Kokuga: riflettendo sulla sconfitta

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Posted 17/03/2015 by in 3DS

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Genere: ,
 
PEGI:
 

YOH-OH!:

Solido, impegnativo ed appagante. Inedita gestione dei potenziamenti. Tanta ciccia, pochi fronzoli.
 

ARR!:

Potrebbe risultare frustrante per i neofiti. Tecnicamente scarno.
 
by Michele Ricci
Recensione

Genere videoludico per eccellenza ai tempi dei sistemi arcade, lo shoot’ em up ha visto scemare progressivamente il grado d’apprezzamento da parte del pubblico di massa, confinato in una nicchia di mercato che, per quanto piccola e poco remunerativa, ha consentito la (parziale) sopravvivenza di storiche software house nipponiche, che tanto lustro hanno dato all’arte dello sparare. Confortati dalle uscite per Xbox 360, viziati dalla tonnellata di shooting games disponibili su Steam e insoddisfatti dalle meccaniche semplificate dei titoli per smartphone, gli appassionati armati di console portatili hanno trovato ben poca ciccia in cui affondare i denti. L’annuncio da parte di G.rev dell’uscita di Kokuga su 3DS ha avuto ben poca risonanza mediatica, ma dato l’ottimo pedigree dell’azienda giapponese coinvolta nello sviluppo (Border Down e Under Defeat possono bastare come biglietto da visita, tralasciando il “piccolo” particolare che vede la direzione del progetto affidata a Hiroshi Iuchi, mente dietro capolavori come Radiant Silvergun e Ikaruga), la notizia ha smosso gli animi della comunità “sparacchina” mondiale.

Pazienza e mano ferma premiano sempre.

Pazienza e mano ferma premiano sempre.

Rilasciato in Europa nel 2013 solo in formato scaricabile, Kokuga rilegge in maniera originale lo stile delle produzioni G.rev, proponendo un gameplay più riflessivo, lontano dalla frenesia tipica del genere d’appartenenza. La scarsa mobilità del tank che ci troveremo a guidare, unita alla possibilità di sparare un solo colpo alla volta, trasformano le incursioni all’interno dei livelli in un walzer mortale, fatto di posizionamento, mira, fuoco e successiva ritirata, in un continuo alternarsi di coperture e schivate che punisce anche la più insignificante delle distrazioni. Responsivo e preciso, il sistema di controllo implementa lo stick analogico per il movimento del tank, i tasti dorsali per la rotazione della torretta ed il tasto B per aprire il fuoco, demandando allo schermo inferiore l’utilizzo delle carte, felice intuizione del team nipponico.

L’utilizzo delle carte dona al titolo una precisa personalità.

L’utilizzo delle carte dona al titolo una precisa personalità.

All’inizio di ogni partita si dispone di sedici carte selezionate casualmente, utilizzabili quattro alla volta. Limitate nel tempo e dagli effetti più disparati (smart bomb, ripristino degli scudi, fuoco continuo eccetera), influiscono pesantemente sulla riuscita della partita, capovolgendo continuamente gli equilibri in campo. Meglio soffrire nelle fasi iniziali per agevolare l’avanzamento nei livelli più ostici o sperperare tutto in nome della sopravvivenza? Domande simili attanagliano il giocatore, mentre viene ripetutamente punito per una valutazione errata delle distanze o per un gesto d’eccessiva spavalderia che compromette l’intera run.

Il fine ultimo del titolo resta lo score, con tanto di medaglie da sbloccare per appagare l’ego e vantarsi davanti lo specchio.

Il fine ultimo del titolo resta lo score, con tanto di medaglie da sbloccare per appagare l’ego e vantarsi davanti lo specchio.

Perché Kokuga è un gioco difficile ma corretto, che spinge al continuo miglioramento tramite la ripetizione, la conoscenza mnemonica dei patterns nemici e l’applicazione di idee testate durante innumerevoli tentativi. Dedicandosi con costanza al titolo si entra in maniera naturale all’interno del perfetto meccanismo ludico sviluppato dalla G.rev, quello che è proprio dei migliori shmups, e l’appagamento non tarda ad arrivare, ripagando con massicce dosi di adrenalina la conclusione, fluida e senza errori, di uno stage. Il comparto grafico è votato alla leggibilità dell’azione, con l’effetto 3D sfruttato solo per dare profondità allo sfondo, mentre le musiche accompagnano l’incedere del giocatore senza grossi sussulti emotivi ma sottolineando a dovere le fasi di gameplay. Fiore all’occhiello sono, senza dubbio, gli scontri con i boss, un mix perfetto di genialità e crudeltà che non lascia scampo e regala momenti d’alta scuola sparacchina.

Grafica minimale e spartana, ma sempre chiara e velocemente interpretabile.

Grafica minimale e spartana, ma sempre chiara e velocemente interpretabile.

Ebbene, amanti degli shoot’em up muniti di 3DS, se siete alla ricerca di un titolo che ha radici ben salde nel passato ma rami carichi di frutti dalla scorza acre e dalla polpa succosa, sganciate 14,99 € sullo shop di Nintendo e date una possibilità a Kokuga. Il mondo del gaming ha bisogno anche di questi giochi. Non lasciamoli sparire.

Kokuga Premi


About the Author

Michele Ricci
Michele Ricci

Videogiocatore barbuto ed attempato, collezionista della domenica e musicante senza arte né parte, colma il "Vuoto Esistenziale"© con ogni tipo di distrazione più o meno nerd.