Nioh – Straniero in terra straniera

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Posted 04/03/2017 by in PlayStation 4

Piattaforma:
 
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PEGI:
 
by Cathoderay
Recensione
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Nioh mi ha costretto a imparare a usare tutte le armi, qui agito la Kusarigama contro il primo boss!

Nioh ha come uno dei suoi punti forti l’ottimo sistema di combattimento, che alza ancora di più l’asticella dettata dai giochi della serie Dark Souls, sebbene il titolo Tecmo sia ricco di tutorial per provare e assimilare ogni meccanismo di gioco; scordatevi di poter premere i bottoni a casaccio e arrivare lontano, le tre stance di cui disponete per ogni tipologia di arma che troverete mettono a disposizione del giocatore moveset molto diversi per velocità, portata e traiettoria, che vanno necessariamente accordati a seconda della minaccia che stiamo affrontando. Aggiungete anche la classica divisione tra attacchi leggeri e pesanti e avrete un’idea dell’incredibile versatilità dell’arsenale a disposizione dei giocatori di Nioh. William può equipaggiarsi in ogni momento di due armi da mischia e due a distanza, e anche queste ultime di una grande varietà, da archi a fucili fino a cannoni, tutti con statistiche diverse tra loro, ovviamente.

Il sistema di mira manuale, preciso e ben calibrato, vi permette di eliminare minacce in eccesso da distanze relativamente sicure, anche  grazie anche a un level design ben strutturato, che mette a disposizione del giocatore svariati punti d’attacco per pianificare le proprie strategie di cecchinaggio; al contrario dei suoi cugini di From Software, qui si è deciso di non creare un mondo con aree interconnesse, ma stage separati che ci regalano scenari davvero variegati, alcuni dei quali vi lasceranno a bocca aperta; tutte le ambientazioni scelte sono perfettamente calate nel contesto e per le 50 e oltre ore di gioco avrete sempre voglia di vedere “cosa c’è dopo”, nonostante i pugni sui denti che vengono prontamente recapitati da uno dei boss dell’area in cui siete bloccati da due giorni, perché per quanto impegnativo sia, Nioh è uno di quei giochi che premia il giocatore e i suoi sforzi, e la bellezza degli scenari è sicuramente un premio appagante.
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Addio fessi.

Come da tradizione del genere, la tipologia di  gameplay di Nioh rende necessario ponderare bene ogni mossa, per non rimanere senza munizioni o peggio senza Ki – questo il nome utilizzato per la barra della stamina – che si consuma inesorabilmente per ogni azione compiuta; restare senza Ki equivale a rimanere senza difese mentre il protagonista boccheggia e riprende fiato, lasciando il fianco scoperto a ogni colpo; il rovescio della medaglia è però che non siamo gli unici a subire la mancanza di stamina, ma anche i nostri nemici, boss compresi, dopo ripetuti attacchi avranno il fiato corto, che possono pagare molto caro prendendo quella dose di colpi in più che ci permetterà di abbatterli finalmente dopo il quarto tentativo. Per evitare di rimanere senza energie nei momenti meno opportuni, bisogna diventare padroni del “Ritmo Ki“, che consente di recuperare parte della stamina spesa durante l’ultimo attacco premendo al momento giusto R1 al termine della combo, permettendoci di allontanarci indisturbati dopo una serie di colpi mortali e di mondare la “corruzione” emessa dagli yōkai più insidiosi, che blocca la rigenerazione del nostro Ki. Se pensate di rotolare via come pazzi o di parare in continuazione come io stesso pensavo di fare arrivando dritto da Dark Souls 3 dovrete ricredervi immediatamente, le rotolate sono molto più corte e rappresentano una via di fuga estrema, meglio schivare e colpire con un abile calcolo del consumo del nostro Ki piuttosto che affidarci alle parate o ad altre tattiche: non ci vuole davvero nulla a trovarsi boccheggianti dopo una rotolata calcolata male e vedere il boss travolgerci come un treno in corsa disintegrando il nostro protagonista con un colpo, e con conseguenza pioggia di imprecazioni. Ma ogni boss abbattuto e ogni centimetro conquistato vi appagherà come solo pochi giochi sanno fare, premiando il vostro impegno nel aver assimilato ogni tipologia di attacco e difesa messo a disposizione dal gioco.


About the Author

Cathoderay
Cathoderay

Amante dei fumetti in maniera viscerale, è uno dei "Vecchi" della redazione, molto spesso si ricorda di titoli semi sconosciuti perché ha avuto la sfortuna di provarli quando uscirono, ha scritto qua e la per tanti anni in tanti posti, e internet ne porta una sottile traccia, un filo rosso che denota la sua instabilità mentale.Adora gli ornitorinchi, le lontre i lupi e le volpi, ma fondamentalmente non glielo sentirete mai ammettere, perché è una persona orribile.