Splatoon: fresco, colorato e piccolo

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Posted 03/06/2015 by in Wii U

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere: ,
 
PEGI:
 

YOH-OH!:

Concept geniale. Direzione artistica di primo spessore. Single-player sorprendente.
 

ARR!:

Architettura online controversa.
 
by Honoo5
Recensione

Vi siete mai trovati in difficoltà nel dover descrivere ad un amico le meccaniche di un videogame quando non si hanno supporti audiovisivi a portata di mano? Io spesso, soprattutto con giochi particolarmente originali o quando si ci aggira nel campo dei puzzle game. Fortunatamente lo scopo di gioco così elementare ed una struttura in larga scala derivante dal genere dei TPS non fanno ricadere Splatoon in quella sciagurata categoria. Allo stesso modo però dovrò impegnarmi il più possibile per riuscire a farvi percepire quanto il sistema di gioco, di questa nuova IP Nintendo, si discosti radicalmente da tutti gli altri esponenti del suo genere risultando, grazie alle sue meccaniche esotiche, un’esperienza nel complesso divertente ed originale.

Ecco come spiegare Splatoon in pochissime parole: TPS online, in squadre da quattro, dove la partita viene aggiudicata al team che ha colorato la maggior parte del terreno di gioco con la vernice spruzzata dalle proprie armi. Finito. Facile no? Un’intuizione di gameplay geniale, che fa della semplicità il suo punto di forza. Una fissazione per l’essenzialità da ricercarsi anche dell’infrastruttura di gioco, scarnificata di tutta quella serie di strumenti accessori che normalmente siamo soliti aspettarci dagli sparatutto multigiocatore: in particolare mi riferisco all’assenza di varietà nelle modalità online ed alla mancanza di una chat vocale integrata. Due lacune che, imperdonabili altrove, possono essere qui considerate alla stregua di scelte oculate. Partendo dal innegabile presupposto che Wii U non sia proprio la console più popolare al momento, perché dividere l’online in più modalità derivative rischiando, al contempo, di allungare il tempo speso nelle lobby e di diluire la concentrazione di originalità nel gameplay? Una strategia difensiva che trova conferma nella notizia dell’esaurimento delle poche copie giapponesi, chiaro segnale delle previsioni non propriamente ottimistiche sul lancio di questa nuova IP da parte di Nintendo. Far prevalere la funzionalità alla quantità, scongiurando debutti di giochi completi ma rotti come accadde allo sfortunato Anarchy Reigns.

Proprio mentre sto scrivendo questa recensione è iniziato da poche ore il piano di DLC gratuiti che accompagnerà il titolo nei mesi successivi al lancio arricchendo con armi, arene e modalità l’offerta contenutistica. Per quel che riguarda la chat vocale invece è innegabile l’ossessione dell’azienda di Kyoto nel voler tutelare i propri utenti minorenni. Però è altrettanto vero che, attualmente, per vincere una partita a Splatoon non è richiesto chissà quale sincronismo tattico. Dico “attualmente” perché non è ancora emerso il vero gameplay delle partite ranked, quindi non so ancora dire con certezza se la mia precedente affermazione sarà ancora attendibile tra qualche periodo.

Comunque, la mancanza di una chat vocale, pur restando un difetto, non pregiudica in alcun modo la fruizione del gioco. Per il resto, Nintendo conferma la sua pigrizia nel rifinire il comparto online dei propri giochi: se sono riuscito a soprassedere alle problematiche discusse poco fa, non trovo una spiegazione logica per tutta un altra serie di difetti (o peggio, scelte) di design che affliggono l’architettura online del gioco. Ad esempio non si può uscire da una lobby mentre la partita sta ancora caricando, non è possibile avere la certezza di giocare in squadra con un proprio amico anche se si entra nelle solita stanza di gioco e non è permesso cambiare l’equip senza dover abbandonare la modalità online: dei problemi tanto banali quanto fastidiosi. Rimane per me del tutto inspiegabile invece la ragione per cui si è deciso di limitare il numero di mappe utilizzabili, andando a creare dei turni da quattro ore in cui si possono usufruire di solo due delle sei mappe disponibili.

