NBA Playgrounds – Pallacanestro & SWAG

0
Posted 24/05/2017 by in PlayStation 4

Piattaforma: , ,
 
Software House:
 
Genere: ,
 
PEGI:
 
by Barbarossa
Recensione

È probabile che una mattina, al quartier generale di Saber Interactive, i designer si siano guardati negli occhi e si siano detti: “Nuovo, gioco… idee?” “Da quanto tempo non esce un gioco arcade di pallacanestro?” “Mah… quattro, cinque anni almeno.” “Andata. A cosa avete giocato di questo genere?” “NBA Jam, NBA Street…” “Fantastico! Faremo il figlio meticcio tra NBA Jam e NBA Street!”
Ecco ciò che riassume al meglio NBA Playgrounds, ossia l’incrocio tra questi due giochi che hanno segnato profondamente il panorama ludico del loro tempo e hanno definito sicuramente il genere in questione. Ho personalmente avuto la possibilità di mettere le mani sulla versione per Nintendo Switch.

Uuuh Allen Iverson! Allora non ci sono solo stelle del presente!

Nba Playgrounds può essere visto, quindi, come successore spirituale di questi due titoli?” vi starete chiedendo. La risposta è molto semplice quando articolata: “Snì.”
Dal lato gameplay il gioco emana vibrazioni che mi hanno ricordato tantissimo entrambi i titoli, differenziandosi però in un aspetto che purtroppo non era, a mio parere, sacrificabile: l’accessibilità. È proprio questo uno dei punti dolenti con il quale mi sono scontrato anche io, avido giocatore di NBA Jam e NBA Street, quando ho messo le mani su NBA Playgrounds; se da un lato, infatti, lo schema dei controlli è nello standard dei giochi di questo tipo, alcune piccole differenze, come il dover premere con determinate tempistiche il tasto di tiro anche per eseguire gli slam dunk – la cosa che ci ha fatto sempre esaltare di brutto, no? – portano a complicare troppo il gioco rendendolo a tratti frustrante proprio nel momento più delicato, ossia le primissime ore di gioco.
Il tutorial spiega sì in maniera dinamica ciò che dovremo fare nel gioco ma purtroppo non lo fa nella maniera esaustiva che mi auguravo, lasciandomi quindi a tentare di cercare di capire perchè prendessi un ferro a conclusione di una tripla piroetta carpiata avvitata lanciato verso uno slam dunk da far tremare le pareti di casa.
Il gioco, purtroppo, tende più a punire che premiare i giocatori, rendendo complesso il mettere punti a tabellone; posso però confermare che, una volta superata l’ora di gioco, vi verrà estremamente naturale rilasciare il tasto per il tiro per eseguire le azioni offensive del caso anche se, devo ammettere, che premere fino allo spasmo il tasto del tiro durante una schiacciata un po’ mi manca…

Quanto SWAG in questo slam dunk… ammesso che entri!

NBA Playgrounds offre la possibilità di giocare in modalità Esibizione, Torneo ed Online. Per Nintendo Switch, però, la modalità Online non è disponibile dal day 1 ed è tuttora mancante al giorno di uscita di questa recensione.
Il gioco permette di creare squadre composte da giocatori di più o meno vecchia data, indipendentemente dalla loro squadra di appartenenza, per affrontare le varie modalità di gioco appena elencate. I giocatori hanno tre livelli da guadagnare venendo giocati e, raggiunto l’ultimo livello, pare si sblocchi una signature move unica per ognuno di loro di cui, però, non viene spiegato nè il funzionamento, nè i passi da seguire per riprodurla.
Volete sapere la cosa particolare? I giocatori non saranno tutti a disposizione da subito, ma dovremo sbloccarli livellando il nostro account; ad ogni livello guadagnato giocando o vincendo una delle tappe del Torneo, ci verrà regalata una busta dove troveremo dentro 5 giocatori con rarità variabile tra Normal, Epic o Legend.
Celo, celo, celo, manca!anyone?
Onestamente non condivido molto questa scelta che avrei più destinato ad un gioco mobile che ad un gioco per console anche perchè ,una volta terminato il torneo,vi troverete costretti a giocare infinite partite fino alla nausea solo per sbloccare, ipoteticamente, tutti i personaggi.
Avessero introdotto un sistema di monetizzazione l’avrei capito, ma delle bustine messe così, affinchè i giocatori giochino e giochino e giochino senza freno per sbloccare i personaggi… avrei preferito che il gioco puntasse più sull’aspetto del divertimento per tenermi incollato allo schermo.

