RedOut – Speed of Light!

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Posted 13/09/2016 by in PC

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Cathoderay
Recensione

Ci sono vari tipi di giochi di guida: quelli simulativi in cui faccio schifo, quelli più arcade dove me la cavo bene, e infine quelli dannatamente veloci, dove anche se non sono un mostro mi diverto come un pazzo; ecco, RedOut fa parte dell’ultima categoria, e va bene così.

La prima impressione che ho avuto provando RedOut è stata quella di aver finalmente messo le mani su un erede spirituale di quell’F-Zero che tutti vogliamo da anni, e che sopratutto su PC non ha esponenti dai tempi del mitico Wipeout 2097.
Diciamoci la verità, era ora che qualcuno si prendesse questa fetta della torta: i ragazzi di 34BigThings hanno deciso che era il momento di premere sull’acceleratore dopo il loro primo titolo e la velocità raggiunta è allucinante, si può solo applaudire a fine gara per il risultato raggiunto.

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Tramonto a mille all’ora.

Tanti nomi vengono alla mente pensando a questo tipo di racing game: F-Zero, Wipeout, Rollcage, Star Wars Racing, Pod nella memory lane sono tutti ricordi piuttosto lontani; il fanalino di coda è il capitolo di Wipeout su PS Vita, ultima stella a brillare di una costellazione che sembra lontana negli anni… Come stella polare per chi ama questo tipo di giochi, RedOut arriva come un missile sulla scena italiana e si impone come un nuovo standard di potenza: lasciate che vi dimostri il perché di queste parole cosi esagerate, ovviamente mentre sfreccio a velocità assurde davanti a voi facendovi i gestacci.

Iniziamo col dire che avrete 10 modalità di gioco a disposizione, DIECI.
Partiamo dai test in solitaria, prove dove il vostro unico nemico è il tempo: cercare di andare più veloce possibile è necessario per guadagnare le medaglie più alte, quindi preparatevi a limare il vostro stile di guida al millimetro.
Subentrano poi le prove a eliminazione, dove il tracciato presenta varie insidie e il respawn del veicolo è disabilitato.
Quando invece scendono altri avversari in pista le sfide diventano molteplici: da quelle tradizionali a quelle in cui ad ogni giro l’ultimo in classifica viene eliminato, passando per le prove di sopravvivenza dove l’importate è arrivare tutti interi, concludendo con una sorta di maratona dove cinque circuiti sono collegati l’uno all’altro.
Potete scegliere liberamente circuito, numero di giri e partecipanti, oppure lanciarvi nella modalità carriera, composta da oltre settanta stage. Se sceglierete la seconda opzione avrete a disposizione una nave base delle sette scuderie a vostra disposizione: ciascuna differisce dalle altre per riserva di energia e velocità di ricarica del turbo, accelerazione, velocità massima, resistenza e aderenza.
Ovviamente scalando la classifica salirete di livello e questo vi permetterà, assieme ai soldi guadagnati, di dare una bella rinfrescata al vostro missile, scegliendo tra vari potenziamenti disponibili: questi si dividono tra attivi (principalmente di offesa) e passivi (che tendono a potenziare la vostra nave). In questo modo avrete la possibilità, a seconda della nave scelta e delle sue particolarità, di costruire una tipologia di gioco tutta vostra senza rischiare di trovarvi contro navi identiche con i soliti due potenziamenti montati. Questo è un grande merito delle scelte dei programmatori, che hanno permesso di avere un gioco particolarmente vario e appagante.

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700 kmh e la retina inizia ad avere dei problemi.

L’estremo senso di velocità è uno degli elementi cardine di RedOut, e gli sviluppatori hanno puntato molto su questa cosa: non c’è niente di peggio che comprare un gioco di corse e ritrovarselo più lento di quello che sembra, ma per fortuna non è questo il caso.
Le quattro ambientazioni in cui vi troverete a sfrecciare sono molto diverse l’una dall’altra; personalmente avrei preferito qualche opzione in più per dare maggiore varietà al gioco, ma comunque non ci si può lamentare di quanto fatto dagli sviluppatori: l’Abruzzo, Volcano, Il Cairo e l’Alaska sono tutti bellissimi da vedere e particolarmente vari a livello di piste, non c’è di che annoiarsi e a ogni curva e giro della morte che farete il senso di velocità tenderà ad aumentare sempre di più, complice la difficoltà dei tracciati crescente che vi permetterà di imparare a utilizzare la seconda leva del pad come si deve.
Qui sta la differenza tra un novizio e un pilota di classe, ovvero nell’uso del secondo analogico: come avrete sicuramente capito, è questa la scelta di utilizzo di questo controllo nel titolo di 34BigThings che vi permetterà di inclinare nelle quattro direzioni la vostra navicella; così facendo avrete la possibilità di limare la vostra aderenza alla pista al massimo e di fare curve via via sempre più perfette, vero segreto per rimanere fissi in cima alla classifica del gioco.
Le armi presenti invece hanno un ruolo marginale e spesso saranno un vero e proprio appoggio alle vostre gare, ma non potrete mai contare sulla potenza di fuoco per vincere una corsa, è bene che questo lo sappiate.

