Mortal Kombat X: di sangue e amicizia

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Posted 09/05/2015 by in PC/Mac/Linux

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YOH-OH!:

Interazioni ambientali.Grafica strepitosa.Movimenti convincenti.Stili diversi di combattimento.
 

ARR!:

Mancano alcune vecchie glorie.Roster non perfettamente bilanciato.
 
by Tracotanza
Recensione

Aprendo questa recensione siete già nel posto sbagliato. Cercavate una recensione di Mortal Kombat X, un articolo scritto a modo in cui far vedere pregi e difetti, in cui oggettivamente avrei messo sul tavolo tutte quelle che sono le caratteristiche di questo gioco? Beh, mi spiace, ma non lo farò, non riesco a essere oggettivo con Mortal Kombat e non voglio neanche provarci in realtà. Se vi interessa una classica recensione per decidere se comprare o meno il gioco questo non è l’articolo che dovete leggere: esiste molta gente preparatissima e molti bravissimi colleghi che l’hanno già fatto efficacemente, ma qui non leggerete altro che i miei sproloqui.

Ogni personaggio ha 3 stili differenti, direi che è un buon rooster iniziale.

Ogni personaggio ha 3 stili differenti, direi che è un buon roster iniziale.

Anno 1997, sono ancora un bimbo e faccio decisamente fatica a capire cosa sta accadendo di fronte ai miei occhi: c’è uno schermo su cui campeggia la scritta Windows 95 e poco dopo cliccando a casaccio mi ritrovo attratto da un icona che rappresenta un dragone, quindi con un doppio clic faccio partire quel gioco pieno di violenza e botte che era Mortal Kombat 4. Fortuna che da piccolo ne capissi meno di niente e forse la violenza di tutto quello che era davanti ai miei ancora ingenui occhi mi fece subito classificare Mortal Kombat fra i “Giochi butti butti butti“.
Teletrasporto temporale e siamo nel 2012, sono con il mio amico Gianluca. Lui mi racconta un esperienza del tutto diversa con Mortal Kombat, mi racconta che da piccolino si piazzava davanti alle sale giochi, sfidava i ragazzi più grandi e li batteva uno dopo l’altro, che quando usa Kabal diventa “il guerriero più forte dell’universo“. Io gli voglio un bene dell’anima, ma certe volte mi sento come se mi stesse raccontando balle. Siamo nella sua stanza, abbiamo due birre e dobbiamo parlare a bassa voce perché dall’altra parte della casa c’è gente che dorme. Mette su Mortal Kombat 9 e mi mostra cosa intendeva: il guerriero più forte dell’universo.

Il mio amato Quan Chi potrà evocare portali o pipistrelli demoniaci a seconda dello stile scelto.

Il mio amato Quan Chi potrà evocare portali o pipistrelli demoniaci a seconda dello stile scelto.

Mi dà un pad in mano e lentamente comincia a insegnarmi come si gioca, mi spiega i movimenti e mi sento un po’ come un bambino che impara a camminare, mi spiega gli scatti, lo sgambetto e il montante prima di dirmi che le mosse speciali “sono come rapporti orali” che in fondo non sono fondamentali per l’atto in se, ma piacciono a tutti. Per ribadire il concetto cominciamo a prenderci a schiaffi in faccia e finalmente riesco a restituire qualche pugno, le prendo sempre perché ho i riflessi di un bradipo ma adesso ho capito cosa vuol dire giocare a Mortal Kombat.

La vita continua e Gianluca va a lavorare in Irlanda, mentre io sono ancora qui in Italia a studiare e ci sentiamo più raramente, ma quando ci sentiamo l’argomento di conversazione principale è sempre quello: “hai visto il trailer di Mortal Kombat X?”, e già si cominciava ad alimentare la macchina dell’hype, attendendo con ansia di poterci dare nuovamente pugni in faccia sfruttando l’online della PS4. Quel momento è arrivato e adesso, giorno dopo giorno ci scontriamo in arene di sangue, con ben due mari a distanziarci ma con il cervello che ancora reagisce alla stessa maniera: concentrazione, tensione e poi la tachicardia che sempre ci prende dopo un combattimento troppo frenetico. È sempre bello fare a botte con un tuo amico, è un po’ quel contatto fisico che mancava a causa della lontananza.

La Fatality di Cassie Cage mi ha regalato più di qualche risata.

La Fatality di Cassie Cage mi ha regalato più di qualche risata.

Mortal Kombat in fondo è sempre quello, ma questo X è riuscito a portare quella formula che già consideravo vincente ad un livello ancora superiore. Le interazioni ambientali ereditate da Infamous sono un ottimo modo per ritrovare tecniche alternative alle canoniche mosse di ogni partita, i movimenti dei personaggi sono fluidi e spettacolari e difficilmente arrivano a spezzare la bellezza visiva del combattimento sembrando inappropriati. Poter usare stili diversi rende parecchio varia ogni situazione e più tattica la scelta del personaggio, e sebbene vi siano dei bilanciamenti da fare per quanto riguarda la reale forza di un personaggio rispetto all’altro non sono così decisivi da intaccare totalmente l’esperienza di gioco.

Sicuramente mi ha fatto storcere il naso la mancanza di alcuni personaggi che consideravo realmente importanti per la serie, sopratutto perché questa pare essere una mossa commerciale ben studiata per aggiungerli tramite dlc a pagamento: sebbene il gioco rimanga perfettamente giocabile già con il buon roster messo a disposizione con il solo acquisto, sicuramente nelle partite online sarà parecchio sgradevole trovarsi contro un personaggio di cui non si è avuta la possibilità di studiare le mosse.

La povera vecchina che vedete all'angolo destro è stata lanciata contro il nemico.

La povera vecchina che vedete all’angolo destro è stata lanciata contro il nemico.

I miei ricordi  tornano con un sorriso a quando ci si incontrava tutti per fare dei piccoli tornei, a quando non si considerava realmente conclusa una partita fino a quando non veniva eseguita correttamente una Fatality; i miei ricordi tornano su gente davanti a un televisore a guardare due guerrieri darsele di santa ragione, con tifo da stadio e urla di stupore, con maledizioni strette tra i denti e il cuore che batte a mille, di spettacolari X-Ray utili a riprendere fiato e far tornare il cervello concentrato. E torniamo a farlo con questo Mortal Kombat X, non più insieme ma ognuno a casa propria, nel suo angolino di mondo, guardando ogni combattimento grazie al gran numero di modalità online messe a disposizione dai ragazzi di Netherrealm. Manca la bellezza di ritrovarsi tutti insieme nello stesso luogo, ma i nostri cuori sono tornati a battere freneticamente, un montante dopo l’altro, grazie a quello che rimane ancora Il Re Dei Picchiaduro. 

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About the Author

Tracotanza
Tracotanza

All'anagrafe Salvatore Martino, ma a differenza da quanto dice il suo nome non ha mai salvato nessuno. Appassionato di videogiochi da quando ha imparato a pigiare col ditino per accendere il computer. Era disperso in un mare di Pixel ed è stato raccolto dalla ciurma per scrivere storie sul suo naufragio nel mondo videoludico