Pokémon Luna – When the moon hits your eye…

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Posted 24/11/2016 by in 3DS

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Software House:
 
Genere:
 
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by Aymeric
Recensione

Vent’anni son passati dal lancio del brand Pokémon nella terra del Sol Levante e, da poco più di un mese, son passati diciassette anni da quell’ottobre in cui io personalmente ho iniziato la mia avventura partendo da Biancavilla. Ho molti ricordi legati a questa serie ormai storica, e il mio stato affettivo è talmente intenso da avermi reso uno dei pochi strenui sostenitori di quella sesta generazione stracolma di problemi che dal 23 Novembre ha finalmente passato il suo testimone.

L’ultimo titolo della serie targata Game Freak è il gioco che rappresenta l’innovazione nella saga, in quasi ogni singolo aspetto. Al di là delle migliorie tecniche come l’abbandono totale del movimento basato su una griglia e l’addio a modelli dei personaggi super deformed nell’overworld, ho avuto tra le mani un gioco che fa della trama e del cambiamento i suoi punti di forza.

Alola è una regione viva come non mai, caratterizzata da ambienti generalmente ben curati (a parte alcuni percorsi troppo lineari) sia a livello architettonico che naturale. Ogni città, caverna o percorso prende vita grazie a personaggi non giocanti che finalmente si voltano verso di noi quando gli passiamo accanto e ai versi dei mostri tascabili che si possono sentire in lontananza (piccola feature che tanto avevo apprezzato in quinta generazione e abbandonata senza ritegno in quella passata). Un mondo reso ancora più vibrante dalle tradizioni presenti nella regione, tra cui il nuovo “Giro delle Isole”.

Alcune aree spiccano per design e colonna sonora

Alcune aree spiccano per design e colonna sonora

Non fatevi ingannare, il Giro non è un semplice sostituto o un modo diverso per riferirsi alla classica raccolta di medaglie sfidando le palestre, ma si tratta più di una vera quest line, presente nei JRPG più classici, ma da sempre grande assente nella saga di Game Freak. Ci troveremo ad affrontare i compiti più disparati, dalla derattizzazione di una caverna al tour fotografico di una zona infestata da spettri, che culmineranno tutti con una battaglia con il boss della zona, un Pokémon Dominante del tipo prediletto dal Capitano locale. Ed è proprio qui che il gioco si fa interessante.

La critica maggiore emersa dai fan della serie contro la generazione passata era legata alla difficoltà dei giochi, troppo facili pur considerando un target rivolto espressamente a giocatori giovanissimi. Sembra proprio che la software house nipponica abbia ascoltato le critiche alzando l’asticella, dando al gioco un senso di sfida maggiore. Sia chiaro, non abbiamo tra le mani un Dark Souls a turni, considerando anche che gli aiuti al giocatore si trovano un po’ ovunque (a partire dai suggerimenti di Rotom-dex per quanto riguarda l’esplorazione fino agli hint sull’efficacia delle mosse durante le lotte), ma devo dire che mi son trovato tra le mani un gioco bilanciato, con un Intelligenza Artificiale che porta a sfruttare tutte le meccaniche offerte dal sistema di combattimento. I Pokémon Dominanti appunto utilizzeranno al meglio il sistema di “evocazione” di alleati in battaglia, chiamando per lo più Pokémon con mosse o abilità utili a potenziarli, il che richiederà al giocatore uno stile di gioco ponderato, perché una scelta errata potrebbe facilmente compromettere la buona riuscita dello scontro. Stessa cosa si può dire delle battaglie con i sempre presenti allenatori: molti di loro non si limiteranno a vomitarci addosso mosse casuali (anche se di esempi del genere ce ne sono, soprattutto nei primi percorsi), ma cambieranno la loro strategia in modo da ottenere la vittoria, scambiando i mostri durante la lotta per far sì che le mosse scelte dal giocatore risultino poco efficaci, abbassando le statistiche dell’avversario o alzando le proprie, fino ad arrivare all’utilizzo delle nuove Mosse Z per eliminare in fretta un pericolo.

