Kung Fury – Street Rage: one finger death nazi

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Posted 17/06/2015 by in Android

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Genere:
 
PEGI:
 

YOH-OH!:

Gradevole passatempo.Buon accompagnamento musicale.Gratis su mobile.
 

ARR!:

Ripetitivo.
 
by Tracotanza
Recensione

Posto che Kung Fury è sicuramente il miglior film anni ’80 del 2015, non potevamo esimerci del parlare di quel piccolo giochino che ha accompagnato la distribuzione del film su YouTube. Sebbene non sia stato colpito da un fulmine e morso da un cobra nello stesso momento credo comunque di poter affermare, senza avere la presunzione di essere considerato un eletto, che il giochino in questione non aveva nessuna pretesa di essere considerato il nuovo messia del videogioco e la sua struttura casualona ne è la conferma. Insomma non spargiamo né infamie né lodi sul gioco di Hello There AB, che ha due semplici obiettivi: intrattenere per qualche ora con appena due spiccioli e sfruttare quanto più possibile il successo del mediometraggio dei Laser Unicorns.

Pugni

Pugni, pugni…

Per cominciare bisognare dire che il gioco è disponibile su PC e su tutti i vostri telefonini, ma mentre vi verranno chiesti due spicci per comprarlo su PC e Windows Phone, potrete scaricarlo gratuitamente per i vostri Iphone/Ipad e Smartphone Android. Il gioco è semplicissimo: più o meno come accadeva in One Finger Death Punch, il vostro personaggio si troverà al centro dello schermo con ondate di nemici che arriveranno da destra o sinistra e da scacciare premendo semplicemente il tasto destro o sinistro del mouse (o con dei semplici tap sul telefono). Un gameplay estremamente semplice ma comunque divertente, almeno fin quando non comincia a sentirsi la sua pesante ripetitività.

Kung Fury: Street Rage è decisamente pensato per mobile, prende senso quando state aspettando quei dieci minuti prima di entrare dal dottore o se state facendo un rapido viaggio in treno, ma difficilmente, a meno che non scatti la sfida al punteggio più alto con qualche amico, vi ritroverete a perderci più di qualche oretta. Un passatempo piacevole che avrebbe potuto osare di più per giustificare la sua presenza su un PC, magari sfruttando qualche personaggio del film; sarebbe stato carino magari poter usare qualche colpo speciale premendo entrambi i tasti o combattere una maggiore varietà di nemici. Invece ci ritroviamo a picchiare sempre gli stessi 4 o 5 nemici osservando le animazioni del nostro Chosen One.

Pugni e ancora pugni

…e ginocchiate.

Una volta imparati i pattern di movimento dei nemici vi ritroverete a cliccare spasmodicamente cercando di raggiungere un punteggio più alto. Se mancherete un nemico molto probabilmente vi ritroverete contraccambiati, e dopo essere stati colpiti per 3 volte giungerete al Game Over e il vostro nome si posizionerà fra i nomi dei personaggi del film in una Hall of Fame dal gusto retrò.

Gusto retrò che, come era facile aspettarsi, si vede in ogni aspetto del gioco, dalla grafica con qualche pugno di bit alla chiptune che riempirà le vostre orecchie, fino a passare alla stessa interfaccia di gioco che ricorderà quella di un cabinato. Devo dire che ho decisamente apprezzato il loop musicale che riesce a non infilarsi come un martello nella vostra testa ma si limita ad accompagnare al meglio le vostre sessioni di gioco.
L’uso dei colori riprende quello che si è già visto nel film. Decidete voi se apprezzarlo o meno, io trovo che nella sua totalità vi sia un buon comparto grafico, con forse qualche sporcatura di troppo.

Chuck Norris chi?

Chuck Norris chi?

In realtà spendere troppe parole su Kung Fury: Street Rage è quasi inutile, considerando che è una piccola operazione commerciale per guadagnare qualche spicciolo in più dal lavoro cinematografico, che non vi è sicuramente la grande aspettativa di creare il gioco di dio e che le sue meccaniche sono state fondamentalmente ispirate da One Finger Death Punch.  Mi basta dirvi che non vi trovate di fronte ad un beat’em up e che potete tranquillamente provarlo sui vostri device telefonici, o potrete spendere 2€ per comprarlo da Steam e passarci qualche oretta spegnendo per un attimo il cervello.

Potrei ipotizzare che se ve lo ritrovate di fronte, in un cabinato, spendereste ben più di due euro per farvi qualche partita.

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About the Author

Tracotanza
Tracotanza

All'anagrafe Salvatore Martino, ma a differenza da quanto dice il suo nome non ha mai salvato nessuno. Appassionato di videogiochi da quando ha imparato a pigiare col ditino per accendere il computer. Era disperso in un mare di Pixel ed è stato raccolto dalla ciurma per scrivere storie sul suo naufragio nel mondo videoludico