RunGunJumpGun – Nello spazio nessuno può sentirvi bestemmiare…

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Posted 19/09/2016 by in PC

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere: ,
 
PEGI:
 
by Edoardo Fusco
Recensione

Se avete avuto uno smartphone negli ultimi 5 anni e non vivete nella giungla, sicuramente avete sentito parlare di Flappy Bird, il successo indie/esperimento che ha letteralmente sconvolto il mercato mobile con un’idea semplicissima, la grafica rippata da Super Mario Bros. e un livello di difficoltà esagerato. Era un “vero” gioco? Un tormentone tecnologico? Una moda passeggera? Ai posteri l’ardua sentenza, ma è innegabile che da allora sia stato ripreso e copiato più e più volte, non solo su mobile. E sarebbe superficiale negare che anche questo RunGunJumpGun di Gambitious Digital si sia ispirato, almeno in parte, alle meccaniche dell’uccellaccio di cui sopra.

Partendo da una meccanica semplicissima, RunGunJumpGun la declina all’ennesima potenza e la trasforma per creare un gioco nuovo, altamente addictive e divertente, come si confà ai moderni platform indie figli di Super Meat Boy o VVVVVV. Centoventi livelli, brevi, velocissimi e adrenalinici sono lo sfondo sul quale corre perennemente il nostro alter ego digitale munito di mega cannone al plasma. É uno scavenger, un saccheggiatore spaziale, e la sua missione consiste nel recuperare più atomiks (particelle atomiche) possibile mentre il sistema solare in cui si trova sta collassando. La fine é imminente e gli indigeni abitanti dei tre settori in cui navigherete cercheranno di scoraggiarlo, maledicendolo nel nome dei signori della guerra del sistema.
Tutto qui? Ebbene sì, e funziona perfettamente così. Non solo l’intera struttura di gioco permette alle meccaniche trial and error di brillare come nei migliori esponenti del genere, ma vista la brevità degli stage tutto è fruibile nel migliore dei modi. Vero, più volte vi troverete a bestemmiare dopo la trecentesima volta che vi troverete a ricominciare lo stesso livello tra luci, suoni, esplosioni, lampi e musica frenetica, ma il senso di soddisfazione che vi darà raggiungere finalmente la fine dello stage è davvero assuefacente: nel giro di 80 minuti il sottoscritto ha sbloccato l’achievement che prevedeva 1.000 morti…

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Ma l’importante è non lasciarsi abbattere perché il livello di difficoltà è sempre assolutamente adeguato e la curva di inserimento delle nuove meccaniche e di apprendimento è calibrata davvero bene e non vi darà mai alcun senso di “unfairness”. Schizzare tra spuntoni e seghe circolari, lasciarsi cadere nell’abisso per spuntare dall’alto del livello e distruggere al volo dei nemici che vi stanno attaccando mentre attirate il fuoco delle torrette, distraendole e sbucando di nuovo dall’alto per distruggerle e infine atterrare in mezzo a lingue di fuoco che si accendono a ritmo alterno è una prova di abilità che vi farà davvero esaltare. E il tutto è eseguito tramite solo due tasti! Con il tasto sinistro farete fuoco verso il basso, facendo decollare il nostro eroe, mentre con quello di destra sparerete dritto davanti a lui. E ovviamente non sarà possibile utilizzare entrambi gli spari in contemporanea, creando con le dita un tip-tap ritmato e frenetico (soprattutto se userete la tastiera, strumento che non toglie nulla alla giocabilità del titolo, incredibilmente) che verrà accompagnato da una colonna sonora elettronica azzeccata anche se un po’ ripetitiva. Per procedere da un quadrante all’altro (dei tre disponibili) dovrete raggiungere un numero minimo di atomiks raccolti, e ogni volta che completerete i 40 livelli che lo compongono sbloccherete la modalità Marathon per quel mondo: inutile dire che si tratta di aggiunte ben accette in grado di allungare la vita del gioco oltre alla sua altrimenti naturale decorrenza.

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Tra i colori fluo, gli effetti particellari e la dinamica di gioco assolutamente schizzata, questo titolo si presenta come un trip di acido che potrà dare fastidio ai più sensibili dei giocatori, tanto da presentare nella primissima schermata un avviso per evitare crisi epilettiche nei soggetti a rischio. Questi sono gli unici giocatori che dovrebbero stare alla larga da RunGunJumpGun: tutti gli altri, soprattutto quelli alla ricerca di gameplay frenetico, level design ispirato e di un alto grado di sfida, non possono evitare di provare questo piccolo indie da sbocconcellare un livello alla volta fino alla fine.

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Perché sì:
Perché no:
  • Adrenalinico
  • Look accattivante
  • Assuefacente

 

  • Breve
  • Non profondissimo

 


About the Author

Edoardo Fusco

Gamer da quando aveva 6 anni, si guadagna da vivere lavorando nel campo della localizzazione, anche di titoli a tripla A. Scrive e si occupa del medium videoludico da sempre, e i suoi generi preferiti sono gli rpg, le avventure e tutti quelli in cui la narrazione la fa da padrona.