Silence – Imaginations from the Other Side

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Posted 05/12/2016 by in PC

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Edoardo Fusco
Recensione

Le fiabe dicono più che la verità. Non solo perché raccontano che i draghi esistono, ma perché affermano che si possono sconfiggere. – C.K. Chesterton

Questa è una delle mie massime preferite quando si parla di fantasy. Perché proprio il genere che ormai oggi tutti conoscono grazie alle pellicole di Peter Jackson ispirate ai lavori di Tolkien è stato trasformato nel tempo, e si è persa ormai la “purezza” che aveva inizialmente, colpevoli i vari Dungeons & Dragons e Diablo/World of Warcraft: oggi i simboli del genere sono guerrieri tamarrissimi con armature improbabili, elfe dalla quinta di seno quasi del tutto scoperte e statistiche per comprendere le quali serve un ingegnere.
Sarà l’età, ma dopo anni e anni a interpretare maghi e guerrieri sempre più esagerati e dal look scomodo, alcune “tamarrate”non hanno alcun tipo di attrattiva per un giocatore come il sottoscritto, e tornare a qualcosa di più sobrio e classico può solo far bene, soprattutto se la storia narrata riesce a veicolare messaggi importanti, nonostante la loro didascalità. La Storia Infinita, Alice nel Paese delle Meraviglie, i racconti di Narnia, sono tutti esempi/fonti da cui Silence, il titolo in esame, attinge a piene mani.
Come il fantasy, anche le avventure grafiche, nell’ultimo decennio, hanno intrapreso un percorso di mutamento e innovazione non indifferente, causato principalmente da due software house in particolare: da un lato QuanticDreams le ha trasformate in film interattivi farciti di Quick-Time-Event, dall’altro TellTale ha spostato l’attenzione sulla componente emotiva e sulla narrazione “a bivi” (oltre che episodica) dei suoi giochi. Entrambe le scuole di pensiero stanno facendo proseliti, visto il loro successo, e Daedalic Entertainment ha voluto provare a seguire questa corrente con il suo ultimo lavoro.
Ma cos’è, questo Silence?

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Fin da subito, il mondo di Silence vi lascerà senza fiato grazie ai dettagli e a scorci come questo.

In questo seguito di The Whispered World, pubblicato ormai nel 2009 da Daedalic Entertainment e rinviato per due anni, parteciperete alle avventure di Noah e Renie nel mondo di Silence: il loro paese è sconvolto dalla Seconda Guerra Mondiale, e durante un bombardamento i due si trovano (di nuovo) catapultati nel mondo di fantasia generato dalla mente del ragazzo sedicenne. Alla fine del gioco precedente, infatti, scoprì di essere lui la causa del male di Silence: era il clown triste Sadwick, e salvando il re (se stesso) aveva distrutto il mondo, risvegliandosi.
Non preoccupatevi, quello che avete appena letto non è uno spoiler, in quanto saranno proprio i due a riassumere questi eventi nei primi, emotivamente carichi minuti di questo seguito.
Questa volta il mondo è in pericolo a causa della Falsa Regina, che ha sguinzagliato i suoi Cercatori per recuperare un frammento dello specchio magico che aveva permesso a Noah di svegliarsi, mesi prima.
Insieme a lui e alla piccola e tenerissima Renie, ci saranno anche dei comprimari importantissimi che li aiuteranno durante la loro avventura: il semplice Sam, il saggio Janus e l’esuberante Kyra, ma soprattutto una delle star del gioco precedente. Quello stesso Spot che aveva accompagnato il nostro “eroe” nel suo primo viaggio , questa volta si rivelerà essere ancora più importante, grazie alla sua abilità di gonfiarsi, appiattirsi o assumere le proprietà delle cose che mangia, alla stregua di un novello Kirby.

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Noah, Renie e Spot dovranno risolvere parecchi enigmi per raggiungere nuovamente la sala del trono di Silence.

