Red Game Without A Great Name – Storia di uccelli e pale che girano

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Posted 20/02/2016 by in iOS

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by Nicola De Bellis
Recensione

Mi tocca resistere, ancora una volta, alla tentazione di scrivere dieci paragrafi su quanto sia linguisticamente irritante un titolo. Dopo The Weaponographist pensavo non sarebbe mai più accaduto, ma rieccoci qui, punto e a capo. Non varrebbe neanche la pena tirare fuori la cosa, ma il mio compenso è 10 centesimi a parola e le escort non si pagano certo da sole. Il vero problema è che non c’è molto altro di interessante di cui parlare, qui.

Red Game Without A Great Name è un action-puzzle game sviluppato da iFun4All inizialmente per iOS e, recentemente, portato anche su PC e PS Vita.
La premessa è molto semplice: in Polonia, prima che Rocco la invadesse, si viveva mogi e tristi in un mondo steampunk tutto rosso e nero, un vero incubo per tutti gli interisti. Un giorno, quello che darò per scontato essere un brillante inventore per via del cappello ridicolo che indossa, costruisce un piccione viaggiatore meccanico, il nostro intrepido protagonista.

Non ho mai schiacciato

La meccanica principale del gioco è il teletrasporto, per zigzagare tra gli ostacoli.

L’uccellino ad ingranaggi non si può controllare direttamente, vola in una direzione fino a bloccarsi contro una parete o morire orribilmente; possiede, però, la peculiare abilità di teletrasportarsi in qualunque punto dello schermo, tramite clic del mouse. In sostanza, i livelli scrollano automaticamente e sta a noi evitare gli ostacoli, premere pulsanti ed aprire la strada teletrasportando il volatile quando necessario.

Il gioco è, praticamente, tutto qui ed ecco qual è il mio problema: il gioco è tutto qui. Proseguendo nei 60 livelli, vengono lentamente introdotte nuove gimmick, tipo il potere di sfondare alcune pareti o aree dello schermo in cui è impossibile teletrasportarsi, il minimo sindacale per mantenere l’attenzione, ma nulla di particolarmente memorabile.

Vapore

L’unico modo per cambiare direzione è uno di questi getti di vapore, ma è comunque impossibile fermarsi.

Perfino lo stile grafico, semplicistico, ma molto gradevole, varia pochissimo tra i livelli. Ogni tanto lo sfondo cambia ad una gradazione leggermente diversa di rosso o lo scenario passa da industriale a bucolico, ma bastano 10 dei 60 stage per vedere tutto ciò che il gioco ha da offrire, esteticamente.

Da blanda, l’esperienza si trasforma in frustrante a causa del modo in cui i controlli sono stati traslati alla versione PC. Teletrasportare il robottino alato richiede di cliccarci sopra e trascinare il puntatore nella zona desiderata, un sistema pensato per i ditoni grassi che pigiano sullo schermo, ma che si adatta male alla precisione al millesimo di un cursore. Quando l’azione diventa rapida, non c’è margine di errore ad aiutare un clic sbagliato di mezzo pixel. La difficoltà tende anche a salire molto rapidamente, ma i cattivi controlli trasformano una buona sfida in una demolizione sistematica della chiesa tramite bestemmie esplosive. Si finisce per schiantarsi contro i mulini a vento una, dieci, cento volte e mai per incompetenza propria.

Le pale girano forte

Le pale girano e non solo quelle del gioco.

Siamo chiari però, questa non vuole essere una bocciatura. Red Game Without A Great Name non è un brutto gioco. Può essere un buon passatempo in autobus o mentre aspettate che la vostra ragazza raggiunga l’orgasmo, ma ha poco senso al di fuori del suo elemento. Ovvero sulla tazza.
Potete comprarlo su Steam4,99€, ma vi incoraggerei ad acquistare la versione PS Vita o mobile, piuttosto.

red_premi

Perché sì:
Perché no:
  • Stile grafico carino
  • Buone le musiche
  • Buon passatempo a piccoli morsi
  • Buona difficoltà

 

  • Si può finire al 100% in tre ore
  • Controlli buoni solo su touchscreen
  • Poca varietà estetica
  • Alcuni livelli fanno sgarbare


About the Author

Nicola De Bellis

Disegnatore, pixel artist, game designer dilettante e ombra di se stesso professionista, critica allo sfinimento tutto ciò in cui riesce ad affondare i denti e scrive le sue orribili opinioni pubblicamente come passatempo.