Ken Follett’s The Pillars of the Earth Libro 1: Dalle Ceneri – Tante meravigliose premesse

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Posted 11/09/2017 by in Linux

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by Michele Adami
Recensione

Nonostante abbia personalmente richiesto di poter recensire questo gioco, mi tocca precisare che non sono un appassionato di Ken Follett. Ho provato a leggere, ormai una decina di anni fa, proprio I Pilastri della Terra, ma, benché trovassi la vicenda piuttosto avvincente, mi sono fermato dopo pochi capitoli. E allora come mai, vi chiederete, ho chiesto di poter scrivere su questo titolo? Semplicemente perché ritengo che, per la stessa ragione per cui non ho amato il romanzo, le opere di Ken Follett siano ottime basi per adattamenti cinematografico-televisivi e, come in questo caso, videoludici: per il mio gusto, il suo stile – che mi ricorda più una sceneggiatura che un’opera letteraria – ben si presta a fare da canovaccio per una trasposizione come questa di Daedalic Entertainment, opera per la quale ho nutrito fin da subito grandi aspettative.

Un parto in mezzo al bosco, in dicembre. Cominciamo bene.

I Pilastri della Terra è probabilmente il romanzo più noto di Follett, con 26 milioni di copie vendute in tutto il mondo dal 1989 a oggi e una trasposizione televisiva di successo alle spalle. Esso narra una vicenda che, in un migliaio di pagine dense di contenuti, si snoda lungo diversi decenni del XII secolo, quando, dopo la morte di re Enrico I, la lotta per il trono tra sua figlia Matilde e suo nipote Stefano trascina l’intera Inghilterra in un epoca di tumulti e sofferenza. Utilizzando la costruzione della cattedrale della fittizia località di Kingsbridge come pretesto, Follett racconta l’intrecciarsi delle storie, tra di loro e con la Storia, di svariati personaggi di diversa provenienza sociale e culturale. Tra questi vale la pena ricordare: Tom il costruttore, un muratore dall’animo diviso tra le proprie ambizioni e la cura per la famiglia; il priore Philip, un frate sinceramente mosso da una fede incrollabile che, suo malgrado, finirà per diventare un personaggio di spicco del clero inglese; William Hamleigh, il crudele e tormentato figlio del nuovo conte di Shiring, che non guarda in faccia nessuno per ottenere quello che vuole; Waleran Bigod, il vescovo di Kingsbridge, più legato al potere terreno che alle questioni religiose; Jack, un ragazzo cresciuto con la madre fuorilegge isolato nella foresta; infine, Aliena e Richard di Shiring, i coraggiosi figli dello spodestato conte Bartholomew di Shiring, desiderosi di ripristinare il nome del padre. Questa è solo una parte dell’enorme cast che la mastodontica opera di Follett mette in scena, creando un universo dai toni cupi e minacciosi, in cui i complotti e i sotterfugi sono all’ordine del giorno e la violenza è una realtà quotidiana. Ed è proprio per le proporzioni inusitate del romanzo che intende trasporre che, fin dall’annuncio, risalente ormai al 2014, Daedalic mi ha messo una gran voglia di mettere le mani su questo suo ambizioso progetto!

I personaggi che interpreteremo in questo Libro, tutti insieme per una foto ricordo.