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Curva in vista.

Una cosa che indubbiamente mi ha lasciato stupito è l’intelligenza artificiale presente all’interno del gioco, i vostri avversari corrono per vincere e non per coccolarvi: nessuno rallenterà in prima posizione o vi spingerà se siete in ultima e tutto questo può sembrare frustrante all’inizio del gioco, ma una volta imparato l’utilizzo del drift le cose inizieranno a capovolgersi, con gare sempre più sul filo del rasoio, e vi toglierete parecchie soddisfazioni sopratutto nei confronti della maledetta navicella che continuava a rubarvi il primo posto fino alla corsa precedente.
C’è poi un elemento del gioco che mi preoccupava fin dall’inizio dello sviluppo di questo titolo, ovvero la colonna sonora: portandosi dietro un’eredità pesante in ambito racing RedOut ha ereditato automaticamente anche questo fardello, ovvero pompare nelle casse del giocatore musica che oltre ad essere all’altezza dovesse creare un certo mood, chi ha detto Chemical Brothers là in fondo? Be’, bersaglio centrato, i brani musicali scelti per accompagnare le vostre gare sono esattamente quello di cui avete bisogno per schiacciare forte sull’acceleratore, perfettamente integrati nel gioco e mai invasivi, direi che meglio di cosi non si poteva fare; forse non siamo davanti alla colonna sonora pazzesca del primo Wipeout ma il risultato è davvero ottimo.

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Come dicevo, gli avversari non sono per niente gentili.

Nonostante la campagna sia particolarmente divertente e il gioco in solitaria sia appagante, il livello più alto di RedOut viene raggiunto col multiplayer online, dove potrete allenare i fondamentali senza l’utilizzo di nessun potenziamento o gareggiare in varie sessioni a seconda del vostro livello, il che impedisce di ritrovarsi a guidare contro dei mostri del volante se siete solo a livello 2.
Il matchmaking è sempre veloce e nelle varie partite non ho mai dovuto aspettare più di tanto per giocare, nè ho mai avuto problemi di lag o altro. Mi sono divertito come un pazzo, e la cosa rappresenta indubbiamente una marcia in più per un gioco che già ha conquistato un posto nel mio cuore.

Tuttavia qualche piccola riga sulla carrozzeria di RedOut è presente: i modelli delle vetture, sebbene molto belli, risultano con colori molto simili tra loro, nulla che delle livree personalizzabili non possano risolvere, mentre per quanto riguarda il sistema di controllo -be’, diciamocelo- usare il secondo analogico è molto strano all’inizio, ma quando si prende la mano il tutto diventa piuttosto automatico; questo non è un vero e proprio difetto, più una sensazione straniante, a dirla tutta, ma sono davvero cose minuscole se paragonate alla bellezza del lavoro svolto dai ragazzi di 34Bigthings, e se il gioco nei mesi a venire verrà ulteriormente migliorato, magari con qualche nuova modalità e una manciata di skin per le auto potremmo essere davanti al miglior racing game futuristico degli ultimi anni; io personalmente ci credo!

E ora scusatemi, devo andare a disintegrare delle vetrate mentre sfreccio a mille all’ora per una pista che sembra uscita dai miei sogni più assurdi sui circuiti che avevo da bambino.

Potete comprare anche voi la vostra dose di adrenalina a velocità assurda su Steam a 31,99 €, e sono tutti soldi ben spesi.

 

Perché sì:
Perché no:
  • Senso di velocità assoluto
  • Tante modalità diverse
  • Graficamente splendido
  • Ottime musiche

 

  • Il single player alla lunga stanca

 

giudizio finale


About the Author

Cathoderay
Cathoderay

Amante dei fumetti in maniera viscerale, è uno dei "Vecchi" della redazione, molto spesso si ricorda di titoli semi sconosciuti perché ha avuto la sfortuna di provarli quando uscirono, ha scritto qua e la per tanti anni in tanti posti, e internet ne porta una sottile traccia, un filo rosso che denota la sua instabilità mentale.Adora gli ornitorinchi, le lontre i lupi e le volpi, ma fondamentalmente non glielo sentirete mai ammettere, perché è una persona orribile.