Ora vieni con me, verso un mondo d’incanto…

Il Torneo è la parte più succosa del gioco, offrendoci 6 diverse location sbloccabili anche per l’Esibizione, più altre location sorpresa che non voglio spoilerarvi nè dirvi come ottenere (eh, lo so… sono una persona orribile!). In questi 2v2 all’ultimo canestro, avremo la possibilità di completare degli obiettivi secondari, diversi per ogni match, per sbloccare la palla relativa a quella tappa del torneo. Tutto molto bello se non fosse che nelle fasi finali del torneo l’IA raggiunge dei livelli di difficoltà così stellari da diventare frustrante e, a tratti, ridicola. Quando mi sono visto segnare da metà campo Shaquille O’Neal in sospensione con caduta all’indietro mi sono trattenuto dal lanciare via la Switch.
Questo livello di “cheat” da parte dell’IA non la vedevo dal ’92 credo, quando aumentare di nascosto le stat degli avversari era l’unico modo per poter aumentare la difficoltà di un gioco del genere.
Parlando del reparto tecnico, invece, devo dire che, almeno su Switch, il titolo lascia abbastanza a desiderare. Se è vero che in modalità dock il gioco a livello grafico sembra reggere, anche se con sporadici e brevissimi cali di framerate, in modalità portatile NBA Playgrounds sacrifica eccessivamente la qualità degli sfondi e addirittura di alcuni oggetti in secondo piano come tabelloni dei punteggi e simili.
I modelli dei giocatori sono in stile NBA Jam, con teste leggermente più grandi e corpi allungati mentre le animazioni sono molto ben curate e, soprattutto, numerose, specialmente per quanto riguarda le tipologie di canestri realizzabili.
Musiche ed effetti sonori sono più che all’altezza anche se il commento alle partite rimane poco vario e nel giro di due ore di gioco ormai saprete a memoria le battute dei due commentatori che si alternano ad insultare i più scarsi del parchetto.

Antico plovelbio cinese lecita: “Se tili da tle, attento allo stoppone!”

In conclusione, NBA Playgrounds è un’occasione sprecata. Rimane un titolo valido, specialmente per i nostalgici del genere ma non ha, allo stato attuale, la possibilità di elevarsi a quote più alte. Ciò di cui avrebbe avuto bisogno, probabilmente, sarebbe stato di una fase di polish, di rifinitura, più lunga per poter ottimizzare e limare tutte quelle piccole imperfezioni che però, sommate l’una all’altra, mi hanno lasciato un po’ l’amaro in bocca.

Detto questo ora torno a giocarci perchè devo cercare di stoppare quelle triple infami di Shaq!

See you, Game Cowboys!

Alley-oop

Giocatori leggenda

Sdeng, ferro

Perché sì:
Perché no:
  • SWAG senza limiti
  • Alta competitività
  • Multiplayer locale

 

  • No multiplayer online (solo Switch – per ora)
  • Mancanza rifinitura
  • Scarca accessibilità


About the Author

Barbarossa

Game designer, ha un pallino per il gaming in tutte le sue forme: analogica e digitale. Non volendosi permettere di prediligere una tipologia sull'altra, accumula board games sugli scaffali di casa e video games negli hard disk.