Shin Megami Tensei – Devil Survivor 2: Record Breaker – 7 giorni all’inferno

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Posted 25/11/2015 by in 3DS

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YOH-OH!:

Strategia profondissima. FATE system funzionale e non invadente. Personaggi interessanti. Lunghissimo.
 

ARR!:

Grafica un po' datata. Colonna sonora NON memorabile. A volte può essere frustrante.
 
by Edoardo Fusco
Recensione

L’enorme saga di Shin Megami Tensei è composta da una miriade di giochi. Nonostante il genere di base sia sempre quello dei JRPG, ogni “sottoserie” è caratterizzata da meccaniche e argomenti differenti. Senza entrare nel dettaglio (ci vorrebbe molto più spazio rispetto a una semplice recensione come questa), vi basti sapere che una delle categorie più recenti è quella dei Devil Survivor. Di questa popolarissima (soprattutto in Giappone) miniserie esistono due episodi, ma quattro giochi.
Infatti, entrambi gli originali Devil Survivor sono stati pubblicati inzialmente su Nintendo DS e poi potenziati su 3DS. Quella di cui ci occupiamo oggi è l’ultima incarnazione del franchise, ovvero il remake di Devil Survivor 2 su 3DS, intitolato appunto Record Breaker.

Devil Survivor 2: schermata di battaglia tipica di un JRPG.

Una volta entrati in modalità combattimento riconoscerete subito l’aspetto classico della serie.

Se il primo Devil Survivor, nel passaggio da gioco base in versione DS a Overclocked su 3DS, aveva avuto poche modifiche “vere”, questo suo seguito nel passaggio al 3DS ha visto un update davvero ingente.
Come per il primo capitolo quasi tutti i dialoghi sono ora doppiati. E, sempre come per il primo capitolo, l’apporto dell’effetto 3D è praticamente ininfluente. Anche qui ci sono dei contenuti extra, ma se con Devil Summoner Overclocked Atlus aveva aggiunto solo un piccolo frammento di storia (il gioco si svolgeva nell’arco di 7 giorni nell’originale, e su 3DS è stato aggiunto l’ottavo), qui si parla di un intero arco narrativo lungo quasi quanto la prima parte!
La prima scelta che infatti sarete chiamati a fare una volta avviato il gioco sarà tra due “capitoli”:
The Septentrion Arc, il primo, è in pratica il contenuto di Devil Survivor 2 su DS. Una catastrofe si abbatte su Tokyo quando dei mostri giganteschi attaccano la città (avete presente gli Angeli di Evangelion?) e 13 persone ottengono il potere di interagire con i demoni per poterli evocare e usare in combattimento.
Come era accaduto ai protagonisti del primo episodio della serie, dovranno sopravvivere sette giorni combattendo per la loro vita, anche avvalendosi degli indizi forniti da un misterioso sito web apparso da poco (Nicaea) che permette di assistere alla morte dei proprio cari.
The Triangulum Arc è invece completamente nuovo: si tratta di una seconda storia, in cui i 13 protagonisti dell’arco precedente dovranno affrontare una nuova invasione da parte di entità misteriose che si fanno chiamare Triangulum. Dovranno anche capire che relazione c’è tra questo nuovo attacco e la misteriosa Miyako, una ragazza dai poteri sconosciuti.

Devil Survivor 2: schermata di dialogo tra due personaggi che presenta i due ai lati opposti dello schermo e il testo in basso.

I dialoghi sono presentati nel classico stile delle visual novel.

Questa seconda parte è lunga quasi quanto la prima, e costituisce un incentivo non da poco per chi aveva già completato il gioco originale su DS anni fa, oltre a portare il totale ore di gioco ad un ammontare altissimo, tipico degli strategic RPG che si sposano benissimo con la fruizione portatile. Se infatti i giochi principali della saga sono dei dungeon crawler in prima persona, i due Devil Survivor hanno voluto esplorare un nuovo territorio, mischiando le caratteristiche degli strategici alla Final Fantasy Tactics con quelle delle visual novel, costituendo qualcosa di davvero unico.
L’ambientazione cittadina cara alla serie (quasi tutti gli SMT sono ambientati a Tokyo) costituisce un punto fermo in grado di dare quel tocco di realismo che non guasta, anche se è chiaro che serve molto più ad un giocatore giapponese che non ad uno occidentale: per quest’ultimo infatti spostarsi da Shibuya a Nagoya sarà solo visitare luoghi “esotici” legati ad una città lontana, ma per un giocatore che conosce Tokyo sarà molto familiare tutto quanto.
Questi spostamenti avverranno con la semplice selezione della destinazione su una mappa stilizzata, ma ogni volta che ci muoveremo da un posto all’altro faremo scattare in avanti l’orologio di 30 minuti. Una volta giunti a destinazione assisteremo all’evento legato a quella zona, prenderemo parte ad un combattimento casuale oppure semplicemente leggeremo la descrizione di una location vuota.
Questo sistema permette di scegliere come comportarci, dato che a volte potremmo dover andare alla stessa ora in due posti diversi, perdendo la possibilità di partecipare ad un evento o di parlare con un determinato PNG: e qui si apre la parentesi visual novel.
Uno degli aspetti più apprezzati ma anche discussi degli ultimi installment della serie (nella fattispecie i Persona) è il “link system”, che permette di instaurare rapporti più o meno seri con i vari personaggi.
Anche qui un sistema analogo (il FATE) ci dà la possibilità di aumentare l’affinità con i nostri compagni di viaggio, fornendo qualche bonus in battaglia, oltre a dare un tocco personalissimo alla partita di ogni giocatore. Non si tratta di nulla di complesso o importante rispetto ad esempio a quanto visto in Fire Emblem: Awakening, ma quantomeno a livello narrativo è piuttosto interessante.

