OlliOlli 2: tatuaggi e cinema.

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Posted 21/03/2015 by in PlayStation 4

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YOH-OH!:

Bellissimo da vedere. Musiche meravigliose. Assuefacente.
 

ARR!:

Qualche livello può essere frustrante.
 
by Tracotanza
Recensione

Giocare ad OlliOlli 2 è stato un po’ come aprire la cerniera del mio cuore e scavare nel profondo dei miei ricordi. Dieci anni fa era il 2005, ma la mia città faceva ancora fatica ad uscire dagli anni 90: fra la folla della classica piazza dove si ritrovano i sedicenni e le famigliole, c’erano questi ragazzi che si davano allo Skate senza aver nulla per farlo se non la tavola sotto i loro piedi. Li ho sempre ammirati, un po’ perché sono sempre stato incapace in qualsiasi attività  sportiva, un po’ perché ci vuole una grande forza per dedicarsi alla tavola in una città dove non esiste alcun posto in cui dedicarcisi veramente. Ti ritrovavi quindi a guardarli esibirsi in piccoli tricks sui marciapiedi, sulle panchine e schivando i passanti e le famigliole in piazza. E ora arriva OlliOlli 2: Welcome To Olliwood a ricordarci che quando noi giocavamo a tirare pallonate con l’immortale Super Santos c’era anche chi si dedicava ad una folle tavola con le ruote.

Grindare sul set di Indiana Jones

Grindare sul set di Indiana Jones.

I ragazzi di Roll7 dopo uno splendido esordio nel mondo dello skateboard con il primo OlliOlli decidono di aggiungere un “2”, sottotitolare con “Welcome To Olliwood” e riempire tutti i buchi che erano stati lasciati nel game design del primo gioco creano nuove mappe, una colonna sonora forse pur migliore della prima e alla fine lanciando sul mercato un capolavoro del divertimento. Chi ha giocato il primo sa già di cosa stiamo parlando: a metà fra un platform e un simulatore di Skate, ci ritroviamo a utilizzare semplicemente la levetta analogica sinistra per far effettuare dei trick al nostro simpatico personaggio, evitando gli ostacoli che seguono durante i vari tragitti e sfruttando elementi ambientali come le ringhiere per migliorare il nostro punteggio. Se il sistema di controllo è immediato e semplicissimo, lo stesso non si può dire del gioco che vi farà stringere spesso i denti fra cadute varie, in una meccanica ben conosciuta come quella del Trial And Error. Un problema del primo OlliOlli stava nel fatto che non era possibile concatenare al meglio i vari trick se non vi era un qualcosa dove grindare fra un saltello e l’altro, per ovviare a questo problema e permetterci di fare combo praticamente infinite, i ragazzi di Roll7 hanno deciso di inserire il “Manual”: una mossa che ci permetterà di stare su solo due ruote quando atterriamo e ci consentirà quindi di non interrompere la nostra Combo. Abbiamo anche la possibilità di cambiare la nostra posizione mentre stiamo scivolando su una balaustra o qualcosa di simile, inoltre sono state aggiunte delle rampe che se attivate eseguendo un salto al momento giusto vi spareranno in aria con simpatici fuochi d’artificio, rendendo il tutto sempre più veloce e spettacolare.

Sempre un buon momento per un giro sulle montagne russe.

Sempre un buon momento per un giro sulle montagne russe.

Ovviamente se siete delle persone che perdono subito la pazienza OlliOlli non fa per voi, ma per quanto mi riguarda ho trovato veramente poche le situazioni in cui il gioco diventa realmente frustrante senza motivo, portare a termine i vari livelli non sarà poi un impresa così impossibile, la difficoltà starà nel superare delle sfide più complesse presenti in ogni stage, queste vi richiederanno di eseguire determinati trick in determinati punti del livello, fare lunghissime combo o raccogliere oggetti sparsi nel quadro, una volta superate tutte le sfide che vi sono state poste potrete accedere alla versione più difficile del livello stesso e li sarà un po’ come farsi un maestoso e complicatissimo tatuaggio: vi farà male, imprecherete tanto, ma una volta che sarà tutto concluso avrete qualcosa di cui vantarvi con i vostri amici, o con le donne dei vostri amici se siete quell’orribile tipo di persona.

Abbandonata l’ottima pixel art del predecessore ci ritroviamo ad una grafica generalmente più “pulita”: gli ambienti che si alternano nei vari set di Olliwood sono splendidi e raggiungono il punto di massima bellezza nei livelli finali in cui vi ritroverete in incredibili stage futuristici. I colori funzionano bene e tutto il gioco è un piacere da guardare per merito sia degli ambienti che dei movimenti perfettamente fluidi del nostro protagonista divertente da vedere sia quando si libra in aria sia quando si ritrova in balia della forza di gravità e delle dolorosissime cadute. Se a questo aggiungiamo una colonna sonora di quelle che non smetteresti mai di ascoltare, avete capito che troviamo davanti ad un gioco splendido dall’inizio alla fine.

La qualità dell'immagine non rende la bellezza grafica di questo livello.

La qualità dell’immagine non rende la bellezza grafica di questo livello.

Se vi ho convinti sappiate pure che il gioco è disponibile gratuitamente con il PS Plus di Marzo o potrete acquistarlo per PS4 e PS Vita, in simpatico crossbuy, per soli 10 meritatissimi euro. Per precisione mi pare giusto informarvi che la mia recensione è basata sulla versione PS Vita, che fra le due pare essere quella più godibile, non credo che poi le differenze su ps4 siano tante ma la mia mancanza dell’hardware non mi ha permesso di provarlo.

OlliOlli 2: Welcome To Olliwood ha tutto quello che serve per farvi passare diverse ore attaccati allo schermo, una volta conclusi i vari livelli potrete dedicarvi alle sfide, una volta completate le sfide potrete dedicarvi a le versioni più difficili e mal che vada vi sarà sempre un Grind Quotidiano, un livello che cambia di giorno in giorno in cui dovrete fare quanto più punti possibili con un solo grind, o la possibilità di migliorare i propri punteggi per confrontarli con quelli degli amici. Che aspettate a mettere la tavola sotto i piedi?

OlliOlli 2 Premi


About the Author

Tracotanza
Tracotanza

All'anagrafe Salvatore Martino, ma a differenza da quanto dice il suo nome non ha mai salvato nessuno. Appassionato di videogiochi da quando ha imparato a pigiare col ditino per accendere il computer. Era disperso in un mare di Pixel ed è stato raccolto dalla ciurma per scrivere storie sul suo naufragio nel mondo videoludico