MotoGp 15: cosa resterà?

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Posted 17/07/2015 by in PC

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YOH-OH!:

Modello di guida versatile e appagante. Parecchie modalità disponibili. Eventi Due Tempi.
 

ARR!:

Tecnicamente arretrato. Pecca in carisma.
 
by Honoo5
Recensione

Cosa resterà? Cosa resterà di questo MotoGP 15? Cosa resterà di MotoGP nel 2020? Ma cosa resterà anche l’anno prossimo, con l’uscita dei negozi di MotoGP 16? E cos’è restato di MotoGP 14? Qualcuno si ricorda MotoGP 14 qui? Io no. Giocato distrattamente qua e là, a bocconi, non ricordo nulla, smemorato, un altro MotoGP. Se qualcuno invece mi chiedesse se mi ricordo di MotoGP 2, sviluppato da Namco ed uscito su Playstation 2 un decennio fa? Sì, mi ricordo. Mi ricordo di aver gridato per la prima volta al fotorealismo in un videogioco, per quei replay delle gare che, seppur rovinati dalla guida scorbutica della moto del player 1, erano diretti sfruttando alcune inquadrature usate nelle corse vere, quelle in tv. Meravigliosi. Li saltavo raramente proprio per quel motivo lì ed, anzi, obbligavo gli amici che venivano a farmi visita a piegarsi alla mia macabra pratica, anche nel caso non fossero invasati con i videogiochi, o con le moto; era una roba che andava vista. Poi il gameplay era quello che era, toccava fare le curve quadrate, non c’erano queste gran modalità ed il multiplayer online era ancora una chimera, però, nel bene e nel male, ma soprattutto nei replay, MotoGP 2 era riuscito ad immergermi nell’atmosfera dell’allora classe 500, nonostante il fotorealismo fosse ancora lontano anni luce. Dico subito che questo MotoGP 15 è un gioco motociclistico discreto, fondato su un sistema di guida largamente personalizzabile per meglio adattarsi ad ogni esigenza, ma che non si sforza di vendere il franchise MotoGP in maniera innovativa, o per lo meno soddisfacente. Milestone sembra non riuscire a superare, con i propri prodotti, un livello qualitativo da “ottimo esordiente”, nonostante ormai dovrebbe aver maturato una buona esperienze con la serie, o in generale con questo genere di giochi. Passi quando si tratta di Ride, che alla fine è una nuova IP tutta da pensare, ma dall’ennesimo MotoGP mi sarei aspettato decisamente qualcosa di più.

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Nella modalità Eventi Due Tempi appariranno parecchi numeri uno.

Il problema più evidente e grave, considerando l’utenza a cui è rivolto questo gioco, è il comparto grafico. Esattamente come visto in Ride, c’è un forte contrasto tra la realizzazione più che buona delle moto e quella approssimativa dei circuiti: scarni, blandi a livello di texture e afflitti da frequenti effetti di pop-up sullo sfondo. Ci sono anche parecchie imperfezioni grafiche di compenetrazione, da attribuirsi principalmente ad una problematica non prettamente grafica del gioco: le collisioni. Il modello di guida mi sembra che differisca leggermente da quello di Ride, non saprei dirvi di preciso il perché (nonostante li abbia provati a confrontare direttamente), ma ne riprende in toto una fisica delle collisioni decisamente da rivedere, soprattutto per quanto riguarda la permissività con cui ci si può appoggiare sugli avversari per correggere una staccata oltre il limite. Altre piccole sbavature visive (le animazioni delle cadute sono esilaranti) ed un frame rate ancorato a 30 fotogrammi al secondo su Playstation 4, rimandano, ad una prossima uscita, un legittimo approdo tecnico agli standard dell’attuale generazione di console.

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Le gare in nottura e le livree dei team personalizzati affossano ancora di più la resa del comparto grafico.

