Iron Combat: War in the Air – Non solo gli aerei precipitano

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Posted 06/05/2015 by in 3DS

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YOH-OH!:

Soundtrack discreta...
 

ARR!:

...ma ripetitiva. Design nemici osceno. Ripetitivo. Gameplay insoddisfacente. Telecamera poco gestibile. Troppe limitazioni. Moveset dei nemici e Boss indecente.
 
by La Redazione
Recensione

Quando per la prima volta sentii parlare di Phosphorescent Lantse ero davvero contento di sapere che questo gioco sarebbe arrivato anche in Occidente: un gameplay simile apparentemente a quello di Liberation Maiden attirò subito interesse. Il gioco, prodotto da Amzy e pubblicato da Teyon, è arrivato in occidente col nome di Iron War: Combat in The Air. Ma tutto l’interesse che nutrivo per il gioco è semplicemente svanito dopo i primi minuti di gioco, partendo da una presentazione assai scialba che mostra un mondo in piena guerra alla conquista di più nazioni possibili.

Dopo l’introduzione verremo catapultati sul campo di battaglia.

Impersoneremo una ragazza-mecha dallo stile tipicamente Giapponese simile a Yoko, protagonista di Liberation Maiden, che si occuperà di distruggere tutti i nemici nelle 16 missioni tutte uguali che le verranno assegnate. Ciò che fa davvero arrabbiare di questo titolo è come si è cercato di creare artificiosamente una longevità decente: le missioni sono tutte uguali perché tutte ci presenteranno tantissime orde di nemici, gli stessi ripetuti per tutto il gioco, con lo stesso moveset e niente di più, per non parlare dei boss di fine livelli che sono una totale oscenità. Per rendere queste battaglie più durature gli sviluppatori hanno deciso che una volta distrutte tutte le difese del boss queste si ricreeranno per 2, 3, 4, 5 volte semplicemente per non far durare la battaglia una manciata di secondi. Ma non è ancora finita: ai pessimi nemici e alla ripetitività si va ad aggiungere un sistema di controllo pieno di limitazioni e semplicemente squallido. In primis abbiamo una telecamera che rovina tutto ed un sistema di mira che automaticamente selezionerà uno dei pochi nemici presenti sulla mappa. Le limitazioni principali consistono nel potersi muovere solamente in una direzione e per cambiare verso è necessario fare manovre con la modalità aerea, dove la nostra protagonista si trasformerà in un aereo, per poi ritornare alla sua forma normale. Il problema sta nel fatto che per quanto i nemici possano essere ripetitivi e artisticamente brutti, quando si tratta di colpire non esistano a farlo lanciando contro infiniti missili che aspettano solo di colpirci. Missili che sarà possibile schivare abusando del tasto R come se non ci fosse un domani, questo perché  le limitazioni della telecamera non ci consentiranno di vedere ciò che c’è dietro di noi e potremo trovarci dietro un’ondata di razzi impossibili da vedere che si scaglieranno contro di noi.

Lo vedete questo nemico? Beh lo rivedrete nella prossima missione, nell’altra ancora e nella prossima ancora.

Continuando il discorso, il gioco vi avviserà con un segnale sullo schermo emettendo un suono di allarme ogni volta che verrà lanciato un missile da un nemico, suono che non esiterà a diventare talmente fastidioso da scatenarvi tic nervosi e farvi voler prendere a pugni la console, specie nei momenti in cui ci sono molti nemici sulla mappa, provocando un allarme ridondante.

Parlando invece dei luoghi dove l’azione prenderà forma abbiamo delle arene povere ed esteticamente ripetitive ma soprattutto vuote. Non c’è letteralmente nulla se non un cielo altrettanto vuoto. Non si potrà atterrare sulla terra perché la mappa stessa ha delle limitazioni che non ci consentiranno di andare oltre un certo punto, ma è possibile vedere come le texture del suolo siano poverissime per non parlare del mare sottostante alle battaglie, addirittura privo di animazioni semplicemente perché gli sviluppatori pensavano che con tutto quel movimento sulla mappa nessuno si sarebbe fermato a guardare ciò che c’era in basso.

A fine missione saremo ricompensati con dei crediti per acquistare equipaggiamenti per il nostro mecha, il problema sta nel come la somma guadagnata sia irrisoria di fronte ai prezzi offerti nel negozio e per comprare anche un singolo pezzo (il negozio ha una grande fornitura di pezzi) saremo costretti a ripetere più volte le missioni.

L’allarme missile vi penetrerà nel cervello con quel suono fastidioso e prolungato fino a farvi lanciare la console nel Sole.

Il titolo cerca di offrire anche una buona rigiocabilità, fallendo in pieno a causa della drammatica carenza di contenuti. Non vorrei sembrare troppo crudele nei confronti di questo gioco, ma le cose stanno esattamente così: l’unica cosa che mi sento di poter salvare è la colonna sonora, ma nemmeno tanto vista l’estrema ripetitività di quest’ultima e soprattutto la povertà di tracce presenti nel gioco. Il gioco ha mantenuto invece un doppiaggio giapponese abbastanza buono, con una localizzazione italiana in cui è presente qualche piccolo errore, ma nel complesso fa il suo lavoro. Non mi sento assolutamente in grado di consigliarvi un gioco del genere semplicemente perché equivarrebbe a farvi buttare 6,99€. Se proprio pensate di non poter fare a meno di Iron War: Combat in The Air, prendetelo  quando sarà scontato.


About the Author

La Redazione

Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.