She Remembered Caterpillars – I bruchi e la morte

0
Posted 12/02/2017 by in PC

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Sara Porello
Recensione

Bruchi. Colori e architetture fantasmagoriche. Scenari inquietanti. Musiche ambient-psichedeliche. Enigmi e rompicapi.

She Remebered Caterpillars (in italiano tradotto con il meno evocativo Il ricordo dei bruchi) è un puzzle game sviluppato dal team indie tedesco Jumpsuit Entertainment UG e pubblicato da Ysbryd Games. Il gioco mette alla prova le capacità logiche e l’intelligenza razionale del giocatore, proponendo enigmi e rompicapi da risolvere tramite abbinamenti di colori, in un’ambientazione fantasy-fungopunk (ebbene sì: fungopunk).

Il gioco si sviluppa lungo una serie di livelli in un’unica schermata; per superare il livello, il giocatore dovrà combinare tra loro i personaggi – adorabili forme di vita geometriche non meglio identificate – e trovare la strada per collocare ognuno di loro sulle piattaforme di fine livello. In ogni livello ci sono elementi architettonici che consentono il passaggio di alcuni personaggi e lo bloccano ad altri, secondo uno schema di forme e colori abbastanza intuitivo; il giocatore dovrà usare le proprie capacità logiche per trovare la strada e portare tutti i personaggi alla fine del livello, combinandoli tra di loro per ottenere personaggi con nuove forme, nuovi colori, e di conseguenza nuove proprietà e limiti. Il gioco è diviso in atti, suddivisi a loro volta in livelli – in tutto una quarantina; ogni livello è introdotto da semplici dialoghi che portano avanti la storia di un padre e una figlia, affrontando temi come la malattia, la perdita, la famiglia e i ricordi. La storia non è di certo il nucleo del gioco, ma la scelta di raccontarla attraverso dialoghi, immagini e suggestioni è ben riuscita, e costituisce un plus per questo titolo; inizialmente molto fumosa e criptica, con il progredire del gioco la storia si delinea in modo piuttosto chiaro.

Non sono adorabili, quei cosini, quando a fine livello volano via con la loro elica?

La difficoltà dei livelli, naturalmente, è crescente: i primi livelli sono molto semplici e intuitivi, e costituiscono quasi un tutorial. La meccanica di base consiste nel portare le forme di vita su speciali piattaforme che consentono di finire il livello, seguendo un principio molto basilare: i ponti consentono il passaggio delle forme di vita del loro stesso colore, o di forme di vita combinate che lo contengono, mentre i pilastri lo bloccano. Un ponte blu, ad esempio, consentirà il passaggio di forme di vita blu, viola (blu+rosso) e verdi (blu+giallo); i pilastri rossi, invece, impediranno il passaggio di forme di vita rosse, viola (rosso+blu) e arancioni (rosso+giallo). Sembra facile, fin qui. Andando avanti nel gioco, tuttavia, i livelli diventano piuttosto complessi, e richiedono una capacità di analisi non indifferente, oltre a vari tentativi; vengono via via introdotte nuove meccaniche, che rendono il gioco più complesso e complicato: ad esempio, ponti retrattili da attivare posizionando i personaggi su determinati pulsanti, oppure organismi che “svuotano” i personaggi del loro colore, consentendo di superare tutti i pilastri ma nessun ponte.

Mica facile, eh?

I personaggi, oltre a un colore, hanno anche una forma, che però li caratterizza solo a livello grafico: infatti non aggiunge niente a livello di gameplay, non ha alcuna influenza sulle meccaniche di gioco; è un peccato, perché le possibilità di usare in maniera creativa le geometrie, oltre che i colori, non vengono sfruttate dal game designer.

Veniamo al comparto tecnico, adesso. L’ottima localizzazione in italiano permette di apprezzare la poesia dei testi, talvolta inquietante, ma sempre evocativa. La musica e i colori sono una delle parti più interessanti del gioco e contribuiscono a creare un’atmosfera particolarmente suggestiva: ritmi rilassanti e al tempo stesso inquietanti, colori brillanti su uno sfondo cupo dalle architetture deformi, che mescolano elementi organici e talvolta tecnologici; il risultato è un mondo popolato da microorganismi, funghi, alghe, coralli, bruchi, parassiti e muffe, in cui si muovono un numero variabile di personaggi. Fungopunk.

…Sempre più difficile…!

Questo titolo fa della semplicità il suo punto di forza: semplicità nella grafica e nell’audio, semplicità nelle meccaniche di gioco, semplicità nella narrazione. Lo consiglio agli appassionati dei puzzle game: sarà sicuramente una sfida interessante e stimolante, con cui impegnare qualche ora e mettere alla prova le proprie abilità. Sconsigliato invece a chi non ama rimanere troppo tempo a lambiccarsi il cervello su come risolvere i puzzle nei giochi, perché in She Remembered Caterpillars… Bè, c’è solo questo!

Perché sì:
Perché no:
  • Personaggi supercute
  • Molti livelli
  • Concept particolare e ben sviluppato

 

  • Non è per tutti


About the Author

Sara Porello
Sara Porello

Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro.Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.