Metroid: Samus Returns – Alieno vecchio fa buon brodo!

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Posted 18/09/2017 by in 3DS

Piattaforma:
 
Software House: ,
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Michael Maneia
Recensione

Non sono molti i giochi che possono vantare di aver dato il nome a un genere specifico e Metroid, assieme alla saga Castlevania di Konami, avendo gettato le basi imprescindibili dei Metroidvaniafa di diritto parte di questa piccola schiera di titoli.

È dal 2010 che di Metroid si parla poco: escludendo lo spin-off inaspettato Metroid Prime Federation Force (che ha anche generato un discreto malcontento tra chi aspettava un nuovo capitolo con Samus protagonista), è da Metroid Other M che la cacciatrice di taglie videoludica più famosa non si fa vedere, tantomeno in un Metroidvania “classico”.

Arriviamo quindi a settembre 2017, quando Nintendo decide di guardare al passato, proponendo un remake del secondo capitolo delle avventure di Samus, Metroid 2: Return of Samus, uscito su Game Boy nell’ormai lontanissimo 1991. D’altronde la grande N non è nuova a questo tipo di operazioni, dal momento che, già nel 2004, aveva riproposto una vecchia gemma del passato, il primo Metroid per NES, nella sua nuova veste di Metroid: Zero Mission.

Guess who’s back!

Questo nuovo remake prende l’ormai datato Return of Samus e lo infarcisce di novità: si va dall’ovvio revamp grafico a un cambiamento quasi totale del sistema di controllo, fino a diverse aggiunte contenutistiche… Ma andiamo con ordine!

Samus Returns si mette in bella mostra grazie a fondali incredibilmente evocativi, che arricchiscono non poco il piatto pianeta SR-388, il quale, a causa dei limiti tecnici del vecchio Game Boy, non aveva potuto godere di una caratterizzazione profonda come quella di Zebes in Super Metroid. Questo aveva infatti una personalità distintiva, plasmata attraverso le strutture architettoniche dei Chozo (la razza di alieni volatili che ha cresciuto Samus), le quali spiccano nel mezzo delle caverne naturali del pianeta.

Ma è il gameplay in sé che fa la differenza in questo remake: provate a riprendere in mano l’originale (lo potete trovare sull’eShop per pochi spicci) e di sicuro noterete una discreta legnosità; certo, rimane una pietra miliare del genere ma, oggettivamente, è invecchiato male. Ecco quindi che Nintendo va a prendere in prestito vari accorgimenti da altri capitoli della sagaSamus potrà appendersi ai bordi delle piattaforme come in Metroid Fusion, mirare liberamente ai nemici a 360 gradi, contrattaccare con un montante per stordire i nemici, scannerizzare l’ambiente che la circonda in cerca di segreti (la mente vola al visore scanner di Metroid Prime) oppure sovraccaricare il cannone che ha sul braccio per infliggere danni ingenti ai nemici con una raffica di colpi.

Le ultime due novità sono inoltre collegate al nuovo sistema di Poteri Aion, sbloccati nel corso dell’avventura e talmente più potenti dei classici power-up da essere legati a una barra di energia a loro dedicata. Imparate ad usarli efficacemente, e gli scontri con i boss si riveleranno meno ostici di quanto sembrino a una prima occhiata.

Due nuove meccaniche che ho amato: lo scudo elettrico e teletrasporti per ridurre il backtracking

Infatti, se proprio devo criticare il Metroid 2 originale, posso sicuramente puntare il dito contro i boss, estremamente semplicistici, soprattutto considerando che su Game Boy altri giochi han proposto boss fight molto più complesse. Ed è proprio qui che Samus Returns mi stupisce, mettendomi di fronte a boss interamente rimaneggiati, con meccaniche che richiedono la padronanza di ogni singolo power-up in nostro possesso, tempismo nel corpo a corpo ed elevata mobilità. Inoltre i due boss aggiunti in questa versione non solo mi hanno lasciato a bocca aperta per ciò che riguarda le meccaniche dello scontro, ma uno in particolare è stato una piacevole sorpresa.

Contrattaccando in mischia col giusto tempismo attaccheremo con stile il punto debole dei boss

Peccato però per la longevità: se Zero Mission aveva aggiunto un capitolo extra al gioco originale, questa volta, tolta la revisione dei vecchi boss e l’aggiunta dei due nuovi (e dei Poteri Aion), l’avventura è la stessa del caro vecchio Metroid 2 – breve ed emozionante, certo, ma comunque breve. Ho infatti completato il gioco in circa otto ore e un quarto, esplorando più del 70% della mappa e raccogliendo il 47% degli oggetti. Va considerato anche il fatto che gran parte di quelle otto ore l’ho passata a cercare il modo migliore per eliminare i boss, sperimentando nuovi metodi a ogni sconfitta.

Metroid: Samus Returns è una piccola gemma, è Metroid che torna allo scorrimento orizzontale, all’esplorazione e a quel senso di crescita ottenuto con l’esperienza sul campo. Peccato che, come dicevo, l’esperienza non duri tanto quanto mi aspettassi… Ma come antipasto in attesa della portata principale, ovvero Metroid Prime 4, direi che mi basta e avanza!

Gloria del passato

Atmosfera

Difficoltà

Perché sì:
Perché no:
  • Molte novità
  • Boss fight complesse
  • IL Metroidvania per eccellenza

 

  • Non molto longevo


About the Author

Michael Maneia
Michael Maneia

Nato tra le risaie, cresciuto a console e jrpg, per poi convertirsi al PC. I videogiochi han avuto un tale peso sulla sua vita che li ha fatti diventare il suo lavoro.