Dicevo prima che MotoGP 15 non è riuscito a farmi respirare l’atmosfera del paddock del motomondiale. La buona varietà di modalità, che vanno dalla classica carriera fino ai time attack online, non riescono a distinguersi da quelle che potrebbero essere presenti in un gioco di corse non su licenza. Sicuramente avere i tracciati ufficiali del campionato non è cosa da poco, però mancano tutte quelle chicche da appassionati che è lecito aspettarsi da un gioco del genere, come, banalmente, delle interviste esclusive ai piloti (relegate sul canale YouTube ufficiale) o qualche contenuto multimediale (che vada oltre ad inutili foto delle moto della classe regina in fase di piega). Mancano inoltre dei replay registicamente credibili, un’infografica che possa richiamare nel design quella televisiva, e non è neppure presente una versione poligonale della cerimonia del podio, che, seppur capisco le problematiche che si sarebbero riscontrate nella modellazione dei volti dei piloti, avrebbe avuto un suo perché nella “fase sfottò” del post-gara nel multiplayer in split-screen. Sono tutti difetti che non vanno assolutamente ad intaccare la bontà del gameplay, però mi sembra doveroso parlarne visto che questo titolo sarà probabilmente giocato più dai fan del motomondiale che da hardcore gamers.

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Il mio pilota nella modalità carriera era un nipponico, per questo ho scelto un numero nipponico.

Passando invece ai lati positivi, l’unico guizzo interessante da parte di Milestone per quel che riguarda lo sfruttamento della licenza è la modalità Eventi Due Tempi: una versione di Real Events (presente anche in questo nuovo MotoGP) nella quale, invece di ripercorrere i momenti salienti della stagione appena trascorsa, dovremmo affrontare una serie di avvenimenti fittizi in sella a delle moto 500 cc. Tutto questo direttamente dalla visiera di alcuni dei più grandi campioni dell’epoca a due tempi, e Carlos Checa. Una novità interessantissima, divertente da giocare in primis, per l’ottima resa pad alla mano di quei motori così scorbutici, e resa piacevolmente nostalgica da tutte quelle livree anni ’90.

La stupenda livrea 2001 di Capirossi.

La stupenda livrea 2001 di Capirossi.

Per quel che riguarda la gestione del sistema di guida mi limiterò a dire tutto quello di buono che avevo espresso già nella recensione di Ride. Relegandosi nella modalità a cronometro, eliminando di forza le collisioni farlocche e l’IA non brillantissima dei piloti controllati dalla CPU, MotoGP 15 è davvero un piacere da guidare, già di default. Nel caso si voglia pendere maggiormente verso uno stile più Arcade o, al contrario, si ricerchi l’ebrezza della guida simulativa, il titolo Milestone offre una quantità di settaggi davvero approfondita, capaci, se padroneggiati, di rendere il gioco davvero alla portata di tutti. Nel caso si preferisca l’approccio simulativo, è possibile agire anche sulla ciclistica della moto, modificando alcune variabili più prettamente meccaniche; alcune di queste, come il controllo di trazione ad esempio, sono modificabili in tempo reale durante la gara. In generale, rispetto all’episodio uscito l’anno scorso, ho notato un notevole miglioramento nei cambi di direzione, ora sinuosi e precisi, e una percorrenza di curva più morbida, in grado di trasmettere un certo godimento nel vedere percorrere una traiettoria pulita. Le quattro cilindrate disponibili (Moto 3, Moto 2, Moto GP, 500) richiedono al giocatore di adattarsi ad altrettanti stili di guida, riassumibili con una scala che va dalla pianificazione millimetrica delle traiettorie per affrontare le curve a massima velocità nella classe Moto 3, fino al tempismo di frenata ed alla sensibilità nel dosare il gas richiesti nelle due classi regine.

Tutte ottime le visuali in prima persona.

Tutte ottime le visuali in prima persona.

Per un appassionato del motomondiale, Moto GP 15 è un titolo da giocare, da giocare quest’anno. Un gioco che, se fruito senza troppe pretese, potrebbe regalare un sacco di soddisfazioni agli amanti dei corsistici, grazie ad un sistema di guida reso versatile al punto da adattarsi ad un ampio spettro di gusto. Tecnicamente deludente, l’episodio 2015 del franchise non ha innovazioni davvero degne di nota; un difetto che lo porterà molto probabilmente a “scadere” non appena sarà pubblicata l’edizione 2016. MotoGP 15 è un titolo che c’è, ma che non vuole restare a lungo.

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About the Author

Honoo5
Honoo5

Principalmente dorme e perde tempo a refreshare i news feed. Ha avuto diverse carriere di successo in passato (scienziato, pallavolista, pittore). Non ascolta più musica, non guarda più tanti film, guarda il wrestling. Gli sono sempre piaciuti molto i videogiochi.



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