King’s Quest: Chapter 5 – L’ultima avventura

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Posted 28/12/2016 by in PC

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by Nicola De Bellis
Recensione

Il quinto capitolo di King’s Quest, The Good Knight, chiude l’avventura del vecchio re Graham tanto quanto quella dei The Odd Gentlemen. Non è facile parlarne: per casualità, sfortuna, fato o cattive decisioni, qualunque sia la vostra interpretazione, gli eventi del mondo reale hanno lasciato un solco nel mondo virtuale di Daventry.

La relazione tra Manannan e Graham è tanto interessante, quanto sottosfruttata. Non ha mai ricevuto lo spazio che merita.

Nel mio pezzo sul quarto episodio avevo già fatto notare come i tagli al budget, sia di tempo, sia monetario, avessero portato a un prodotto parecchio sottotono, salvato solo da un paio di ottime scene. Nel capitolo cinque, però, i The Odd Gentlemen sembrano aver riversato tutta la loro frustrazione.

L’avventura finisce dove è iniziata, sia un anno e mezzo fa che nel 1984.

L’intero tono dell’episodio è miserabile: re Graham è alle porte del paradiso. Il frutto magico che la principessa Rosella gli portò, decenni or sono, per guarirlo (era la trama di King’s Quest IV, ricordate?) ha allungato la sua vita ben più del normale, ma non lo ha reso di certo immortale. Sebbene sempre candido e cordiale, è ormai un uomo stanco, incapace di reggere la sua stessa energia, incapace di ricordare, incapace di continuare l’avventura, la cui conclusione permanente è a un soffio di distanza.

Le fiamme che tormentano il racconto di Graham rappresentano tanto la sua memoria danneggiata, quanto il terrore che i suoi sforzi vengano dimenticati dalle generazioni future.

Il suo ultimo racconto per la nipotina Gwendolyn è danneggiato dai buchi della senilità. Re Graham lamenta i dettagli che non ha “fatto in tempo a raccontare”, mentre la nipotina lo rassicura che la storia le è piaciuta comunque. Gli eventi assumono un tono più surreale del solito, lo stesso narratore non è più sicuro di cosa sta dicendo. Pezzi di mondo si ripetono dagli episodi precedenti, vanno e vengono, finché il vecchio re è costretto ad arrendersi all’evidenza che non riuscirà mai a finire la storia in modo soddisfacente. Il suo tempo è scaduto, era scaduto già da decenni, la sua testardaggine nel voler continuare ha lasciato solo un’ultima storia tragicamente incompleta.

Un intero livello tagliato dall’episodio precedente viene riciclato per intero, nel vano tentativo di riempire spazio.

Sebbene l’episodio ci lasci con un barlume di speranza a illuminare la piccola Gwendolyn, confermato dal mini-episodio epilogo appena rilasciato, c’è solo tanta tristezza in quest’ultimo capitolo. Chiunque abbia perso un nonno o una nonna a cui era affezionato, abbia visto l’effetto della senilità e l’abbia seguito nei suoi ultimi anni, fino a una morte arrivata sempre troppo presto, non può non sentirsi toccato da The Good Knight. La tristezza per il destino di Graham è ancor più amplificata dalla tristezza per la serie di King’s Quest, l’andamento del progetto e l’affrettata resurrezione del brand.

In memoria di Graham, il re misericordioso.

Voi fortunelli del futuro, voi che magari comprerete la serie completa in sconto tra qualche anno e ci giocherete d’un fiato in un giorno solo, voi forse spenderete una singola lacrima per il vecchio re, ma è per noi che abbiamo seguito il progetto in questo lunghissimo, tortuoso anno e mezzo, è per noi che suona la campana funebre. Voi del futuro non avrete lo stesso contesto e forse sarà meglio così. Vedrete solo un’avventura che, sebbene solidamente scritta, almeno a livello di personaggi ed emozioni, non fa altro che declinare in production value e idee per ogni episodio.
Voi del futuro vedrete i buchi lasciati nella trama, le inconsistenti motivazioni di Manannan e il suo affrettato e surreale duello finale con re Graham. Vedrete gli scarti lasciati in produzione, messi assieme alla bell’e meglio per colmare un paio d’ore prima del finale. Vedrete tutte queste cose, forse vi chiederete perché, vi gratterete la nuca per poi decidere che l’esperienza è stata troppo tiepida perché ve ne freghi qualcosa.

Il duello finale di intelligenza tra Graham e Manannan arriva completamente a caso, appiccicato alla fine del gioco con quasi nessuna motivazione. Perlomeno è una buona serie di puzzle.

È per voi del futuro che lascio queste parole: date un’occhiata alla produzione del gioco. Scopritene il contesto, e capitelo, perché quanto accaduto al di fuori del prodotto ha influenzato direttamente quello che c’è dentro. È importante saperlo.
Noi del passato abbiamo sofferto in tempo reale la lenta morte di re Graham, re gentile, re misericordioso e, soprattutto, re dell’avventura.

Perché sì:
Perché no:
  • Tocca il cuore
  • Il duello finale è un buon puzzle
  • Alcune scene sono straordinarie

 

  • Lascia pieni di tristezza
  • La fine è arrivata troppo presto e troppo tardi


About the Author

Nicola De Bellis

Disegnatore, pixel artist, game designer dilettante e ombra di se stesso professionista, critica allo sfinimento tutto ciò in cui riesce ad affondare i denti e scrive le sue orribili opinioni pubblicamente come passatempo.