SENRAN KAGURA: Peach Beach Splash – L’eterna estate dei ninja

0
Posted 06/10/2017 by in PlayStation 4

Piattaforma:
 
Software House: ,
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Ruka
Recensione

Vi siete mai chiesti cosa succede quando in una saga che fa del fanservice il proprio cavallo di battaglia, spunta uno spin-off ancora più incentrato su tale fattore? Chi ha giocato SENRAN KAGURA Bon Appétit! probabilmente lo saprà già e con ancora più probabilità si prepara ad accompagnare le prosperose shinobi di Marvelous nel salto di genere, poiché, con Peach Beach Splash, il passo da action game a sparatutto in terza persona è stato breve. Ma sarà stato indolore?

Il torneo Peach Beach Splash è un evento estivo ricorrente per gli shinobi -almeno nell’universo di gioco- e promette faville per i partecipanti capaci di portare a casa la vittoria, in quanto appropriarsene significa veder realizzato un proprio desiderio di qualsiasi natura
C’è un problema però: per aggiudicarsi il posto sul podio questa volta non si potrà ricorrere alle solite mazzate e arti ninja, ma ci si dovrà buttare nella mischia armati di fucili e pistole caricati esclusivamente ad acqua, in quel che sembra essere a tutti gli effetti il contesto ideale per sfoggiare costumini da bagno e ragazze bagnate™.
Se però i capitoli precedenti potevano vantare, oltre alle grazie delle donzelle, quella scintilla capace di destare l’interesse del giocatore tanto in termini ludici quanto narrativi, questo interludio tra ESTIVAL VERSUS e il settimo titolo della saga purtroppo non convince appieno sotto nessuno dei due aspetti sopracitati.

Quel coso accanto Homura è uno dei pet utili alla bisogna.

Come detto in precedenza, a fare le veci dei ninjutsu stavolta sarà un nutrito armamentario pistole, fucili e mitragliatrici -rigorosamente ad acqua- equipaggiabili a piacimento assieme a delle carte abilitanti all’uso di determinate skill offensive o difensive, tutto ottenibile in maniera casuale dai pacchetti che si ottengono alla fine di ogni partita oppure acquistandoli in negozio: in termini di personalizzazione siamo probabilmente di fronte al miglior titolo della serie, visto che le combinazioni possibili sono pressoché illimitate e per una volta non si fermano ai meri orpelli della onnipresente Dressing Room.
Tuttavia è solo una volta imbracciate le armi che iniziano a emergere le prime magagne relative ad un feedback delle stesse pressoché inesistente e a una legnosità nei movimenti che, specialmente in quello che dovrebbe essere uno shooter frenetico, non aiuta affatto nel destreggiarsi sul campo di battaglia.
Si nota poi la chiara vocazione al multiplayer, dato che la campagna in singolo tende a ripetersi su sé stessa in quelle che non sono altro che “simulazioni” di partite online contro i bot, ogni tanto alternate da qualche insipida variante (scoppiare palloncini con un getto d’acqua non è proprio il massimo del divertimento).

E anche Kagura torna per l’occasione.

Passando al setaccio il fronte tecnico, il primo aspetto da considerare in un titolo di questo genere è sicuramente il netcode: durante le mie (poche) partite online non ho riscontrato problemi di sincronizzazione e lag di sorta, ma è stato davvero difficile trovare avversari al day one e ciò non mi fa ben sperare sull’effettiva capacità dell’esperienza di protrarsi nel tempo.
Visivamente l’ultima produzione di Kenichiro Takaki si attesta sugli stessi livelli di ESTIVAL VERSUS poiché ne eredita il motore grafico, ostentando una buona mole di poligoni per le ragazze -e ci mancherebbe- affiancata da ottime texture e animazioni; lo stesso purtroppo non si può dire delle mappe decisamente scialbe quasi quanto la colonna sonora.
In definitiva, SENRAN KAGURA: Peach Beach Splash vince a mani basse per la mole di contenuti e fanservice, ma fallisce miseramente pad alla mano per via di un gameplay eccessivamente minato da ingenuità che non lasciano dubbi sull’inesperienza degli sviluppatori in campo tps: stiamo parlando di un titolo capace di spaccare in due la fanbase, tra chi lo adorerà per via delle nuove aggiunte e chi invece, abituato a ben altri livelli, cederà fin troppo presto al tedio.

Hikage

Perché sì:
Perché no:
  • Tanti contenuti e tanto fanservice
  • Netcode funzionale

 

  • Legnoso
  • Ripetitivo
  • Tecnicamente altalenante


About the Author

Ruka

Un weeb che videogioca e scrive. No seriamente, cosa vi aspettavate ?