Shadow Blade: Reload – Jiro Musashi sarebbe orgoglioso

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Posted 04/01/2017 by in Mac

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by Nicola De Bellis
Recensione

Giuro che non pianifico queste cose, è uno scherzo del destino. Tre giochi sui ninja in due mesi, pensare che davo il genere come morto da anni. Dev’essere la mia punizione dal cielo per essere balzato a conclusioni affrettate. Qualunque divinità se la stia sghignazzando alle mie spalle, però, sappia che è ora di piantarla.
Non prima di farsi un’ultima risata, visto che il gioco in questione è sviluppato dai miei cari amici alla Dead Mage, una compagnia che davo per morta da anni, in quanto autori dei due terrificanti Garshasp, pessimi cloni di God of War stracolmi di bug, che mi hanno tormentato alcuni natali fa, quando decisi, affrettatamente, di comprarli durante i saldi di Steam.
L’ironia in tutto ciò sta nel fatto che mi tocca, per la prima volta, fargli dei complimenti. Spero siano felici della loro riscossa sul mondo, ma onestamente non serbo rancore. Sono il primo ad essere contento di vedere un piccolo sviluppatore migliorarsi col tempo, soprattutto dopo un inizio così disastroso.

Le cutscene sono presentate come pagine di un fumetto, senza doppiaggio di alcun tipo. Sono disegnate abbastanza bene però, un fumetto in questo stile lo leggerei.

Shadow Blade: Reload è un platform 2D (ma grafica 3D) per PC e PlayStation 4 che mi riporta alla mente il caro vecchio Shinobi, specificamente l’episodio per 3DS, ma non altrettanto complicato. Il ninja di turno, Kuro, esattamente come Jiro Musashi in Shinobi, ha una vasta gamma di abilità a sua disposizione sia per il platforming che per il combattimento. L’obiettivo di ogni livello è semplicemente arrivare fino alla fine a suon di doppi salti, balzi tra pareti e schivate a mezz’aria, raccogliendo più punti possibile. A differenza del platform di Griptonite Games, Shadow Blade ha un sistema di combattimento molto più semplice: ad eccezione dei boss, tutto muore in un singolo colpo, incluso Kuro. Non ci sono barre della salute, power-up ne vite extra (morire porta solo ad una penalità sul punteggio finale), l’unica risorsa contata sono gli shuriken, che si ricaricano col tempo dopo averli lanciati. Non ci sono vie di mezzo, si uccide o si viene uccisi.

Se correte diritti verso un nemico, la lama di Kuro si illumina per un istante e permette un’uccisione istantanea, senza neanche perdere velocità. No, quella in alto a sinistra non è una barra della vita, indica solo i collezionabili raccolti nel livello e gli shuriken rimanenti.

Il focus principale di Shadow Blade è la velocità, è praticamente un platform per speedrunnersKuro corre rapido come una scheggia, si controlla in modo deliziosamente reattivo ed è in grado di uccidere senza neanche fermarsi, a meno di trovarsi davanti un nemico corazzato da abbattere in modo particolare.
Sono rimasto sorpreso dalla varietà di nemici in agguato nei livelli, Shadow Blade è un gioco con poche, ma solide, regole ed ogni tipologia di avversario riesce a sovvertirne una. Si va dal generico scagnozzo buono solo come carne da cannone ai cecchini, missili che seguono i propri movimenti, omaccioni vulnerabili solo alle spalle o eliminabili esclusivamente con la pugnalata verso il basso. Menzione d’onore per gli infami con il lancia-granate appiccicose, nulla nel gioco riesce a demolire un buon record quanto loro.

I cecchini non sono tra i nemici più complessi, ma durante la tensione di un salto difficile riescono a infastidire come pochi.

Ammetto che Shadow Blade mi ha praticamente ipnotizzato, l’ho finito in un giorno solo, giocandoci sei ore filate, solo per ricominciarlo immediatamente a difficoltà più alta. La combinazione di gameplay fluido e reattivo, livelli corti abbastanza da non essere seccanti e vite infinite con respawn al checkpoint quasi istantaneo (a-la Rayman Origins/Legends) crea dipendenza.
Non è un gioco lunghissimo, ma i livelli, sebbene corti, sono tanti ed offrono una buona varietà di nemici, trappole e sfide. Shadow Blade è anche parecchio rigiocabile, finito la prima volta si sbloccano due ulteriori livelli di difficoltà. So cosa state pensando, come cavolo si alza la difficoltà di un platform in cui non ci sono barre della salute e vite contate? Semplice, a difficoltà superiori cambiano interamente grosse porzioni di level design, con trappole aggiuntive e nuovi percorsi, nonché un piazzamento dei nemici differente.
Vale assolutamente farsi un secondo ed un terzo giro dopo aver completato il gioco, è praticamente come giocare un set di livelli nuovi, soprattutto a difficoltà massima.

I boss sono gli unici personaggi ad avere l’onore di una barra della vita. Sono anche sfide interessanti ed è un peccato ce ne siano solo tre in tutto il gioco.

In conclusione, aldilà delle cutscene senza doppiaggio e delle animazioni un po’ (concedetemi il termine) gommose, che rivelano la sua natura a budget non elevato, Shadow Blade: Reload è un platform assolutamente dignitoso e divertente da giocare. Difficile al punto giusto, ricco di livelli e sfide aggiuntive (l’ho detto che c’è perfino un editor di livelli integrato?), mi ha incollato al monitor fino alla fine ed oltre. Mi tocca fare un piccolo applauso ai Dead Mage per avermi sorpreso con un gioco così godibile ed essere genuinamente migliorati rispetto al passato.

Perché sì:
Perché no:
  • Gameplay fluido e reattivo
  • Abbondanza di livelli e sfide extra
  • Editor di stage
  • Difficoltà aggiuntive che modificano i livelli

 

  • Production value sufficiente
  • A difficoltà Master Class può diventare infernale
  • Solo tre boss in tutto il gioco


About the Author

Nicola De Bellis

Disegnatore, pixel artist, game designer dilettante e ombra di se stesso professionista, critica allo sfinimento tutto ciò in cui riesce ad affondare i denti e scrive le sue orribili opinioni pubblicamente come passatempo.