Madden 17 – Il segreto dell’acciaio

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Posted 12/09/2016 by in PlayStation 4

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Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Samuel Castagnetti
Recensione

“Ma nel loro furore gli dei si dimenticarono del segreto dell’acciaio e lo lasciarono sul campo di battaglia, e noi che lo trovammo non siamo che uomini. Né dei, né giganti. Solo uomini. E il segreto dell’acciaio ha sempre portato con sé un mistero.”

A pochi giorni dal calcio d’inizio della Regular Season di NFL, vi porto in grembo la recensione di Madden 17, il classico capitolo annuale del gioco sportivo di Football Americano di casa Electronic Arts, tanto trascurato all’estero, ma tanto amato nel suo paese natale.

Ma perché “il segreto dell’acciaio”? Ovviamente perché nel mio tracotante petto batte da anni un cuore nero e oro, e da qui fino alla fine dei miei giorni tiferò Pittsburgh Steelers senza remore, e chi come me segue questo sport sa che questa squadra porta con se un mistero, il segreto dell’acciaio!

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Burgh Proud

Ma basta parlare di cose importanti e passiamo a cose più relative nella vita di un uomo, ovvero la disamina di Madden 17 nelle sue forme e modalità, nonché novità se di questo si può davvero parlare.

È giusto dire che questo capitolo cade in braccio a EA con già uno scenario scoppiettante, infatti durante la offseason i St. Louis Rams hanno effettuato un trasferimento, diventando di fatto i Los Angeles Rams. Come meglio lanciare il giocatore se non nel vivo dell’azione, trovandosi al LA Memorial Coliseum e dovendo rimontare per la vittoria contro i Redskins? Io ho qualche idea e sarebbe di parte, ma di certo non è un anno come gli altri e infatti il gioco lo dimostra, vediamo come!

Alcuni non potranno mai scoprire il segreto dell'acciaio... Rat birds!

Alcuni non potranno mai scoprire il segreto dell’acciaio… Rat birds!

Il gap tra nuovi giocatori e  veterani si è ridotto, non in maniera sensazionale, ma di certo il nuovo sistema di prompt/QTE aiuta moltissimo. Ma cosa significa? Significa che sia nell’Ultimate Team che in modalità Franchise, il giocatore potrà avvalersi di comandi speciali (come nelle edizioni precedenti), ma con una maggiore accessibilità. Infatti invece di essere invisibili, vi sarà un prompt per il comando che si potrà decidere se eseguire o meno a seconda della situazione, facilitando quindi ai giocatori novizi l’accesso a movimenti, mosse e compagnia bella che altrimenti avrebbero richiesto loro tempo e maestria anche solo per essere scoperti.

Madden Ultimate Team diciamo che non ha moltissimo da raccontare in termini di novità, anzi, come al solito presenta sfide singleplayer, multi-giocatore, pacchetti di carte, la casa d’aste… Insomma, la solita trafila di roba ormai più che tipica della modalità di gioco. Ho notato però con molta gioia, pernacchie, petardi e festoni, che le sfide singleplayer sono state rese più dinamiche, risultando solo in pochi minuti di gameplay, a differenza di ciò che ricordo dai capitoli precedenti, dove erano più ridondanti e chiedevano di affrontare l’intero match.

 Schiacciare i nemici, inseguirli mentre fuggono e ascoltare i lamenti delle femmine.

“Schiacciare i nemici, inseguirli mentre fuggono e ascoltare i lamenti delle femmine. “

La modalità Franchise è però l’altro vero cuore pulsante del titolo: quest’anno è stata snellita in termini di approccio, nel senso che rimangono le stesse possibilità dell’anno scorso, ma tutte accessibili dallo stesso menu. Questo significa che potrete diventare GM, allenatore o giocatore come al solito, sia online che offline, ma vi si accede in maniera, anche in questo caso, meno ridondante. Come accennato, si potrà giocare sia in leghe multiplayer che in leghe singleplayer, come ormai tradizione da qualche anno a questa parte.

