Redux – Dark Matters: nostalgia canaglia

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Posted 03/04/2015 by in PC/Mac/Linux

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YOH-OH!:

Retrò. Colonna sonora.
 

ARR!:

Noioso. Confusionario.
 
by Honoo5
Recensione

Redux: Dark Matters è il secondo tentativo di KTX Software ed Hucast di porgere un omaggio ad un grande classico degli sparatutto a scorrimento: R-Type. Quel prefisso è subdolamente inserito per sottolineare che questo gioco, uscito ad inizio 2014 su Dreamcast ed alla fine del solito anno su PC, Playstation 3 ed Xbox 360, è in realtà un’Enchanted Edition di un precedente titolo apparso solo su Dreamcast nel 2009: Dux. Usare il termine remake non darebbe giustizia a quelli che sono stati gli esiti finali dell’operazione, ovvero una conversione in HD finanziata con 53121$ grazie ad un Kickstarter.

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Turbocatadiottro!

Redux è uno shmup old-school nel vero senso del termine, non risentendo di fatto nessun tipo di influenza ludica dai titoli usciti dopo il 1987. Il suo scopo, reso chiaro anche dalla scelta di farlo debuttare su una console ormai non più alla portata di tutti, è quello di incantare i nostalgici, prendendo di peso un gameplay antiquato ed appiccicandoci sopra un comparto audio-visivo più vicino agli standard odierni. Dark Matters ha il merito di rendere realtà quello che i frequentatori delle sale giochi degli anni ’80 potevano aspettarsi da un futuro ipotetico episodio di R-Type. Questo però è al contempo il miglior pregio ed il peggior difetto del titolo tedesco che non cerca in alcun modo di crearsi un’identità propria, scrollandosi di dosso l’opprimente nomea di emulo. Tutti gli elementi cardine del classico Irem (i ritmi lenti, il pod potenziabile, il colpo caricato ed i livelli cavernosi) sono sfruttati dal team tedesco in maniera non ottimale, non riuscendo a ricreare in nessuna delle due modalità di gioco il feeling del titolo originale. La scelta tra le due astronavi disponibili, rispettivamente simboleggianti gli altrettanti livelli di difficoltà, condiziona in maniera molto significativa l’esperienza di gioco: la differenza più sostanziale è la possibilità della prima navicella di sfruttare l’utilissimo pod che, oltre ad aumentare la potenza di fuoco, ha l’incredibile pregio di assorbire la maggior parte dei proiettili a noi indirizzati. Questa abilità, combinata con i potenziamenti delle armi, è in grado da sola di scardinare il gameplay: giocare a questo livello di difficoltà si traduce in una mera distruzione di tutto quello che ci viene contro. La buona varietà dei nemici è così surclassata da un fascio di fuoco che, occupando circa tre quarti dell’altezza dello schermo, traduce i sei livelli di gioco in un unico lungo e noioso corridoio e non servono a migliorare la situazione i boss di fine livello, tutti troppo semplici ed uguali tra loro.

Gli accostamenti di colore sono abbastanza coraggiosi.

Gli accostamenti di colore sono abbastanza coraggiosi.

Passare alla seconda astronave non influirà in alcun modo sul design dei livelli o sul pattern d’attacco nemico, ma si limiterà ad eliminare la possibilità di sfruttare le abilità difensive del pod, rendendo di fatto letali tutte quelle particelle in movimento che prima potevamo semplicemente ignorare. Seppur ora si possa apprezzare maggiormente la varietà degli stage, finalmente pericolosi, al contempo emerge una loro certa illeggibilità, dovuta ad il gran numero di sprite sovrapposte l’una all’altra. Questo, combinato con l’assenza del pod, rende questa modalità paradossalmente meno godibile e molto più frustrante: completare una run vi richiederà circa trenta minuti, un lasso di tempo tranquillamente accostabile alla longevità finale del titolo, visto che non si sono appigli per la rigiocabilità. Oltre ad essere assente una modalità multiplayer e delle classifiche online, lo scoring system non è sufficientemente profondo da riuscire ad intrattenere.

L'immagine non rende giustizia a quanto siano fastidiosi gli effetti sonori.

L’immagine non rende giustizia a quanto siano fastidiosi gli effetti sonori.

La sontuosa colonna sonora di Andre Neuman, e la traccia composta da Chris Hülsbeck, non bastano a salvare Redux: Dark Matters. Un titolo che potrei ritenere sufficiente solo se fosse rimasto nell’ambito degli homebrew, ma dopo il successo della campagna su Kickstarter le mie aspettative erano ben più alte. Potete comunque reperirvelo su Steam per 12,99€.premi_3premi (1)


About the Author

Honoo5
Honoo5

Principalmente dorme e perde tempo a refreshare i news feed. Ha avuto diverse carriere di successo in passato (scienziato, pallavolista, pittore). Non ascolta più musica, non guarda più tanti film, guarda il wrestling. Gli sono sempre piaciuti molto i videogiochi.