Party Hard: sgarbo brutto negli Anni ’80

0
Posted 15/10/2015 by in PC

Piattaforma:
 
Software House: ,
 
Genere:
 
PEGI:
 

YOH-OH!:

Colonna sonora. Gameplay generale. Il crescere della latitanza.
 

ARR!:

Doppiaggio. Level design semi-procedurale.
 
by Samuel Castagnetti
Recensione

Negli Stati Uniti, si sa, in molti hanno la propria ricetta per la salsa barbecue: c’è chi ci mette più zucchero, chi più sale, chi spezie varie, ma come sempre si tratta di un ingrediente segreto, tramandato da padre a figlio da generazioni (poche). Bud decide di preparare per la prima volta la classica salsa della famiglia Gardener, di cui lui è l’ultimo nato. Ebbene, Bud chiama gli amici, tanti, e in classico stile americano organizza la sua festa in casa a base di carne alla griglia. Verso le 21:00 gli invitati iniziano ad arrivare, c’è già il DJ che suona, e Bud inizia a cucinare. La festa è un successone, la salsa pure, e tutto va alla grande a casa di Bud, ma quello che Bud non sa è che la sua festa farà la storia delle feste… Sì, ma non perché è andata benone. Infatti nell’edificio di fianco a casa sua abita un signore, e questo signore si è appena svegliato. Il signore in questione non è che si sia svegliato perché riposato o altro, ma per il baccano provocato dalla festa, cosa che gli crea parecchi problemi. Siccome il signore è leggermente stressato decide, con giustezza, che gestirà la situazione da solo e non tramite le forze dell’ordine, quindi si alza dal letto imprecando, indossa una maschera da odio e coltellate nel bassoventre e va alla festa al grido di “Bud vai ad insegnare agli angeli come morire esploso!”.

seconda missione di Party Hard

Bud o no, il barbecue spopola.

Sgarbo silenzioso

Party Hard è un gioco basato sullo sgarbo profondo, quello che innalza a livelli stellari il crimine e che, a ritmo dei straordinari Anni ’80, ti manda a fare stragi di “innocenti” nei più rocamboleschi modi. Come detto infatti ci troveremo nei panni di un uomo il cui obiettivo è quello di eliminare tutti i partecipanti a varie feste spalmate in tutti gli Stati Uniti. Party Hard però è uno stealth game quindi mentre compiremo le nostre malefatte dovremo accuratamente evitare di farci scoprire, altrimenti saremo presi di mira dalle forze dell’ordine e le possibilità di fuga saranno limitate.

si va anche alle feste in barca

Il Flavio non è esente dalla visita del nostro amico mascherato.

Giocare al massacro

Veniamo al gameplay vero e proprio. Come detto prima la base del gioco è lo stealth: una volta arrestati dovremo iniziare il livello da capo, ma come si uccidono dunque i fastidiosi invitati alla festa? Beh, vi sono svariati modi di farlo: il giocatore dispone prima di tutto di un attacco base, la classica coltellata, oppure si deve rivolgere agli elementi presenti nella mappa che meritano sicuramente un discorso a parte.
Il gioco è semi-procedurale: avremo a disposizione svariati oggetti pescati da un gruppo ben preciso, ma saranno sempre disposti in modo diverso ogni volta che rigiocheremo la mappa. Tra questi alcuni saranno ad uso singolo, come quelli esplosivi, mentre altri saranno ad uso limitato come, ad esempio, i raggi laser.

festa su tetto

Un po’ spiace per i poveri lavavetri.

Busted!

Il gioco a mio parere è davvero molto bello, ma assolutamente non privo di pecche anzi, porta con sé parecchi problemi dovuti al level design semi-procedurale (cambiano solo gli oggetti, non la struttura del livello). Questo cosa significa? Significa che spesso per portare a termine un livello serve che le stelle si allineino, oppure tocca avere una pazienza smisurata perché gli oggetti presenti in mappa non sono mai sufficienti per eliminare tutti i (numerosissimi) partecipanti alla festa e ciò ci costringerà, una volta finiti i mezzi a disposizione, a portare avanti un gioco all’isolamento che ci vedrà ballare (cosa, a quanto pare, odiata dai festaioli) in modo da isolarli e ucciderli uno per uno.

Missione a Miami

Anche la spiaggia si tinge di rosso.

Conclusione

A livello tecnico il titolo presenta una grafica gradevole, ma nulla di speciale da menzionare da questo punto di vista, mentre il comparto audio ha alti e bassi davvero evidenti. Colonna sonora a mio parere azzeccatissima e accattivante ma un doppiaggio da mani nei capelli, visto che si nota che la voce dei personaggi nelle cutscene è fatta dalla stessa persona. Concludendo, il gioco di Pinokl Games, nato durante una game jam e ora distribuito da tinyBuild, merita tutti i danari richiesti a mio avviso: anche se a volte può risultare lungo e frustrante è un gioco fresco e colmo di coltellate e casse che esplodono, che non fanno mai male.

PARTY HARD POLIPETTI


About the Author

Samuel Castagnetti

C'e' poco da dire, chi non sceglie Charmander come starter chiede arroganza, chi fa l'ingegnere su Guns of Icarus chiede arroganza, i programmatori di Asmandez pretendono che l'arroganza si abbatta su di loro. Non ho detto nulla di me stesso o forse, perche' mi arrogo il diritto di non farlo.