Moon Hunters – Mitologia procedurale

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Posted 31/03/2016 by in PC

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Genere: , ,
 
PEGI:
 
by Honoo5
Recensione

Il primo impatto con Moon Hunters è stato straniante. Ricevute due chiavi da Kitfox Games, io ed Ipah ci siamo gettati in una partita in cooperativa, giusto per dare un primo assaggio al gioco e per testare subito le dinamiche che intercorrono tra i membri del party. Completata la prima run in meno di un’ora ci siamo ritrovati spaesati, con quella sensazione non piacevole di non essere riusciti a comprendere quelle che potevano essere le intenzioni di gameplay degli sviluppatori. Parte allora una seconda run, anche questa della durata di circa un’oretta, conclusasi di nuovo con quel senso di smarrimento, misto questa volta con un certo gradiente di frustrazione (soprattutto da parte di Ipah). Riesco finalmente a comprendere Moon Hunters solo nella mia prima prova in solitario, coadiuvato da un’attenta lettura della campagna Kickstarter con cui il gioco è stato originariamente finanziato.

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A volte bastano degli artwork ben assestati per farsi voler bene.

Moon Hunters è un action-RPG con la visuale dall’alto in cui, da soli o in un party di fino 4 elementi, dovremmo affrontare una serie di dungeon per arrivare a scoprire quale segreto si cela dietro alla scomparsa della luna, elemento fondamentale nella mitologia del mondo di gioco. Un’ambientazione che, rappresentata anche da una serie di artwork di pregevole fattura, richiama velatamente le atmosfere mistiche dell’America centrale, tra sciamani, totem, vesti piumate ed, appunto, rituali lunari. Il tutto è riprodotto a schermo con una pixelart dalle sprite sopraffine, dotate di un design minimal efficace, anche se spesso disposte in maniera poco congeniale, restituendo paesaggi un pochino troppo scarni.

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Durante le imboscate gli attacchi a distanza risultano decisamente più efficaci.

Il nostro spaesamento iniziale era dovuto principalmente alla nostra incapacità nell’immediato di comprendere dove fosse celata l’infrastruttura da gioco di ruolo, nello specifico come fosse possibile fare esperienza, essendo del tutto assente nell’interfaccia una barra di progressione o anche solo un indicatore del livello conseguito. La particolarità di Moon Hunters è l’essere un gioco esclusivamente fondato sulla mitologia e quindi tutto ciò che influenzerà le nostre statistiche in battaglia deriverà esclusivamente da tutti quegli eventi che saranno “a rischio” leggenda; sconfiggere orde immani di nemici non innalzerà neanche di una misera unità le nostre statistiche (seppur questa attività sia utile per farmare denaro da utilizzare per acquistare nuove abilità) ma nel caso in cui ci ritrovassimo a salvare un bambino dall’aggressione di un mostro questo potrebbe “mitizzarci” tra gli abitanti del suo villaggio e, di conseguenza, innalzare i nostri valori di forza, coraggio ed altro. Numeri che, oltre ad avvantaggiarci banalmente nel combattimento, permetteranno di farci accedere ad aree altrimenti inaccessibili, contenenti magari nuove opportunità di levelling sotto forma di eventi o dialoghi. La natura squisitamente roguelike permette comunque di sfruttare le nozioni acquisite dal giocatore in nuove run, così da scoprire finali alternativi e nuovi modi per sconfiggere il boss finale, che si paleserà puntualmente dopo aver affrontato 3 dungeon.

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Forse ho bisogno di più compassione per comprendere questa vecchia.

Ma allora in cosa non funziona questa struttura così bizzarra? La scelta di concepire delle partite così brevi, per favorire in qualche modo la rigiocabilità richiesta per sviscerare tutte le potenzialità narrative di Moon Hunters, finisce per ritorcersi su se stessa limitando eccessivamente la quantità di bivi perseguibili, riducendo il tutto alla necessità da parte del giocatore di incastrarli sequenzialmente tra loro in una maniera sempre diversa, sperando di ottenere così un nuovo finale; una concezione da visual-novel, ma sotto mentite spoglie. La vera piaga però si cela nelle meccaniche hack ‘n slash, davvero troppo asciutte per giustificare più di qualche manciata di run. Le quattro classi iniziali, espandibili fino a sei con il proseguo dell’avventura, non riesco a differenziarsi abbastanza tra loro, almeno non fino al punto da risultare divertente alternarle ad ogni sessione; nonostante siano oggettivamente diverse negli stili offensivi (dall’approccio più fisico dello Spellblade a quello più ranged della Witch), le peculirità dei nostri personaggi non vengono certo esaltate dal roster di nemici, non propriamente dotati di un’intelligenza artificiale sopraffina (si limiteranno a correrci addosso). Come se non bastasse, l’attuale versione scaricabile per Windows non è propriamente tirata a lucido: soprattutto nelle partite multiplayer online (modalità che, va detto, è ancora in fase di beta) ho riscontrato frequenti bug (soprattutto a livello grafico) ed una fastidiosissima svista sulle finestre di dialogo che, non appena vengono richiamate da un giocatore, bloccano improvvisamente l’interfaccia di tutti gli altri utenti, interrompendo sgradevolmente quelle che potevano essere le loro attività.

Gattini.

Non mi fa piacere dirlo, ma sconsiglio l’acquisto di Moon Hunters. Nonostante le buone idee investite dal team di sviluppo, il risultato finale non è all’altezza delle promesse iniziali. Un gioco che cerca di innovare su delle fondamenta tutt’altro che solide, vanificando gli sforzi sinceri di Kitfox Games. Un titolo interessante da discutere, ma meno da giocare.

MOON HUNTERS POLIPI

Perché sì:
Perché no:
  • Comparto audio-visivo sopra la media
  • Strutturalmente interessante

 

  • Noioso
  • Tecnicamente poco rifinito
  • Alcune idee mal congeniate


About the Author

Honoo5
Honoo5

Principalmente dorme e perde tempo a refreshare i news feed. Ha avuto diverse carriere di successo in passato (scienziato, pallavolista, pittore). Non ascolta più musica, non guarda più tanti film, guarda il wrestling. Gli sono sempre piaciuti molto i videogiochi.