Nidhogg 2 – En garde!

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Posted 29/09/2017 by in PC

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by Michael Maneia
Recensione

Ci sono giochi che, nella loro semplicità, stupiscono: è il caso di Nidhogg, il fencing game prima commissionato dalla New York University e poi sviluppato e pubblicato nel 2014. A tre anni di distanza ecco che arriva su PC e PlayStation 4 il seguito, Nidhogg 2; ma, son sincero, seppur si tratti di un gioco godibile, ho i miei dubbi che fosse necessario un sequel, se così lo possiamo definire.

Nidhogg 2 ripercorre le orme del suo predecessore e, indubbiamente, mantiene i suoi meriti: è un party game perfetto, pronto a sfasciare le amicizie più durature in scontri all’arma bianca, mentre si è comodamente seduti sul divano, con la bestemmia pronta e l’insulto in canna. Ma, detto questo, c’è poco altro da dire.

Tentativo di attacco stealth: FALLITO!

Le innovazioni principali alla formula vanno ricercate nelle tre nuove armi aggiunte. Ora potremmo trovarci in possesso, al respawn, di un fioretto, una claymore, un pugnale o un arco, ognuno con il suo particolare utilizzo: se il fioretto si comporta esattamente come in Nidhogg ed è un’arma che bilancia potenza, velocità e range, la claymore ci permette di disarmare più facilmente l’avversario, per poi maciullarlo in un solo fendente, tutto questo a scapito della rapidità d’attacco, mentre il pugnale ci permette di attaccare a velocità smodata il nostro nemico, richiedendoci però di essere a una distanza molto ravvicinata. Se queste tre armi bene o male si controbilanciano, lo stesso non si può dire dell’arco: con esso potremo sì attaccare dalla distanza senza sacrificare la nostra arma (fioretto, claymore e pugnale possono essere lanciati verso l’avversario), ma ogni freccia richiede tempo per essere lanciata e, oltre il danno, la beffa: il nemico può riflettere i dardi, se colpiti con il giusto tempismo; anzi, con il fioretto basta toccarli con la guardia giusta! Se a tutto questo aggiungiamo che anche l’arco può essere lanciato, senza però sortire alcun effetto negativo se non un leggerissimo knockback del nemico, beh, seguite il mio consiglio: se avete un arco abbandonatelo al più presto e affidatevi piuttosto ai pugni sul muso.

Pure personalizzandoli, i personaggi rimangono brutti.

L’altro aspetto che va a rinfrescare il gioco è il nuovo stile grafico, che questa volta sembra abbracciare il periodo 16 bit piuttosto che quello del Commodore 64 e dell’Atari 2600. Ho apprezzato molto gli sfondi e gli ambienti, ben curati e caratterizzati, ognuno con le sue particolarità ma, parliamone, i personaggi son davvero bruttini. Capisco l’intenzione di dare un taglio umoristico al gioco, ma per quanto riguarda i personaggi avrei preferito qualcosa di più semplice e pulito, simile a quanto visto nel primo gioco della serie.

Per quanto riguarda le modalità, sono presenti una “campagna” in single player e il multiplayer sia in locale che online. Quest’ultimo, purtroppo, non ho potuto provarlo per la totale mancanza di giocatori sui server, mentre la modalità in locale si riconferma l’anima del gioco, come ho già avuto modo di dire.

Nella mia run peggiore, ho completato il single player in 33 minuti.

La campagna single player, invece, non differisce troppo da quella del Nidhogg originale, ed è un peccato: dovremo affrontare dieci avversari controllati dal computer in altrettanti stage differenti e, anche se i livelli e i loro pericoli peculiari aggiungono qualche variabile ai duelli, l’intelligenza artificiale non è così intelligente (sigh!) da poterli sfruttare tanto quanto possa fare un giocatore in carne e ossa.

Nidhogg 2 quindi somiglia più a un piccolo expansion pack del primo capitolo più che a un sequel, e, a meno che non siate interessati alle nuove armi o preferiate lo stile grafico a 16 bit a quello del primo capitolo, potete tranquillamente attendere i saldi per acquistarlo, soprattutto se già possedete Nidhogg.

Insulti da divano

Perché sì:
Perché no:
  • Perfetto come party game
  • Sfondi stupendi

 

  • IA non molto intelligente
  • Server vuoti
  • I personaggi son bruttini

 


About the Author

Michael Maneia
Michael Maneia

Nato tra le risaie, cresciuto a console e jrpg, per poi convertirsi al PC. I videogiochi han avuto un tale peso sulla sua vita che li ha fatti diventare il suo lavoro.