Se il primo Whispered World sposava ancora la formula classica delle avventure punta&clicca di stampo Lucas Arts, con un inventario zeppo di oggetti da combinare in maniera assurda per risolvere ancora più assurdi enigmi, Silence abbandona queste meccaniche risultando molto più immediato.
Come i giochi TellTale infatti non solo presenta scelte narrative da selezionare, ma tutti gli enigmi saranno risolvibili tramite gli oggetti presenti nella scena in cui si trovano i nostri eroi e la manipolazione del piccolo Spot, che risulterà essere fondamentale in più passaggi.
Silence, senza troppi giri di parole, è tecnicamente bellissimo. Nel vero senso del termine: durante le ore di gioco che mi hanno portato alla schermata finale ho giocato con una mano sul mouse e l’altra perennemente sul tasto F12 del PC finendo per creare la galleria di screenshot più vasta di tutta la mia libreria Steam. E non si tratta di grafica “spacca-mascella” per numero di poligoni o risoluzione pazzesca, ma piuttosto di scelte artistiche ed eleganza davvero encomiabili. Ogni ambiente è disegnato a mano in maniera eccellente e potrebbe essere un dipinto fantasy degno di essere appeso a una parete. Se ci aggiungiamo modelli in cel shading dal look fumettoso e una colonna sonora DAVVERO emozionante, capirete anche quanto valga il discorso che facevo in apertura: Silence è una fiaba moderna che riesce a farsi apprezzare nella sua semplicità, ma che non ha paura di sposare tecniche narrative più moderne per veicolare la sua storia, un po’ come ha fatto, di recente, anche la saga di King’s Quest.
Altro titolo che potrebbe accostarsi a Silence è la serie di Game of Thrones di TellTale, ma la fatica di Daedalic Entertainment la spunta su vincitrice senza alcun dubbio: è tecnicamente superiore a entrambi, presenta una storia più coinvolgente ed introspettiva e non è spezzato in episodi come i due altri contendenti.

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Alcuni degli abitanti del mondo immaginario creato dalla fantasia di Noah sono meravigliosi.

Certo, non è tutto oro quel che luccica, e va ammesso che nemmeno questo titolo è esente da difetti: la giocabilità ogni tanto si fa ingiustamente difficoltosa durante qualche Quick-Time-Event o azione contestuale (ma dipenderà anche dalla periferica che deciderete di usare) e almeno su PC, impostando tutto al massimo, le transizioni tra le varie schermate sono piuttosto lunghe per essere una “semplice” avventura.
Inoltre, la breve durata del gioco (che si attesta intorno alle 8 ore) non permette uno sviluppo dei personaggi approfondito, facendoci solo subodorare alcune idee e alcuni temi (Kyra, soprattutto, poteva diventare qualcosa di MOLTO più interessante) che, con un po’ più di tempo, avrebbero potuto davvero rendere memorabile la storia di Noah, Renie e dei comprimari che incontreranno.
Però sono difetti che il gioco si lascia perdonare, alla fine, grazie a una storia accattivante ed emblematica, e nonostante quanto appena detto i personaggi riescono a risultare accattivanti anche quando cadono nello stereotipico del genere e funzionano proprio in virtù dell’aspetto fiabesco del gioco.
Se siete stufi del “solito fantasy” moderno fatto di armi improbabili, di fetch quest fastidiosissime e ripetitive, ma avete voglia invece di una bella storia in grado di parlare al vostro cuore, come facevano le fiabe di una volta, allora non potete lasciarvi sfuggire Silence.

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Perché sì:
Perché no:
  • Meraviglioso
  • Bellissimo
  • Ho già detto meraviglioso?

 

  • Controlli a volte macchinosi
  • Breve

 


About the Author

Edoardo Fusco

Gamer da quando aveva 6 anni, si guadagna da vivere lavorando nel campo della localizzazione, anche di titoli a tripla A. Scrive e si occupa del medium videoludico da sempre, e i suoi generi preferiti sono gli rpg, le avventure e tutti quelli in cui la narrazione la fa da padrona.