Qasir al-Wasat – Una notte in Siria

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Posted 10/02/2016 by in PC/Mac/Linux

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Tracotanza
Recensione

È sorprendente come un gioco così orientaleggiante come Qasir al-Wasat sia venuto fuori da uno sviluppatore che ha la sua base nel sud del Brasile. Ci deve sicuramente essere stato uno studio enorme da parte dei ragazzi di Aduge, per ricreare un ambiente così lontano dalla loro terra d’origine.
Non voglio darvi una cattiva impressione, per questo mi ritrovo a specificarlo subito, a me Qasir al-Wasat è piaciuto tantissimo ma mi sono sentito un po’ tradito. Credo che la sensazione sia quella di trovarsi di fronte ad un alunno promettente che poi sbaglia le cose più semplici. Quella rabbia che esce fuori perché “se sei tanto bravo, come fai a fare degli errori così stupidi?“.

Qasir al-Wasat è un gioco stealth con visuale dall’alto. So che sembrerà un’eccessiva semplificazione da parte del gioco, ma impersonerete un personaggio invisibile. Non dovete comunque preoccuparvi: la vostra invisibilità non basta a rendere le cose facili. I vostri nemici hanno un udito infallibile e meneranno fendenti un po’ a caso dove sentiranno rumori, inoltre dovrete evitare di capitare loro davanti e intralciare i loro percorsi, basta un solo colpo a farvi fuori. Potrete uccidere le persone che vi ostacoleranno, farlo sarà semplice ma vi macchierà di sangue, sangue che vi renderà visibile ai nemici, oppure preferire un approccio pacifico. A voi trovare una via di mezzo e scegliere il metodo più appropriato per superare una qualsiasi parte del gioco.

3 omicidi, 3 armi.

3 omicidi, 3 armi.

Oltre all’ottima idea di gameplay, ci troviamo di fronte a un’interessantissima storia. Senza spoilerarvi troppo mi limito a dirvi che voi siete lo spirito di un altro mondo, evocato da un potente stregone per uccidere tre uomini all’interno di un palazzo. Il problema è che il palazzo nasconde ben più di quanto sia visibile e per andare a fondo nei misteri che lo popolano dovrete pianificare attentamente le vostre mosse e prendere importanti decisioni. Fra documenti, passaggi segreti, vie per altri mondi e strani esperimenti, c’è veramente tanto da scoprire prima di dedicarvi alla vostra banale missione.

Il palazzo in cui è ambientato il gioco è ben interconnesso e ogni stanza avrà qualcosa da dire o qualche elemento che la renderà riconoscibile, oltre a trappole, nemici ed enigmi. Questi ultimi sono la prima nota dolente del gioco. Troppo spesso mi sono ritrovato davanti a enigmi semplici, poco stimolanti e davvero fin troppo scontati: tubi da posizionare nella maniera corretta, piastrelle da illuminare nel giusto ordine, tutto già visto e rivisto e facilmente risolvibile.

Lo spirito protagonista.

Lo spirito protagonista.

Carina l’idea di abbinare uno strumento musicale ai movimenti delle guardie. Quando le vedrete zompettare simpaticamente in giro sentirete anche le melodie allegre che le accompagnano, peccato che quando ve ne saranno troppe nella stessa stanza vi ritroverete ad ascoltare delle cacofonie orribili. Insomma, coordinare la musica e i movimenti non sarebbe stato male.

Non credo ci sia stato nulla che mi sia realmente piaciuto nel comparto grafico: la strana prospettiva, i modelli poco convincenti, tappeti e drappi che sembrano posti un po’ a casaccio in giro, accostamenti poco piacevoli fra i colori. Potrebbe semplicemente trattarsi di gusto personale e sicuramente è capitato di vedere di peggio, ma avrei voluto vedere anche un po’ di cura in più su questo campo.

Parecchi elementi nel palazzo si rifaranno alla cultura mediorientale.

Parecchi elementi nel palazzo si rifaranno alla cultura mediorientale.

Qasir al-Wasat si regge su una buona idea di base e su un’ambientazione e una storia con quella spolverata di Oriente che affascina sempre. Se vi piace investigare occulti misteri e adorate le storie mediorientali, allora troverete in Qasir al-Wasat un ottimo motivo per spendere 15 € su Steam. Vi informo, inoltre, che una localizzazione italiana è presto in arrivo.

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Perché sì:
Perché no:
  • Ambientazione davvero affascinante
  • Buona trama
  • Belle idee di gameplay

 

  • Grafica poco convincente
  • Alcuni problemi nel sonoro
  • Parecchi enigmi ripetitivi e banali


About the Author

Tracotanza
Tracotanza

All'anagrafe Salvatore Martino, ma a differenza da quanto dice il suo nome non ha mai salvato nessuno. Appassionato di videogiochi da quando ha imparato a pigiare col ditino per accendere il computer. Era disperso in un mare di Pixel ed è stato raccolto dalla ciurma per scrivere storie sul suo naufragio nel mondo videoludico