King’s Quest: Chapter 3 – Due scarpe sono troppe anche per il piede di un re

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Posted 16/06/2016 by in PC

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by Nicola De Bellis
Recensione

Saltare da The Witcher 3: Blood and Wine a King’s Quest è straniante, ma, riflettendoci un secondo, neanche troppo. Entrambi pongono alla base del loro mondo fiabe, leggende e letteratura fantastica, trasformandole in realtà attraverso cui avventurarsi, ma con un feeling totalmente opposto: The Witcher approccia il mondo con cinismo e lo decostruisce brutalmente, tentando di assemblare un universo che reagisca in modo coerente alla presenza di elementi fantastici, King’s Quest, invece, se ne immerge completamente e lo affronta con sarcasmo, limitandosi a decostruirne i cliché.

Torri magiche, principesse imprigionate, streghe cattive, tutto pronto per un classico fantasy. O no?

Torri magiche, principesse imprigionate, streghe cattive, tutto è pronto per un classico fantasy. O no?

Per dimostrare la mia teoria, ecco la prova numero uno, King’s Quest: Once Upon a Climb, il terzo episodio della serie re-vamp del classico Sierra On-Line. Questa volta i The Odd Gentlemen, autori dell’avventura, ci riportano al finale di King’s Quest II: Romancing the Throne, uscito nel lontano 1985.
Il Re Graham, ormai cresciuto e decisamente più muscoloso di prima (simpatico ammiccamento al Graham di King’s Quest V), si è reso conto che per la regalità si paga un grave prezzo: la solitudine. Gli impegni del trono non gli lasciano tempo per gli amici ed il cuore ne soffre. Chiesto consiglio al suo specchio magico, gli viene mostrata una torre isolata, nel lontano regno di Kolyma e cosa può esserci imprigionato in cima, se non una principessa? Graham si lancia così in una nuova avventura degna di un re, salvare principesse, trovare l’amore e donare una regina al regno di Daventry.

Se non avete giocato King's Quest V non potete capire, ma fidatevi, i veterani si stanno facendo una risata.

Se non avete giocato King’s Quest V non potete capire, ma fidatevi, i veterani si stanno facendo una risata.

Ma questa parte non ci interessa, lo abbiamo già visto e vissuto in King’s Quest II. Once Upon a Climb, con determinazione abbastanza ammirevole, mira a risolvere numerosi buchi lasciati indietro dal classico Sierra. Chi imprigionò la principessa Valanice sulla torre e per quale motivo? Perché mai una principessa dovrebbe innamorarsi, da un secondo all’altro, di un tizio a caso venuto a salvarla? Queste sono domande che, in una fiaba, neanche si farebbero, ma, come ho già detto, il King’s Quest dei The Odd Gentlemen adora decostruire i suoi stessi cliché con una punta di sarcasmo.

In cima alla torre c'è una principessa. Ho detto una? Oh, cavolo.

In cima alla torre c’è una principessa. No, aspetta, ho detto una? Oh no.

Il fulcro del gioco, in questo episodio, è cambiato ancora una volta. Niente prove alla Monkey Island, niente sopravvivenza disperata, questa volta ci tocca scegliere di chi innamorarci. Eh sì, perché in cima alla torre Graham non ci trova una principessa, ma due, Vee e Neese, nessuna delle quali particolarmente impressionata da uno sconosciuto a caso arrivato dal balcone.

Signore e signori, Re Graham, artista del rimorchiaggio.

Signore e signori, Re Graham, artista del rimorchiaggio.

Penso che il mio aspetto preferito dell’episodio sia l’infusione di umanità in questa bizzarra situazione. Graham è un personaggio dinamico, splendido da veder crescere nel tempo, guidato dalla nostra mano. Inizia l’episodio come giovanotto imbarazzato, che prende per assoluto il clichè fantasy massimo – salva la principessa e lei ti cascherà tra le braccia all’istante –  ma scopre presto che, tra persone reali, questo non funziona. Nel corso dell’avventura impara lentamente che scegliere una compagna per la vita non significa prendere uno a caso tra bignè e profiterole, quello che conta sono desideri, sinergia e compatibilità di caratteri.

E, ovviamente, che scocchi una scintilla d'amore.

E, ovviamente, che scocchi una scintilla d’amore.

Espansa è anche la storia della torre misteriosa, che l’originale King’s Quest II lasciava tristemente incompiuta. Once Upon a Climb accredita la teoria dei fan, che fosse la strega Hagatha ad aver imprigionato Valanice, fornendo finalmente un movente per l’insano gesto. Mi tocca applaudire il lavoro dei The Odd Gentlemen, non solo per la dedizione di tappare buchi lasciati oltre 30 anni fa, quanto per la caratterizzazione della strega cattiva, a sorpresa profonda ed interessante nelle sue motivazioni.

C’è un motivo per cui la regina Valanice non si era mai mostrata alla telecamera nei due capitoli precedenti di questa serie episodica, finalmente spiegato: la scelta sulla sua identità sta a noi, in base a quale, tra Vee e Neese, troviamo più interessante e compatibile con il Graham che abbiamo costruito finora. Entrambe le principesse sono ottime candidate, tutte e due carinissime e amanti dell’avventura, Vee più attratta dall’azione e dai rompicapo, Neese leggermente più eccentrica, sognante e dall’animo artistico. Quale delle due finirà a far coppia permanente con Graham e quale resterà solo un’amica sta a noi deciderlo, mouse alla mano.

E vissero felici e contenti... più o meno per sempre.

E vissero felici e contenti… più o meno per sempre.

King’s Quest Chapter 3: Once Upon a Climb continua con classe la serie episodica dei The Odd Gentlemen, con una scrittura forte, buoni personaggi e tanto amore e dedizione verso il canone della saga. Tocca aspettare un sacco per questi episodi, dalle release letargiche, ma finora ne vale assolutamente la pena.

kq3_premi

Perché sì:
Perché no:
  • Buona scrittura
  • Personaggi solidi
  • Devia dai generici puzzle con gli oggetti

 

  • Tempi di release ancora letargici
  • Qualità del doppiaggio altalenante


About the Author

Nicola De Bellis

Disegnatore, pixel artist, game designer dilettante e ombra di se stesso professionista, critica allo sfinimento tutto ciò in cui riesce ad affondare i denti e scrive le sue orribili opinioni pubblicamente come passatempo.