Il feeling, pad alla mano, con Splatoon non è confrontabile con nessun altro sparatutto in terza/prima persona a cui abbia mai giocato. Lo scopo di gioco, così diverso dal solito, declassa la rilevanza degli scontri a fuoco con i nemici, cambiando drasticamente i meccanismi tipici delle partite online. Le arene sono tutte di dimensioni contenute, quindi l’interazione con il nemico è abbastanza garantita, però si può tranquillamente vincere una partita senza necessariamente dover splattare un inkling avversario. Il fulcro è come detto sporcare il più possibile il terreno di gioco con la vernice del proprio colore, avvalendosi del gran numero di armi a disposizione (pistole ad acqua, aerografi, grossi rulli da imbianchino), tutte magnificamente differenziate per le modalità con cui spargono il colore sul terreno. Una zona colorata dalla nostra squadra avrà l’importanza tattica di rallentare i movimenti dei nemici che vi transitano ed, allo stesso tempo, permetterà ai nostri inkling di sfrecciare ad alta velocità sotto il pelo della vernice, sfruttando l’abilità di trasformarsi in seppia. Questo vale anche per le superfici verticali, rese così scalabili per raggiungere altopiani favorevoli ad esempio per cecchinare. L’incremento di velocità garantito dalla metamorfosi in seppia è molto repentino, tanto che sarà difficile mirare un avversario che sa padroneggiare a dovere questa possibilità offerta dal gameplay, e questo nonostante il sistema di controllo ibrido tra secondo analogico e giroscopio funzioni a dovere. Quando i colori delle due squadre si saranno mescolati per tutta la superficie di gioco, creando tra loro trame pazze, saltare di pozza in pozza in pozza per sfuggire al fuoco nemico risulterà estremamente appagante. Forse è qui che risiede la differenza con gli altri arena shooter: un ritmo sincopato, in bilico tra movimenti repentini e fasi in cui si spara praticamente da fermi, il tutto diretto da un sistema di gestione e controllo delle aree di gioco che può ricordare, in alcune circostanze, il mondo dei MOBA. Incredibilmente tutto questo funziona, e garantisce un bilanciamento delle partite che lascia sbigottiti.

Il mondo di gioco richiama fortemente i quartieri bene di Tokyo.

Il mondo di gioco richiama fortemente i quartieri bene di Tokyo.

A differenza di quanto si ci potesse aspettare, l’esperienza offline non si limita ai negozi per l’equip ed ad un tutorial allungato, ma sorprende con una campagna degna di questo nome. I 28 livelli di gioco portano al limite le meccaniche di gameplay viste nelle partite online, mettendole alla prova con nuovi elementi di gioco e cinque temibili boss. Nulla di trascendentale, sia chiaro, però considerando quanto poco se ne parli è comunque una bella sorpresa. Se si possiedono degli Amiibo è possibile rigiocare alcuni livelli con armi differenti per sbloccare del nuovo equipaggiamento, oppure dei minigiochi. È presente anche una divertente modalità in multiplayer locale, ma che snatura un po’ quella che è la base del gioco.

Splatoon è già un ottimo gioco, originale per gameplay e comparto audio visivo, destinato probabilmente ad ottimizzarsi grazie ad un importante programma di DLC. Vi rimandiamo per ulteriori opinioni allo speciale che pubblicheremo tra qualche mese, dove analizzeremo insieme tutti i nuovi contenuti.

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About the Author

Honoo5
Honoo5

Principalmente dorme e perde tempo a refreshare i news feed. Ha avuto diverse carriere di successo in passato (scienziato, pallavolista, pittore). Non ascolta più musica, non guarda più tanti film, guarda il wrestling. Gli sono sempre piaciuti molto i videogiochi.



  • Pikkio

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