La mia scelta di non dilungarmi troppo sulla trama del romanzo non è solo dovuta alla complessità e alla ricchezza della stessa, ma anche, e soprattutto, al fatto che aspettarsi di giocare una mera trasposizione dell’opera “in pixel e suoni” sarebbe quantomeno improprio. Gli autori Matt Kempke e Kevin Mentz di Daedalic hanno infatti preso il nucleo narrativo e i personaggi de I Pilastri della Terra e, partendo da questi due aspetti, hanno ricostruito tutta la vicenda adattandola allo stile “a bivi” preso in prestito da Telltale, permettendo al giocatore e alle sue decisioni di influenzare l’arco narrativo di una vicenda diventata così non-lineare, in cui ogni scelta ha delle conseguenze. Ma quali conseguenze? Il gioco, infatti, è diviso in tre Libri, ciascuno composto da sette Capitoli; al momento è disponibile soltanto il primo libro (Dalle Ceneri), mentre i prossimi due saranno rilascianti rispettivamente a dicembre e nei primi mesi del 2018. Pertanto, risulta piuttosto difficile capire quanto effettivamente le scelte del giocatore avranno un peso nella vicenda. Ho giocato due volte il primo Libro, cercando di prendere decisioni diverse al fine di esplorare un po’ dei possibili bivi, ma la cosa è servita solo ad aumentare i miei dubbi: a parte una scena, saltata in toto in uno dei miei due gameplay, tutte le mie decisioni hanno portato soltanto al modificarsi delle relazioni tra i personaggi, rendendone alcuni più amichevoli, altri più antagonisti, in una specie di rete di relazioni diplomatiche sempre più complessa. Questo, ovviamente, crea una serie di presupposti molto succosi (ad esempio, scegliere se trascinare o meno un altro personaggio in un grosso problema o stringere patti economici ai danni di terzi), di cui però potremo avere una dimensione effettiva soltanto con la pubblicazione dei prossimi Libri. Grazie, Daedalic, lasciami ancora sulle spine!

Io ho sempre pensato che Storia dell’Arte mi sarebbe tornata utile, nella vita.

In questo primo Libro vestiremo i panni di tre diversi personaggi, in particolare Tom Builder, il priore Philip e il piccolo Jack, i quali si alterneranno nei vari capitoli. Un aspetto che ho trovato interessante è che talora, impersonando uno dei tre, ci troveremo a interagire con un altro membro del terzetto: questo mi spinge a chiedermi se tali interazioni “incrociate” terranno in considerazione nei prossimi Libri le scelte imposte ai vari personaggi, creando degli outcome diversi mediante l’integrazione dei vari bivi. Un uomo può sognare, no?
Oltre a farci nemica mezza Inghilterra e a mettere nei guai i nostri amici con la nostra scarsa capacità diplomatica, in Ken Follett’s The Pillars of the Earth, come in tutte le avventure grafiche, dovremo raccogliere oggetti, interagire con personaggi e ambientazione e risolvere tutti i problemi in cui ci imbatteremo. Ma, con tanti saluti agli amanti delle vecchie avventure, gli enigmi che il titolo ci proporrà saranno tutti piuttosto semplici: è evidente che gli autori e i game designer hanno deciso di concentrare i loro sforzi sullo storytelling, eliminando eventuali intoppi che potrebbero ledere il ritmo incessante (e interessante) degli eventi; ritmo sottolineato dalle numerose decisioni “a tempo”, in cui avremo pochi secondi per decidere come agire, o se non agire affatto. Personalmente, ho apprezzato la decisione di focalizzarsi sulla storia, vista la grande quantità di personaggi dall’emotività molto ricca e i numerosi possibili bivi suggeriti dalla trama… Ammesso che la qualità dei prossimi capitoli rimanga elevata.

I fondali sono davvero tutti da ammirare.

Sotto il profilo tecnico, il titolo di Daedalic è davvero pregevolissimo. Le musiche, composte da Trevor Morris ed eseguite dalla FILMharmonic Orchestra di Praga, non sono forse particolarmente originali (rifacendosi a un canone molto “cinematografico”, spruzzato con un po’ di musica sacra), ma sono davvero ben scritte e capaci di rendere l’esperienza di gioco ancora più immersiva. Il doppiaggio inglese (nel cast figura anche lo stesso Ken Follett) è davvero di altissimo livello, così come la scrittura dei dialoghi, che presenta diverse citazioni dirette dalla fonte.
L’ambito artistico è forse quello in cui Pillars of the Earth eccelle davvero, con fondali molto evocativi, capaci di lasciare spesso senza parole. Anche il design dei personaggi è di altissimo livello, e regala fisionomie davvero varie e peculiari, in grado di dar vita propria anche a personaggi decisamente secondari. Un marginale difetto si può identificare nelle animazioni, che, anche se piuttosto credibili, risultano nel complesso dotate di un ritmo un po’ innaturale, con pause e latenze che finiscono in alcune scene per creare un po’ di distacco nel giocatore.

