Kingdom Hearts 1.5 + 2.5 ReMIX – La potenza è nulla senza il controllo

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Posted 12/04/2017 by in PlayStation 4

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere: ,
 
PEGI:
 
by Rossana Barbati
Recensione

Parliamone, che marzo è stato per il gaming, soprattutto giapponese? Al di fuori di Horizon, che giapponese non è, abbiamo potuto giocare capolavori nipponici come NieR, Zelda e, poco dopo la fine del mese, Persona 5. Poteva quindi il caro Tetsuya Nomura starsene tranquillo mentre Yoko Taro, Eiji Aonuma e Katsura Hashino gli rubavano la scena? Ovviamente no, bisogna sempre far parlare di sé – e non mi riferisco alla pioggia di messaggi negativi su Twitter dovuta alla mancanza di novità su Kingdom Hearts III, promesse per l’inverno e mai arrivate.

Esce quindi l’ennesima collection del cross-over tra Disney e Square Enix: come ho già detto nella mia recensione di Kingdom Hearts 2.8, anche se queste edizioni remastered le trovo una manovra di marketing atta a “mungere la vacca” il più possibile, purtroppo per certe saghe sono un male necessario per rimettersi in pari con la trama, soprattutto se ogni episodio da quindici anni a questa parte è uscito su console diverse, come appunto è successo con la serie di Nomura.

Dal lato contenutistico c’è poco da dire, con Kingdom Hearts 1.5 + 2.5 ReMIX vi portate a casa ben quattro giochi da minimo 50 ore l’uno (più di cento se mirate al Platino) e due “film” realizzati con l’engine di gioco da circa un’oretta ognuno. Tutto questo poi in Full HD, con texture rimasterizzate, controlli ribilanciati rispetto alle edizioni originali su PS2/PSP (ma gli stessi visti su PS3) e 60 FPS stabili.

Ecco l’intera collezione: Days e Coded sono film.

Ed è qui che casca l’asino. Chi legge le mie recensioni sa bene che non mi dilungo molto sulle questioni meramente tecniche: FPS, qualità grafica e cose simili le reputo un orpello in più a supporto di un gameplay e una narrazione che, se funzionano bene e mi intrattengono, rendono il gioco valido. Quando però questi orpelli zoppicano talmente tanto da rendere il gioco non godibile è comunque lecito lamentarsi. Un picchiaduro come può essere uno Street Fighter, che fa dei frame delle mosse il suo fulcro, con un FPS ballerino risulterebbe davvero ingiocabile, ma non è la situazione in cui mi son trovato giocando a questo Kingdom Hearts.

Seguo la saga sin dal lancio del primo capitolo e mi ritengo comunque una giocatrice esperta dell’action RPG di Square Enix, tanto che ormai giocare in Critical Mode più che una sfida è un’abitudine, ma questa volta un nuovo nemico si è messo tra me e il completamento del gioco. No, non è un nuovo boss, nemmeno un semplice Heartless. Paradossalmente, il nemico più grande l’ho trovato appunto nel framerate granitico. È illogico che i 60 FPS, vanto di ogni PC gamer, siano il tallone d’achille di un gioco.

Di sicuro, Kingdom Hearts II è il gioco che risente di più dei bug, con boss estremamente più forti che nelle versioni a 30 FPS.

La nuova frequenza d’aggiornamento video purtroppo va ad influire sulle meccaniche di gioco, pensate per i 30 FPS e non ribilanciate per i 60, mettendoci di fronte a vari e più o meno fastidiosi bug, tra cui: hitbox e frame di invincibilità delle schivate totalmente sfasati (la schivata sbloccata in Kingdom Hearts II tramite la Forma Saggezza, ad esempio, non ha frame di invincibilità), comandi come la parata e i comandi reazione con tempi di risposta troppo brevi, boss con meccaniche particolari che si attivano prima del tempo, nemici estremamente veloci e, dulcis in fundo, un simpaticissimo crash dei salvataggi.

C’è da dire che la patch rilasciata al day one dagli sviluppatori ha comunque risolto alcuni di questi problemi, ma molti permangono e purtroppo rendono il gioco quasi ingiocabile a livelli di difficoltà più alti. Tutto ciò mi lascia stranito perché, nella collection uscita qualche mese, fa Kingdom Hearts Dream Drop Distance ha subito lo stesso trattamento, raggiungendo i 60 FPS, senza che questi bug spuntassero fuori. Certo, Dream Drop Distance ha dovuto “subire” un re-design totale visto il passaggio da console portatile a due schermi a console fissa a schermo singolo, ma un’operazione di bilanciamento poteva essere fatta anche su questa collection.

Quella grandissima voglia di droppare il gioco quando perdi ore e ore e devi ricominciare da un salvataggio precedente.

Purtroppo mi sento di consigliarvi questa raccolta solo se siete collezionisti e volete recuperare la limited, se dovete recuperare sprazzi di trama (giocando a una difficoltà che non sia Eroica o superiore) o se cercate una sfida frustrante e dovuta alle molte imperfezioni tecniche di questa versione, sperando in una patch che finalmente vada a tappare tutti i buchi.

Molte ore di gioco

Perché sì:
Perché no:
  • Tanti contenuti per un buon prezzo
  • Necessario per chi ha perso pezzi di trama

 

  • Gameplay distrutto dai 60 FPS
  • A difficoltà alte è praticamente ingiocabile
  • Se crasha un save gettate ore di gioco ai porci


About the Author

Rossana Barbati
Rossana Barbati

Media designer e Producer appassionata di hi-tech e telefilm polizieschi. Geek da sempre, partecipante a tornei di Pokèmon su scala nazionale. Adora i picchiaduro, i giochi a scorrimento e quelli di sport.