Owlboy – Volare oh, oh…

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Posted 19/11/2016 by in PC

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PEGI:
 
by Ruka
Recensione

Quando per la prima volta vidi il trailer di Owlboy, immediatamente realizzai due cose ben distinte: la prima era che ciò che stavo guardando, potevo definirla la cosa più vicina a quel Iconoclasts di cui si erano perse le tracce dopo il rilascio di una piccola ma succulenta alpha che tanto adorai; la seconda era rappresentata dalla nube di scetticismo che ormai mi si era condensata in testa dopo anni di produzioni indie in pixel art, il cui unico intento era quello di scimmiottare glorie del passato per far leva su quella brutta, brutta bestia comunemente conosciuta come nostalgia.
Col senno di poi però, devo riconoscere di non esser mai stato tanto felice di sbagliarmi e ricredermi, tant’è che il titolo in cui i ragazzi di D-Pad Studio hanno concentrato i loro sforzi per nove lunghi anni, è entrato di forza nella lista dei miei giochi preferiti di sempre, ma andiamo con ordine.

Potrei concludere la recensione con questo screen.

Potrei concludere la recensione con questo screen.

Otus è un ragazzo-gufo a cui manca il dono della parola e che viene presto introdotto al giocatore come un piccolo imbranato senza doti particolari, costretto a subire le ire del suo mentore e le angherie degli abitanti di Vellie, il villaggio fluttuante in cui (soprav)vive. Da questa breve premessa scaturiranno eventi che non mi sogno nemmeno di narrarvi in questa sede, ma che vi anticipo vi terranno incollati al monitor dall’inizio alla fine delle circa dieci ore necessarie a completare l’avventura, complice di ciò un comparto tecnico che sfoggia una pixel art dalla cura maniacale per i dettagli ed una colonna sonora sublime a dir poco.
A sorreggere un’eccezionale direzione artistica tuttavia, vi deve essere una forte componente ludica (è un videogioco dopotutto) e quella di Owlboy può perfettamente definirsi tale: prendete livelli bidimensionali dalle generosi dimensioni, rimpinzateli di segreti come nel miglior metroidvania e condite il tutto con enigmi che non sfigurerebbero in un episodio di The Legend of Zelda.
Avrete così un mondo vivo e vibrante che invoglia all’esplorazione e in cui Otus, grazie alla sua capacità di volare, potrà muoversi liberamente, occasionalmente afferrando oggetti da utilizzare per se stesso come ad esempio la frutta per ripristinare l’energia o da lanciare sui nemici che non ci penseranno due volte nel bersagliarlo a vista.
Il gufetto infatti, di base è piuttosto indifeso avendo come unica dotazione uno spin (a mo’ di Crash Bandicoot) che può soltanto stordire i malcapitati permettendo al protagonista di guadagnare tempo e la sopracitata possibilità di afferrare ciò che lo circonda, effettiva colonna portante del gameplay: oltre ai corpi contundenti lanciabili ed ai forzieri da dissotterrare per ottenere monete, Otus potrà trasportare uno degli amici che incontrerà nel corso del gioco ed utilizzarne l’arma da fuoco a suo vantaggio non solo per fare piazza pulita dai nemici, ma anche per liberare il cammino da ostacoli altrimenti insormontabili.

Pur non raggiungendo elevati picchi di difficoltà, gli scontri con i boss sanno essere impegnativi.

Nonostante la difficoltà non elevata, gli scontri con i boss sanno essere impegnativi.

Combinando tutti gli elementi di cui sopra, si riesce nel venire a capo dei numerosi puzzle ambientali sparsi per il mondo di gioco, sapientemente concentrati in determinate aree così da spezzare al momento giusto con le fasi d’azione e donando all’intera esperienza una varietà di situazioni invidiabile perfino dai più blasonati tripla A.
Arrivati a questo punto, vi starete chiedendo, dopo tanti pregi elencati, quali sono i difetti del titolo: ebbene…non ne ho trovati perché non c’è stato un singolo frangente di gioco in cui non mi sia divertito a svolazzare in giro.
In definitiva, Owlboy è uno schiaffo morale verso tutti quei i titoli ultrapompati graficamente ma poveri nella sostanza, nonché uno di quei giochi che dovrebbe entrare di diritto nella libreria di chiunque ami definirsi un videogiocatore e voglia affacciarsi sul lato bello della scena indipendente.
Lo trovate a 22,99€ su Steam in versione base, ma consiglio di acquistare la Collector per portarvi a casa anche l’eccellente comparto musicale del titolo.

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Perché sì:
Perché no:
  • Comparto tecnico eccezionale
  • Gameplay solido e divertente
  • Trama e personaggi ben studiati

 

  • Difetti non pervenuti


About the Author

Ruka

Un weeb che videogioca e scrive. No seriamente, cosa vi aspettavate ?