La nuova UI non solo è più leggibile, ma ci fornisce un sacco di informazioni

L’UI fornisce un sacco di informazioni ai giocatori

Anche tutta la meccanica delle Mosse Z, oltretutto, sembra molto meno sbilanciata rispetto a quella delle Megaevoluzioni vista in sesta generazione. Le mosse son tutte altamente cinematografiche e spettacolari, ma hanno il grosso limite del “derivare” dalla mossa di partenza. Ogni mossa che danneggia avrà una potenza e un tipo (fisica o speciale) che dipende dalla mossa normale che andrà a sostituire e quindi non è detto che possa eliminare in un solo colpo l’avversario, sia esso debole o meno alla mossa stessa; inoltre, il nostro mostriciattolo non subirà cambiamenti permanenti alle statistiche di base, e nel caso l’avversario fosse ancora in piedi, avrà lui stesso la possibilità di contrattaccare e farci davvero molto male. Ho trovato particolarmente interessante il funzionamento delle mosse di supporto quando vengono potenziate dai Cristalli Z: mantengono il loro effetto base, aggiungendo comunque un effetto secondario di entità diversa a dipendere dalla mossa (Protezione-Z, ad esempio, non solo ci permette di proteggerci dalle mosse avversarie per un turno, ma resetterà anche le statistiche del nostro Pokémon). Ovviamente questa feature avrà un discreto peso per quanto riguarda la parte competitiva del gioco, ma durante la main storyline ho comunque preferito utilizzare Mosse Z che arrecavano danno.

A proposito della storia, al di là del Giro delle Isole e tutto ciò ad esso collegato, ho trovato tutto il resto molto piacevole, al livello di quanto visto in Pokémon Bianco e Nero. Una trama con risvolti e plot twist interessanti, personaggi ben caratterizzati (chi più e chi meno) e indizi sulle conseguenze che la storia avrà sui futuri capitoli son tutti ingredienti di una ricetta ben riuscita, che cattura il giocatore fino alla fine e anche oltre. Peccato per il fatto che tutto questo faccia sentire il giocatore più un comprimario, piuttosto che il protagonista. Nonostante sia tornata la personalizzazione del personaggio, il che rende tutto più intimo e personale, la trama ruota tutta attorno a personaggi diversi dall’allenatore principale, ma chiudo un occhio e vado avanti, come tutti ben sappiamo la trama nei giochi di Pokémon è sempre stata “raccogli le medaglie e sventa i piani del cattivo di turno” e in questo capitolo c’è stato comunque un tentativo di distanziarsi dal solito pattern. Per quanto riguarda il post game non ne parlo per evitare spoiler, ma posso assicurarvi che una particolare sottotrama vi terrà occupati per qualche ora, e avrà collegamenti interessanti con i giochi passati della serie, e che l’Albero Lotta sarà pane per i vostri denti nel caso vogliate sbloccare tutto ciò che esso può offrirvi (tra le tante cose, un simpatico cambiamento estetico legato al lancio della Pokéball quando si manda un mostro in campo).

La personalizzazione, gradito ritorno in Sole e Luna

La personalizzazione, gradito ritorno in Sole e Luna

Il lato tecnico del gioco purtroppo risente delle capacità del 3DS. Se su New 3DS i problemi ci sono ma limitati, il numero di poligoni a schermo possono seriamente mettere a dura prova un 3DS classico: la cura grafica del titolo è ottima ma non si può purtroppo dire lo stesso dell’ottimizzazione.
Detto ciò: cutscene, animazioni delle mosse, Mosse Z e overworld ostentano la cura maniacale impiegata nella loro realizzazione, così come i temi musicali, che restituiscono il feel tropicale della regione, e gli effetti sonori che, come già detto, rendono Alola più viva che mai.

Purtroppo non mi è stato possibile testare le funzioni online, quindi eviterò di parlare del Festiplaza, che acquisterà valore una volta lanciati i server del Global Link, e del lato competitivo del gioco per il quale attendo di testare varie combinazioni di mostri, anche se poche nuove aggiunte mi hanno colpito su quel lato. Vi consiglio anche di non sottovalutare il Poké Resort, utilissimo sia per aumentare le EV dei vostri mostri, sia per ottenere Cocci da scambiare con i Tappi per l’Allenamento Pro, nuova feature che vi permette di manipolare le IV.

L'Albero Lotta ci attende con le sue sfide.

L’Albero Lotta ci attende con le sue sfide.

Concludendo, Pokémon Luna è un netto passo avanti, quello che X e Y o i remake di terza generazione non son riusciti a compiere nel passaggio dal 2D al 3D. Storia, una curva di difficoltà finalmente ben bilanciata, cura grafica, meccaniche e feature extra fanno in modo che questo capitolo della saga non sia solo uno dei migliori giochi sulla console portatile Nintendo, ma lo rendono una lettera di ringraziamento da parte degli sviluppatori verso chi ha creduto in loro, seguendoli per ben vent’anni.

pokemonasdasd

Perché sì:
Perché no:
  • Storyline interessante e personaggi ben caratterizzati
  • Nuove meccaniche per un gameplay più profondo
  • Finalmente con una buona curva di difficoltà

 

  • Ottimizzazione veramente povera
  • Dex competitivamente poco interessante
  • Hau si merita gli schiaffi

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About the Author

Aymeric
Aymeric

Nato tra le risaie, cresciuto a console e jrpg, per poi convertirsi al PC. I videogiochi han avuto un tale peso sulla sua vita che li ha fatti diventare il suo lavoro.