Severed – Innovazione e classicità su PS Vita

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Posted 26/04/2016 by in PS Vita

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere: ,
 
PEGI:
 
by Edoardo Fusco
Recensione

Dopo il colorato, irriverente e divertente Guacamelee, DrinkBox Studios torna con un progetto coraggioso e ispirato, questa volta in esclusiva per PS Vita.
Il precedente successo ha vantato al team di sviluppo una meritata fama tra gli studi indipendenti, tanto da poter permettere loro il supporto di una piattaforma “rischiosa” come la portatile Sony. E la cosa non può che far piacere ai giocatori di tutto il mondo: Severed potrebbe essere pubblicato anche su piattaforma mobile (e più avanti vedremo perché), ma la scelta fatta è senza dubbio quella più gratificante.
In un periodo in cui tutti si stanno lanciando sul mercato mobile, anche e soprattutto le major, DrinkBox Studio decide di andare contro corrente e sfornare questo piccolo gioiello portatile sulla console che più soddisfa i requisiti del gameplay proposto, senza cercare il profitto più alto ma prediligendo la coerenza con la propria visione.

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Sasha, la nostra eroina, dovrà affrontare demoni tanto reali quanto personali.

In Severed vestiremo i panni di Sasha, una coraggiosa ragazza alla ricerca della sua famiglia. Sua madre, suo padre e suo fratello sono infatti scomparsi in seguito all’attacco di un drago. Lei è sopravvissuta, perdendo però un braccio. I suoi tre parenti sono stati portati in altrettante fortezze e, partendo dalla sua devastata abitazione, Sasha si aggirerà per un mondo fantasy popolato da creature mostruose e molto diverse dal bestiario tipico di Dungeons & Dragons, affrontandole grazie agli insegnamenti di sua madre e alla spada viva che una misteriosa figura guida le donerà all’inizio dell’avventura.

Spostandovi da una stanza all’altra di un immenso dungeon (anche le zone esterne sono trattate come ambienti chiusi), esplorerete in prima persona foreste, radure, templi, fortezze, montagne e caverne, come in ogni buon dungeon crawler che si rispetti. Se il genere infatti è davvero popolare sulla console Sony (con alcune esclusive in arrivo ancora quest’anno, prima tra tutte l’interessante Stranger of Sword City, a fine mese), l’interpretazione di questa sotto-categoria degli RPG da parte di DrinkBox Studios non poteva essere certo banale o copiare le meccaniche dei concorrenti.

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Per potenziare le nostre abilità dovremo mutilare i mostri incontrati e nutrirci dei loro arti, del loro cuore e del loro cervello.

Infatti, se le meccaniche di base rimangono l’esplorazione in prima persona dei suddetti corridoi e stanze, sarà l’interazione con l’ambiente ad essere più moderna e a sfruttare interamente il touch screen di PS Vita. I fendenti di Sasha saranno tracciati dalle vostre dita sullo schermo, così come l’attivazione dei poteri a vostra disposizione e l’utilizzo di oggetti quali leve e catene all’interno dei claustrofobici sotterranei in cui vi muoverete.
Ma su tutti, rimane l’implementazione di questa scelta durante i combattimenti il punto focale del gioco. All’inizio di ogni scontro vi verranno presentatati i vostri nemici, uno per ciascun lato (fino ad un massimo di quattro), in modo che possiate cominciare a pianificare i vostri attacchi. Dopo questa breve introduzione, ogni nemico comincerà a prepararsi all’attacco, e una specie di barra simile a quella dell’Active Time Battle dei Final Fantasy classici si riempirà per ciascuno di loro: ovviamente dovrete dare priorità ai più veloci, per evitare di venire colpiti. Ogni attacco dei nemici può essere parato in qualche modo: colpendone gli occhi minuscoli per scoprire quello segreto più interno, respingendo l’attacco dell’artiglio e lasciandolo scoperto per un secondo o due, o ancora colpendo l’interno della bocca proprio durante l’attacco. Nonostante la varietà di mostri limitata, questa meccanica non è quasi mai monotona, soprattutto viste le abilità di cui entrerete in possesso e che potranno sfruttare anche i mostri.
Oltre alla spada sbloccherete altri oggetti in grado di aiutarvi stordendo gli avversari, rubando loro utili buff (attacco aumentato, velocità migliorata, difesa più massiccia o rigenerazione vitale) o entrando in modalità berserk. Se prendete tutti questi elementi e li mettete insieme, aggiungendo anche degli skill tree limitati ma interessanti, potete capire come i combattimenti più concitati (contro 4 mostri alla volta) possano trasformarsi in veri e propri “balletti” delle vostre dita sul touch screen, dandovi a volte davvero del filo da torcere. Sarà meglio privare il mostro A del guscio protettivo prima, oppure forse cercare di eliminare il mostro B assorbendo la sua capacità di rigenerazione? O, ancora, ci conviene assorbire la velocità extra del mostro C per muoverci più velocemente?

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Lo stile grafico cartoonesco si sposa a tematiche e design davvero inquietanti e per niente infantili.

Semplice ma profondo, il gameplay di Severed è indescrivibile a parole meglio di così: va provato per capirne la genialità. Non è privo di difetti, chiaro, ma si presenta come la commistione perfetta tra classico e moderno, e sebbene nei combattimenti più concitati vi troverete a dover tentare e ritentare più volte, la frustrazione non sarà mai davvero tale da farvi passare la voglia di giocare. E qui è possibile riscontrare un difetto del gioco: morire in combattimento non comporta alcuna penalità. Una volta sconfitti la schermata si farà nera e sarete riportati alla “casella” del dungeon appena precedente il combattimento, per poter riprovare con la barra dell’energia totalmente ripristinata. La mancanza di conseguenze legate alla sconfitta priva un po’ di sfida il gioco, che potrebbe a volte essere fin troppo permissivo e rendere inutili i combattimenti, resi così solo una questione di tempo, dei puzzle da risolvere velocemente con la giusta combinazione di attacchi. Però, grazie alla non eccessiva durata del titolo (potrete completarlo nel giro di sette-otto ore, senza esplorare tutte le aree al 100%), questo particolare non diventa un ostacolo vero, trasformando quest’avventura dai toni dark-fantasy ma coloratissima in un excursus piacevole e originale in grado di farci utilizzare ancora una console che purtroppo tanti sviluppatori stanno abbandonando ma che a quanto pare ha ancora molte frecce a sua disposizione, prima fra tutte questa produzione coraggiosa e riuscitissima di DrinkBox Studios!

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Perché sì:
Perché no:
  • Idea accattivante
  • Ambientazione originale
  • Durata perfetta

 

  • Morte ininfluente
  • A volte un po’ ripetitivo

 


About the Author

Edoardo Fusco

Gamer da quando aveva 6 anni, si guadagna da vivere lavorando nel campo della localizzazione, anche di titoli a tripla A. Scrive e si occupa del medium videoludico da sempre, e i suoi generi preferiti sono gli rpg, le avventure e tutti quelli in cui la narrazione la fa da padrona.