplorando) e forgiare (cavalcandole). Aldilà di quelle già marchiate dalle gare, c’è un’infinità di percorsi nati organicamente dall’ambiente circostante; il gioco ci invita non solo ad esplorarli, ma anche a trasformarli in gare vere e proprie.

Alcune zone sono particolarmente affascinanti, tipo questo resort abbandonato degno di Silent Hill.

Alcune zone sono particolarmente affascinanti, tipo questo resort abbandonato degno di Silent Hill.

Una scelta di design molto intelligente è di lasciare il sistema di punteggio sempre attivo, anche al di fuori delle gare. Questo non solo aiuta ad allenarsi (ripetere la stessa linea con un punteggio o tempo migliore è un indicatore perfetto dei nostri progressi) ma abbatte la barriera tra gara e sandbox. Il percorso che tracciamo viene registrato dopo ogni partenza e basta un clic per guardarne il replay o trasformarlo in una gara vera e propria su cui sfidare la lista amici.
Ammetto di non aver usato tantissimo quest’ultima funzione, essendo un orso, ma aldilà di ciò, sono comunque rimasto incantato dal semplice esplorare la montagna per ore ed ore. C’è un qualcosa di magico ed ipnotico nello scendere a rotta di collo tra ghiacciai, crepacci, foreste e distese innevate. Sarà che io amo la montagna ed Ubisoft Annecy capisce e condivide tale amore.

Gli scenari di Steep sono bellissimi e di grande atmosfera.

Gli scenari di Steep sono bellissimi e di grande atmosfera.

Tutto ciò è reso particolarmente piacevole dalla fisica del gioco, come già detto, a cavallo tra arcade pazzi antigravità come SSX e realismo; in equilibrio tra la sua semplicità di approccio e delle gare che richiedono delle buone abilità per essere portate a termine. Sci e Snowboarding si controllano molto fluidamente e restituiscono la piacevole consistenza della neve, la tuta alare ci fa sentire come se stessimo davvero combattendo la gravità per non schiantarci al suolo a velocità stratosferiche ed il parapendio esiste perché qualcuno lo ha voluto. Sul serio, quest’ultima disciplina è stranamente raffazzonata e per niente interessante; l’unico elemento di gameplay vagamente intrigante che possiede è cavalcare le correnti d’aria per risalire stando più vicini possibile al terreno, ma è tutto lì: la maggior parte delle gare è un lento, noioso planare fino al traguardo.

Alcuni setpiece sparsi per le montagne sono davvero simpatici.

Alcuni set-piece sparsi per le montagne sono davvero simpatici.

Sci e Snowboarding sono le discipline con più carne al fuoco. I controlli semplici sono complementati dall’obbligatorio sistema di trick e acrobazie. Per saltare basta premere un grilletto, per ruotare basta mantenere una direzione sullo stick analogico sinistro, mentre lasciandolo andare il nostro baldo atleta si stabilizzerà da solo per l’atterraggio. L’intero sistema, sebbene efficiente, è piuttosto scarno. È possibile complicare i trick con l’uso dei grab (grilletto destro e sinistro sono associati alle rispettive mani) e della levetta destra per posizioni e rotazioni più complesse, ma alla fin della fiera si traduce solo nel saltare e tenere premuti due grilletti, più due direzioni a caso sulle levette analogiche, per eseguire un trick. L’atterraggio automatico e nessun modo di controllare la tavola per riassettarci manualmente privano il sistema di qualunque ulteriore complessità. Misteriosamente assenti sono anche elementi essenziali, come il grind delle superfici.

Qualcuno alla Ubisoft Annecy si crede spiritoso.

Qualcuno alla Ubisoft Annecy si crede spiritoso.

Per quanto sia piacevole esplorare e forgiare le proprie linee, le limitazioni del gioco vengono a galla quando si decide di dedicarsi alle gare. Queste ultime funzionano con le stesse regole di Trackmania, sono puramente sfide al punteggio o tempo migliore; gli altri partecipanti sono solo fantasmi delle medaglie di bronzo, argento e oro, senza alcuna fisicità. Per chi arriva da SSX o perfino Cool Boarders potrà sembrare  un’idiozia, ma francamente la cosa mi sta bene. Alcune gare sono già difficili per natura, se si rischiasse di sbattere contro gli avversari diventerebbero solo inutilmente frustranti; per giunta ci sono già abbastanza elementi randomici a renderle fastidiose.
Per iniziare, le gare a punteggio sono una farsa. Come ho già detto, il sistema di trick è letteralmente complicato quanto premere tre tasti assieme ed il modo in cui si viene valutati mi è tutt’ora un mistero. Lo stesso identico salto, ripetuto otto volte di fila, con le stesse combinazioni di tasti, porta a punteggi molto diversi ed incredibilmente incoerenti. Per le gare a difficoltà facile e normale è anche sufficiente, di solito i punteggi per le medaglie d’oro sono così bassi che la lunaticità del sistema è tollerabile, ma arrivati alla categoria più difficile può diventare assolutamente infernale.
Situazione migliore per le gare contro il tempo, in cui la buona fisica ed i controlli semplici si comportano in modo decisamente più tollerabile e con risultati più consistenti. Prendere e mantenere velocità diventano una questione di trovare le inclinazioni migliori sul terreno e controllare la propria inerzia, il tutto cercando di non perdere l’equilibrio a causa di terreno instabile o salti presi male. Queste gare richiedono genuina abilità e riescono ad essere molto tese ed esaltanti.

