Oh…Sir!! The Insult Simulator – Casa tua puzza come un negozio di formaggi, e mi ricorda tua madre!

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Posted 21/11/2016 by in PC

Piattaforma:
 
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PEGI:
 
by Dan
Recensione

Oh…Sir! è un gioco con una storia, un cursus honorum che parte da una lontana game jam dal tema This parrot is no more: i ragazzi di Vile Monarch sfoderano, in meno di 48 ore,  l’idea bizzarra di un simulatore di insulti, in cui i contendenti sono chiamati a umiliare l’avversario con epiteti tanto assurdi quanto creativi, completati pescando pezzi di frasi da un pool comune. Il progetto è ovviamente una bozza, fatto per girare alla fiera in multyplayer locale, ma il gioco arriva secondo, vince un audience award e viene reso pubblico in una versione ancora oggi disponibile. Il grande successo spinge successivamente i programmatori a realizzarne una versione premium a pagamento (con obbligatorio multiplayer online), che finisce prontamente su Steam, Android e iTunes.

Oh...Sir! amJam version

Oh…Sir! amJam version

Una partita a Oh… Sir! ricorda visivamente l’esperienza di un picchiaduro vecchia maniera: un incontro con due contendenti, un timer e la barra della vita (o, in questo caso, dell’onore), da demolire a suon di insulti e punzecchiature. Ogni match si svolge a turni alterni, con una meccanica concettualmente simile a quella di un gioco di carte: i giocatori si alternano nello scegliere pezzi del proprio insulto fra 9 componenti in comune visibili a entrambi i giocatori e 2 componenti personali, nascosti e preclusi all’avversario come fossero carte in una propria mano. L’unica regola è che la frase composta, per quanto illogica, sia corretta sul piano grammaticale – pena un balbettio sconnesso e la perdita del round; ogni match consente di creare invettive di lunghezza variabile, purché grammaticalmente corrette, e una volta composto un insulto soddisfacente non rimane che aspettare che il proprio avversario faccia altrettanto.

Oh...Sir! Premium version

Oh…Sir! Premium version

Se la logica alla base è abbastanza accattivante da incuriosire il pubblico di una game jam, la versione premium di Oh… Sir! presenta numerose piccole innovazioni che contribuiscono a rendere il gioco, se non meno “casual“, leggermente più complesso: ogni partita richiede ora la scelta di uno fra otto personaggi dotati di un punto debole – un argomento sul quale si sentiranno punti sul vivo nel caso un giocatore perspicace voglia colpire là dove fa male, come il senso estetico di un dandy o le vecchie maniere di un lord inglese. L’uso ripetuto della stessa componente di insulto contribuisce, round dopo round, anche a creare dei moltiplicatori combo che incentivano un tempismo strategico nella composizione della frase – oltre che alla soddisfazione di continuare a infierire sullo stesso argomento, creando catene di insulti veramente esilaranti.

Oh…Sir! rappresenta, in sintesi, un’ottima combinazione fra indie e casual: un concetto semplice e coerente, giocabilità intuitiva e senza fronzoli, e una grafica caratteristica al punto giusto. Nonostante la presenza di una modalità torneo composta da più incontri necessari per sbloccare la maggior parte dei personaggi, si tratta di un prodotto dalle tempistiche molto rapide, forse più congeniali a uno smartphone che all’uso via Steam – con il valore aggiunto di una maggiore portabilità, nel caso di partite con amici.

 

Oh...Sir! Premi

Perché sì:
Perché no:
  • Gameplay intuitivo
  • Più strategico di quanto sembri

 

  • Lingua e grammatica inglese
  • Meccanica di punteggio non chiara


About the Author

Dan
Dan

Milanese, classe '84 - una generazione a metà fra due mondi, dai pixel agli Oculus Rift, dalla "vergogna" di essere il nerd della classe al piacere di sapere che oggi c'è un videogioco per tutti.Nostalgico degli anni '90, composto al 30% di RPG e al 70% di ricordi (fra cui il prezzo dei primi ATARI e il lancio dello SNES in Europa), vive la sua vita un quarto di d20 alla volta, tentando di scrivere con serietà di un settore fatto di meme, sequel e reboot.