Nei giorni in cui esploravo questo primo episodio della miniserie di Daedalic, ho riletto un po’ di capitoli del romanzo, e ho avuto modo di apprezzare come gli autori abbiano saputo, pur concentrandosi solo su alcuni eventi salienti e modificando diverse parti della storia, creare una rete di rimandi a diversi momenti rimasti, inevitabilmente, fuori dalla trasposizione. Sembra una sciocchezza, ma queste apparenti piccolezze permettono a chi non conosce il romanzo di crearsi un’immagine del complesso contesto (impossibile da rendere in un videogioco), e a chi ama il libro di ritrovare alcuni echi delle vicende rimaste dietro le quinte.
Inoltre, forse anche più di quanto abbia fatto Follett nel suo romanzo, proprio per la sua natura interattiva e di racconto non-lineare, gli autori di Daedalic hanno saputo mantenere uno sguardo distaccato, privo di ogni qualsivoglia commento, soprattutto per ciò che riguarda la religione, aspetto che permea le vicende del frate Philip di Gwynedd: si ha davvero l’impressione di poter plasmare i personaggi liberamente, di poter mettere in scena una specie di role-play per vedere come gli altri personaggi rispondono alle nostre scelte, senza sentirsi “spinti” dal gioco in nessuna direzione. Una sensazione talora spaesante, ma in un modo squisito.

Potremo fare solo una breve conversazione, con quel cavaliere, ma non potremo non notarne l’ottima caratterizzazione.

In conclusione, non posso che ritenermi davvero soddisfatto dal primo Libro di Ken Follett’s The Pillar of the Earth. Daedalic ci ha portato infatti un prodotto confezionato in modo superbo e quasi perfetto sotto il profilo tecnico e artistico, con una scrittura molto coinvolgente e con un grande fascino. Purtroppo, però, è ancora presto per tirare le somme, dal momento che ancora non è possibile valutare quello che dovrebbe essere l’aspetto principale del titolo, ovvero le diverse conseguenze che le nostre scelte avranno nei successivi capitoli. Inoltre, non tutti potrebbero essere disposti a spendere 29,99 € per un’avventura grafica, soprattutto considerando che il primo episodio si può portare a termine in 4 ore e che gli altri due vanno acquistati “a scatola chiusa”, in attesa del rilascio. Personalmente, ritengo che la qualità complessiva del lavoro, visti anche tutti gli investimenti economici e umani necessari per poter arrivare a un tale livello, sia all’altezza del suo costo.
Daedalic, insomma, non si smentisce nemmeno con questa nuova avventura: finire Dalle Ceneri mi ha messo subito una gran voglia di tornare in quella fredda, umida, sconcertante Inghilterra del XII secolo, per poter scoprire quanta morte e quanta desolazione avranno causato le mie deplorevoli decisioni.
Incrociamo le dita!

Illustrazioni

Scrittura

Coinvolgimento

Musiche

Basta sfighe!

Perché sì:
Perché no:
  • Ottimi dialoghi e decisioni interessanti
  • Bellissime illustrazioni
  • Character design vario
  • Musica e doppiaggio di qualità

 

  • Costoso


About the Author

Michele Adami

Nato e cresciuto nella terra del lesso con la pearà e della pastisada de caval, ho sempre avuto una passione per la narrativa, in ogni sua forma. Durante le scuole elementari, con i miei amichetti, ho scoperto Monkey Island e le avventure grafiche LucasArts, che hanno scosso fino alle fondamenta il mio piccolo mondo di platform game Nintendo. I videogiochi potevano raccontare delle storie, e io sarei inevitabilmente diventato un temibile pirata.