Le diverse ore del giorno e condizioni atmosferiche aumentano la varietà estetica.

Le diverse ore del giorno e condizioni atmosferiche aumentano la varietà estetica.

Promosse anche le gare con tuta alare, ma con riserva. La suddetta, per quanto sia eccitante da usare, è anch’essa priva di qualunque complessità. Aldilà dell’inclinarsi avanti o indietro per prendere velocità o mantenere l’altezza, l’unica altra azione è una semi-inutile schivata laterale. Niente acrobazie, niente controllo avanzato dell’inclinazione o possibilità di usare le correnti o anche la semplice inerzia per risalire, una volta lanciatisi è tutta in discesa. In generale, almeno, si comporta bene ed è interessante a sufficienza, specie su percorsi che richiedono di schivare ostacoli, rasentare il suolo e inanellare buchetti nello scenario a velocità da infarto.

Se non si presta attenzione, schiantarsi sul ghiaccio a 300km/h è questione di istanti.

Se non si presta attenzione, schiantarsi sul ghiaccio a 300km/h è questione di istanti.

Se l’obiettivo era creare un’enorme tech demo in cui testare elementi di gameplay, complimenti, esperimento riuscito. Steep pone delle solide basi per un gioco sportivo arcade fenomenale: la fisica è ottima, i controlli sono semplici, gli sport scelti sono eccitanti (con l’eccezione del parapendio, santo cielo) ed il motore grafico permette scenari ampi, splendidi e variegati.
Per questo io dico, Ubisoft, Steep 2, Steeper, chiamatelo come preferite, ma questo gioco merita un sequel. Merita di essere espanso con un sistema di trick più raffinato, l’aggiunta del grind, venti e correnti d’aria per la tuta alare ed il parapendio, un sistema di atterraggio più solido e controllato direttamente, scenari urbani a fondo valle, più effetti atmosferici e skatepark migliori. Già che ci sono, vorrei anche una Cadillac in oro zecchino ed un grifone robot che sputa fuoco.

Questa gara su una pista di bobsleigh semidistrutta è infernale, ma è un buon diversivo dalle solite piste sulla neve.

Questa gara su una pista di bobsleigh semidistrutta è infernale, ma è un buon diversivo dalle solite piste sulla neve.

Steep è, alla fin della fiera, un buon gioco sportivo semi-arcade che riesce comunque ad offrire una solida esperienza. L’eccessiva semplicità può portare presto una certa noia, ma è una buona rampa di lancio da cui saltare verso un seguito più complesso e raffinato.

steep_premi

Perché sì:
Perché no:
  • Grafica, sonoro e atmosfera ottimi
  • Controlli semplici e facili da imparare
  • Tonnellate di gare da sbloccare
  • Mondo ampio e divertente da esplorare
  • Ottima fisica per sci, snowboard e tuta alare

 

  • Eccessivamente semplice
  • Sistema di trick molto scarno
  • Sistema di punteggio incoerente
  • Il parapendio è noia pura

Steep – PlayStation 4 (Videogioco)


List Price:EUR 71,16
New From:EUR 44,00 In Stock
Used from:EUR 40,59 In Stock

Steep – Xbox One (Videogioco)


List Price:EUR 71,16
New From:EUR 35,99 In Stock
Used from: Out of Stock

Steep – Gold Edition – PlayStation 4 (Videogioco)


List Price:EUR 91,48
New From:EUR 91,48 In Stock
Used from: Out of Stock

Steep – Gold Edition -Xbox One (Videogioco)


List Price:EUR 91,48
New From:EUR 74,98 In Stock
Used from: Out of Stock


About the Author

Nicola De Bellis

Disegnatore, pixel artist, game designer dilettante e ombra di se stesso professionista, critica allo sfinimento tutto ciò in cui riesce ad affondare i denti e scrive le sue orribili opinioni pubblicamente come passatempo.