Devil Survivor 2: visuale della mappa isometrica su cui i personaggi si muovono da un quadrato all'altro.

Una mossa falsa nelle mappe potrebbe costarvi l’esito di una intera battaglia.

L’aspetto strategico invece è veramente profondissimo e gestito in maniera perfetta.
Se già i giochi della serie base hanno in se tantissima logica e strategia da mettere in pratica per avere la meglio sui combattimenti coi vari demoni incontrati, qui come in Devil Survivor Overclocked raggiunge la sua sublimazione. Invece di comandare un esercito come in Final Fantasy Tactics o in Fire Emblem, in questo gioco controlleremo in mappe cittadine un party di 3 persone alla volta. Ognuno di questi personaggi sarà accompagnato da 2 demoni “equipaggiati” che combatteranno al suo fianco.
Tramite i loro telefoni cellulari modificati, il nostro alter ego e i suoi compagni potranno gestire tutto quanto, dalle email e dai messaggi, alle comunicazioni e al party intero: potranno evocare i demoni da tenere con loro, fonderli per ottenerne di più potenti, o fare offerte per le aste in cui accaparrarsi i “mezzi” necessari alle battaglie che li attendono.
Sulla mappa isometrica vedremo solo uno sprite ma, quando saremo a portata di attacco, la visuale passerà in prima persona per permetterci di sferrare i nostri colpi e venire attaccati a nostra volta, un po’ come avveniva in Shining Force. Nel nostro turno saremo noi ad attaccare per primi, mentre se è il nemico ad essersi avvicinato per attaccare, toccherà prima a lui colpire e noi dovremo contrattaccare.
Come ormai da tradizione stabilita con Shin Megami Tensei: Nocturne (che sarebbe SMTIII) per PS2, anche Devil Survivor 2 propone il meraviglioso Press Turn System. Questo sistema permette, in caso riusciate a sfruttare il punto debole di un nemico, di assicurarvi un turno di attacco aggiuntivo. Ovviamente la cosa vale anche per gli avversari, e subire un Agilao con un demone particolarmente debole al fuoco non solo significherà con altissime probabilità vederlo perire, ma darà al demone nemico un turno extra per continuare l’attacco!

Devil Survivor 2: schermata di gestione del party, con 4 righe che rappresentano i varii team, ognuno con 3 personaggi.

La gestione di tutti gli aspetti del gioco sono affidati al vostro cellulare, il nuovo “COMP“.

E questo porta ad un altro aspetto tipico della serie, qui ancora più esasperato: la difficoltà.
Infatti, se già la serie è famosa per essere davvero hardcore, qui raggiunge in alcuni momenti vette davvero frustranti a volte. Ma come per tutti i giochi davvero difficili, superare certe difficoltà è una sensazione appagantissima, e lo è ancora di più in un gioco dove la strategia è fondamentale. Riuscire ad avere dalla vostra parte i demoni giusti al momento giusto (tramite le apposite aste o tramite fusione), e saperli usare per colpire a distanza un boss riflettendo i suoi attacchi perché tutti i vostri demoni possiedono l’abilità apposita è un tipo di soddisfazione che solo Devil Survivor potrà farvi provare.
Tra le tante novità di questa versione enhanced c’è anche la possibilità di diminuire la difficoltà del gioco, ma dei veri devil summoner come voi non si abbasseranno a trucchetti del genere, vero?
L’aspetto tecnico di Record Breaker non fa gridare la miracolo: stiamo parlando di un gioco che ha già qualche annetto, nonostante il lifting subito per l’occasione, però tutto funziona benissimo. Gli sprite e le mappe sono ben realizzati e hanno un look in cui l’aspetto super deformed e quello serio sono bilanciatissimi. Durante i dialoghi gli sfondi sono perfetti per il loro scopo e i personaggi, nonostante siano molto poco animati, grazie al voice acting quasi sempre perfetto acquistano una dimensione in più. Tutti tranne il nostro silenzioso protagonista, che è tale per permetterci di immedesimarci in lui, ma risulta per questo poco incisivo, nonostante siano sempre le sue/nostre azioni a dettare il ritmo della narrazione, che tra le scelte legate al FATE system e quelle morali tipiche della saga vedrà trasformarsi 13 persone qualsiasi nei fautori del destino del mondo, in un crescendo epicissimo che ormai i fan della serie conoscono bene, ma che non si stufano mai di re-interpretare, magari ogni volta con scelte diverse.

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SMT Devil Survivor 2 premi: strategia profonda oro, longevità argento, personalizzazione argento.


Shin Megami Tensei Devil Survivor 2: Record Breaker – Standard Edition – Nintendo 3DS (Videogioco)


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About the Author

Edoardo Fusco

Gamer da quando aveva 6 anni, si guadagna da vivere lavorando nel campo della localizzazione, anche di titoli a tripla A. Scrive e si occupa del medium videoludico da sempre, e i suoi generi preferiti sono gli rpg, le avventure e tutti quelli in cui la narrazione la fa da padrona.