I am Setsuna – Effimeri, come fiocchi di neve

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Posted 29/04/2017 by in Switch

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Michael Maneia
Recensione

È Notte. Nel mezzo di una fitta foresta coperta da uno spesso strato di neve, Endir, un mercenario mascherato, sta per uccidere un grosso mostro, il bersaglio della sua missione. Ma si sa: un mercenario non se ne sta con le mani in mano e quando un nuovo cliente si avvicina nell’ombra, l’uomo con la maschera accetta il suo nuovo incarico –uccidere una giovane fanciulla.

Così si apre la trama di I am Setsuna, titolo sviluppato da Tokyo RPG Factory, piccolo studio di Square Enix creato appositamente per produrre titoli JRPG pesantemente ispirati all’epoca d’oro del genere: gli anni ’90. Guardando I am Setsuna non possono non venirvi in mente titoli storici della casa che ha reso famosi i nomi di Sakaguchi, Uematsu, Amano, Kato e Tokita.

Questo piccolo progetto, per nulla ambizioso come può essere un capitolo principale della saga di Final Fantasy o un side-project come la nuova saga di Bravely Default, gioca tutte le sue carte su due parole chiave: nostalgia e semplicità, le quali sono contemporaneamente sia il pregio che il difetto di I am Setsuna.

Una sola, semplice missione…

Partiamo dal gameplay nudo e puro: prendendo in mano Nintendo Switch e gettandovi direttamente nei primi combattimenti non potrà non saltar fuori di prepotenza dal pozzo della vostra memoria Chrono Trigger, quella piccola gemma per SNES mai giunta in Europa se non prima della conversione per Nintendo 3DS, questi rimandi vi sembreranno ancora più evidenti quando avrete la possibilità di lanciare tecniche combinate storiche come l’X-slash.

In poche parole, il battle system di base è identico: ingaggeremo nemici presenti direttamente sulla mappa di gioco, senza scontri casuali, controllando tre personaggi ognuno con la propria ATB; le possibilità sono attaccare, lanciare magie o tecniche sprecando MP (nel caso due o più personaggi siano pronti ad attaccare possiamo anche usare una tecnica di gruppo) oppure usare oggetti per curare i compagni o dar loro dei bonus. Il tutto  risulta molto diretto e semplice, molto simile appunto al gioco per SNES sopra citato, ma con una piccola aggiunta per dare alla ricetta originale quel pizzico di pepe in più: il Momentum.

Il Momentum è di sicuro la cosa che ho più apprezzato dell’intero gioco: attendendo del tempo aggiuntivo invece di attaccare immediatamente, un secondo indicatore si riempirà per un massimo di tre volte e potremo usare uno di questi punti accumulati per potenziare una nostra azione, con gli effetti più disparati. Questi potenziamenti poi potranno attivare un secondo effetto, detto Flux, il quale fornirà diversi buff a tutto il party.

Momentum e Flux risultano molto utili nelle battaglie con i Boss, ma potrete farcela anche senza.

La meccanica Momentum/Flux prende un sistema semplice e gli aggiunge profondità senza stravolgere troppo le carte in tavola: potrete studiarvi ogni singolo Flux e crearvi la strategia che preferite per avere la meglio nelle battaglie oppure potrete andare a testa bassa giocando come se steste rigiocando Chrono Trigger –in entrambi i casi il gioco offrirà un combat system classico ma soddisfacente.

Detto questo il resto è ridotto ai minimi termini: l’equipaggiamento di ogni personaggio è piuttosto scarno, infatti potremo modificare solo l’arma e l’accessorio; la prima andrà a modificare attacco e difesa – siano essi fisici o magici (mentre HP e MP aumentano con il level up), il secondo andrà ad aggiungere slot per le Spiriniti (le pietre che ci faranno apprendere le tecniche) e i vari Flux che verranno ereditati in certi casi dalle tecniche impostate nei suoi slot. Certo anche qui i Flux aggiungono profondità, ma un sistema d’equipaggiamento meno semplificato avrebbe reso tutto più godibile e personalizzabile.

Il fatidico incontro con la ragazza che dà il nome al gioco

Altra nota dolente sta nella trama, tanto nostalgica che sa di già vista: è una versione invernale di Final Fantasy X, con una ragazza che deve compiere un pellegrinaggio, il cui fine ultimo è un sacrificio per salvare l’intera umanità, accompagnata da un eterogeneo gruppetto di guardiani (qui capeggiati dalla persona che doveva ucciderla piuttosto che da un calcia-nuotatore futuristico). Seppur il mood generale della storia sia molto più cupo di quello visto in FFX (complice il fatto che Endir sia molto più oscuro di quanto lo fosse Tidus) e i personaggi siano ottimamente caratterizzati (sebbene le loro sottotrame risultano appunto effimere come i fiocchi di neve che cadono sull’intera mappa), tutto sa di già visto: raramente verremo sorpresi da un colpo di scena e purtroppo l’avventura si concluderà anche abbastanza in fretta.

Persino la mappa è semplificata: un’intera distesa di neve, fredda, triste e desolata. Nonostante sia abituato a biomi più “variegati” in un JRPG non posso comunque additare questa scelta, come anche la decisione di accompagnare il gioco con una colonna sonora suonata solo da un unico pianoforte, come negativa. I am Setsuna parla di sacrificio, di una terra devastata da mostri che ogni giorno diventano sempre più aggressivi in questo lungo e freddo inverno, parla delle paure e depressioni di un intero popolo e infine racconta di quella ragazza che sta andando a morire, e nonostante ciò è l’unica che rimane positiva e gentile -così come quegli sparuti alberi ingialliti rimangono a dar colore a una mappa totalmente immersa nel bianco.

Neve… Neve… E ancora neve…

I am Setsuna è un gioco per appassionati del genere che cercano qualcosa che li riporti indietro nel tempo senza che li impegni per intere giornate, ma può anche essere un ottimo punto di partenza per chi ha saltato a piè pari la golden age dei JRPG, con una trama per niente nuova ma che comunque si fa seguire fino alla fine. C’è di meglio in giro, di sicuro, ma se volete tornare indietro nel tempo, Setsuna è il gioco che fa per voi, ed è perfetto per utilizzare in modalità Handheld Nintendo Switch. Se invece siete puristi del genere, mal che vada, potete rigiocarvi Chrono Trigger.

Battle System

Nostalgia canaglia

Perché sì:
Perché no:
  • Ottimo per i nostalgici
  • Buon punto di partenza per neofiti
  • Semplice, ma complesso da padroneggiare

 

  • Trama già vista
  • Oggettivamente corto


About the Author

Michael Maneia
Michael Maneia

Nato tra le risaie, cresciuto a console e jrpg, per poi convertirsi al PC. I videogiochi han avuto un tale peso sulla sua vita che li ha fatti diventare il suo lavoro.