Chi mi conosce sa che è giunto il momento in cui analizzerò a fondo la parte riguardante la modalità carriera come giocatore (inclusa come già detto in Franchise). È ormai da anni che piango i fasti passati in cui Madden e in generale i titoli EA davano più spazio a questa modalità, che oggi risulta purtroppo largamente scarna rispetto a titoli come NBA2K. A livello di character creation, qualche preset facciale, slider e informazione personale ed è fatta, nulla di speciale -anzi, l’opposto- ma tra le cose che mi turbano di più, oltre al fatto che indipendentemente dal preset del volto che scelgo sembro comunque un tizio uscito dal braccio della morte, c’è l’assenza totale di progressione personale, se non a livello statistico, e manca anche un’introduzione alla lega che ti faccia vivere appieno il tuo arrivo in quest’ultima.

Perché piangi, arciere? Perché lui è Conan, il Cimmero, lui non piangerà. Così piango io per lui...

Perché piangi, arciere?
Perché lui è Conan, il Cimmero, lui non piangerà. Così piango io per lui…

Come già accennato poco fa, il titolo cestistico annuale di 2K ti fa giocare in high school, college e poi in base alle tue prestazioni ti fa vivere la Draft, nella quale vieni appunto scelto in base alla tua performance nelle partite precedenti. Madden 17, invece, da anni ormai ti manda in maniera obbligata a un team a tua scelta, a parte quest’anno dove puoi scegliere di fare su una forzatissima Fantasy Draft, in cui tutte le squadre si sputtanano e finisci a casaccio e basta. Infatti ho deciso di fare così e son finito ai Dolphins, con Antonio Brown (che si è infortunato in preseason ed è stato fuori  tutta la stagione) e AJ Green come ricevitori e, siccome sono potente vero e ho due wide receivers che anche a lanciare la palla per terra la tirano su comunque, ho vinto il titolo. Ah, gioco QB di solito, almeno posso scegliere le giocate e non sottostare a quelle imposte dal coach. Insomma, questa è una modalità sempre bella, ma priva della vera esperienza carriera, ovvero dell’esperienza My Player 2K, e rimane una cosa dove tu giochi come quel galeotto lì, ma alla fine della fiera non ti dà nessuna soddisfazione di spessore tolta quella di puro gameplay.

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In conclusione il titolo Electronic Arts riesce a rinnovarsi non poco, riuscendo a diventare più accessibile, più divertente e anche evocativo viste le premesse della stagione in arrivo, ma non per questo risulta privo di difetti. La modalità carriera per quanto mi riguarda risente ancora troppo della mancanza di tante piccole o medie features che la renderebbero un’esperienza di gioco davvero di alto livello, senza lasciare nulla di davvero personale e rimanendo un’estensione quasi svogliata delle meccaniche core del titolo. Insomma è ovvio che se vi piace questo sport Madden è un appuntamento imperdibile, e quest’anno più di quelli passati, ma di certo le innovazioni rimangono gestite con il contagocce e sappiamo tutti una cosa: Crom è forte. Se Madden morirà andrà al suo cospetto. Gli chiederà: “Qual è il segreto dell’acciaio?” e se non lo sa, lo scaccerà dal Valhalla e riderà di lui. Questo è Crom, gran dio dei monti.

Perché sì:
Perché no:
  • Distanza tra principianti e veterani diminuita
  • Snellimento generale dei menu
  • Rimosse molte features ridondanti
  • Graficamente fa il suo mestiere più che bene
  • Stagione scoppiettante in arrivo come setting perfetto

 

  • Le modalità di carriera non regalano momenti davvero personali
  • Character creation molto limitata
  • Purtroppo non si può fare altrimenti, ma ci sono i Ravens

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About the Author

Samuel Castagnetti

C'e' poco da dire, chi non sceglie Charmander come starter chiede arroganza, chi fa l'ingegnere su Guns of Icarus chiede arroganza, i programmatori di Asmandez pretendono che l'arroganza si abbatta su di loro. Non ho detto nulla di me stesso o forse, perche' mi arrogo il diritto di non farlo.