Q.U.B.E: Director’s Cut – logica soggettiva

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Posted 29/10/2015 by in Android

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PEGI:
 

YOH-OH!:

Trama intricata ma intrigante. Stile grafico pulito e minimale. Sound design efficace.
 

ARR!:

Poco originale. Enigmi semplicistici. Esperienza insipida.
 
by Michele Ricci
Recensione

In ogni forma d’arte e d’intrattenimento c’è sempre quell’idea rivoluzionaria ed inaspettata, quel guizzo creativo che marchierà a fuoco il gusto collettivo, indirizzando l’evoluzione del media verso nuove possibilità espressive. A cotanto splendore inventivo si frappongono i cosiddetti “influenzati”, mestieranti che cercano di carpire l’essenza del genio manipolando e rileggendo dinamiche ed intuizioni, assemblando una nuova creazione che, seppur valida, è priva di un’integrità artistica autonoma. Tutto questo preambolo per dire che il titolo dei Toxic Games è l’ennesimo figliastro di sua maestà Portal

Design asettico e ambientazione sci-fi. Nulla di nuovo da segnalare.

Design asettico e ambientazione sci-fi. Nulla di nuovo da segnalare.

Q.U.B.E. fa il suo esordio sul mercato degli home computer nei primi mesi del 2012. Fedele alla legge non scritta del P.G.I.A.T. (Puzzle Game In Ambiente Tridimensionale), il gioco presentava una serie di stanze da affrontare risolvendo enigmi ambientali molto accessibili, sfruttando un paio di guanti che consentivano l’interazione con determinati elementi dello scenario. Il risultato finale era da considerarsi discreto e ben eseguito, sebbene la sensazione di déjà-vu scorresse potente nel codice. Questa riedizione Director’s Cut, che decreta l’esordio su console del team britannico, aggiunge un sostrato narrativo affascinante e criptico, esplicato attraverso i monologhi, ricchi di suggestioni filosofiche per nulla banali, di un paio di personaggi ben caratterizzati. Completano il pacchetto una modalità a tempo che aggiunge un pizzico di pepe alla serena passeggiata offerta del titolo originale.

Illustrazione con 5 guanti che emanano una luce blu dal palmo.

“Ho il potere nelle mani! Anzi, nei guanti!”

Il design asciutto ed asettico assolve appieno il proprio compito, funzionale al costante senso d’alienazione che i ragazzi di Toxic Games cercano d’inculcare nel giocatore, sfruttando le candide architetture solide, spesso in movimento, per donare risalto agli elementi interattivi delle stanze, carichi di colori accesi dall’immediata comprensione ludica. I suoni ambientali completano l’atmosfera generale che, benché poco originale, può considerarsi riuscita e sempre affascinante. Quello che stride fortemente con il buon livello dell’opera è proprio il cuore pulsante dell’offerta giocosa: i puzzle. Semplicistici e basilari, non offrono alcuno spunto interessante, richiedendo un utilizzo della materia grigia di poco superiore al più comune degli action game. Qualche avvisaglia di cambiamento s’intravede nelle fasi conclusive dell’avventura, ma resta un piccolo bagliore destinato a spegnersi rapidamente.

Qualche stanza spinge il giocatore a sfruttare un minimo di manualità. Nulla di eclatante, eh!

Qualche stanza richiede al giocatore un minimo di manualità. Nulla di eclatante, eh!

 Q.U.B.E: Director’s Cut è un titolo che non osa discostarsi da un tracciato delineato da un maestro forse troppo ingombrante, ed a poco servono la buona realizzazione tecnica e l’atmosfera generale se il punto cardine dell’intera esperienza scricchiola sotto i passi del giocatore attento. Se amate alla follia queste ambientazioni e non apprezzate la sfida potete accomodarvi.

Potete trovare il gioco sulle console casalinghe Sony (Cross-Buy, abbiamo giocato la versione PS4), su Xbox One, su Wii U, su Android (dove risulta PEGI 3), oltre che su Steam (per PC, Mac e Linux) dove la Director’s Cut rimpiazza la versione originale (acquistabile qui).

Q.U.B.E: Director's Cut - premi: atmosfera bronzo


About the Author

Michele Ricci
Michele Ricci

Videogiocatore barbuto ed attempato, collezionista della domenica e musicante senza arte né parte, colma il "Vuoto Esistenziale"© con ogni tipo di distrazione più o meno nerd.