Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart – C’è chi loda il sole e chi loda Noire

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Posted 23/05/2016 by in PC

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by Ruka
Recensione

Ormai è chiaro come il sole che Idea Factory sia intenzionata a portare il suo parco titoli sulla piattaforma Valve e così, come per altre produzioni native di PlayStation Vita, ecco approdare nuovamente su Steam uno spinoff della saga targata Compile Heart, ossia Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart, JRPG tattico sviluppato dai ragazzi di Sting con il ben preciso scopo di soddisfare tutti i fan della CPU tsundere di Lastation.
Piccola nota per i neofiti: la saga di Hyperdimension Neptunia si pone come scopo quello di parodiare la console war e i propri esponenti, trasponendo hardware e software in personaggi che ne racchiudono i tratti caratteristici nella propria personalità, il tutto nell’universo fittizio di Gamindustri.
Detto questo, abbandonando le lande di cui sopra ed affacciandosi sulla dimensione parallela di Gamarket, in cui Noire è la protagonista, le vicende narrano, attraverso schermate in pieno stile visual novel, del tentativo fallimentare di quest’ultima nell’unire le restanti tre regioni (Planeptune, Leanbox e Lowee) sotto la propria bandiera. Infatti, vittima di un inganno, la povera CPU si ritroverà a corto di Share, la fonte del suo potere derivante dalla fede della gente comune, dovendo quindi far fronte ad un mondo sprofondato nel caos più totale.
La volubile personificazione di PlayStation, affiancata dai suoi generali rappresentanti alcuni dei più illustri titoli usciti sulla console Sony, avrà quindi l’arduo compito di sistemare quanto sfasciato e ad aiutarla vi sarà il vero protagonista del titolo: il giocatore.

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A pochi minuti dall’inizio dell’avventura infatti, verremo assunti come segretario dalla dea protagonista e ciò farà da tramite per l’introduzione della modalità Sim Noire, un ambiente in cui è possibile interagire con la ragazza, esaminare le richieste dei cittadini e spendere i Sim Point guadagnati in modo da arredare la stanza. Una volta usciti dalla parte “manageriale”, potremo familiarizzare con la lobby, la quale, in termini di design, non si differenzia molto dalle world map presenti nei capitoli principali della serie (con tanto di Noire pixellosa nelle veci di cursore) e presenta servizi come quelli adibiti al crafting, la base operativa da cui iniziare le missioni, il negozio e il CPU Hotel, una sorta di galleria per artwork e musica.
Parlando proprio delle missioni, esse si svolgono come in un qualsiasi JRPG tattico di stampo classico (principalmente Fire Emblem, Final Fantasy Tactics e Jeanne D’Arc), con degli stage strutturati a caselle su cui i personaggi potranno muoversi entro un determinato raggio e attaccare i nemici adiacenti o lontani a seconda dell’arma equipaggiata. A comandi canonici come quelli adibiti all’uso di oggetti o al sollevamento di alcuni elementi dello scenario (niente Tower Attack alla Disgaea purtroppo), si affiancano funzionalità ben note ai fan della saga come SkillSp.Move, rispettivamente le abilità ed alcune mosse particolarmente potenti che andranno pagate in Lily Point.

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Proprio i suddetti punti rappresentano ciò che è alla base del battle system: utilizzando una qualsiasi abilità standard mentre si hanno uno o più personaggi posizionati nelle caselle adiacenti, viene attivato il Lily Boost che, introdotto da una breve scenetta in cui i personaggi di supporto baciano quello principale, incrementa l’efficacia della skill utilizzata e al contempo fa guadagnare Lily Point, particolarmente utili per entrare in modalità HDD. Torna infatti, anche in questo caso, la cosiddetta Hard Drive Divinity, che per alcuni turni permetterà alle protagoniste di assumere una forma potenziata dotandole di una maggior mobilità sul campo, statistiche migliori ed abilità passive uniche.
Essenziale poi si rivela la conformazione della mappa, poiché ogni stage è provvisto di sezioni composte da dislivelli, trappole ed oggetti da spostare, necessitando così di un minimo di materia grigia da parte del giocatore intento ad avere la meglio sugli avversari e nel mentre raggiungere uno dei forzieri contenenti del prezioso bottino.

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In sostanza, Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart si è rivelato essere uno strategico decisamente solido nelle meccaniche, dotato di un discreto grado di sfida (gli scontri con i boss sanno essere impegnativi) e di buona longevità. Come gran parte dei JRPG tattici, però, soffre della solita dipendenza dal grinding dovuta al necessario potenziamento delle unità, ma qualora foste veterani del genere ci passerete sopra senza problema alcuno. Le magagne, come da tradizione di casa Compile Heart, provengono da un comparto tecnico non proprio al top, ma comunque accettabile a patto di farsi piacere lo stile chibi adottato per i personaggi.
Passino quindi le texture, le animazioni non troppo articolate, la povertà di poligoni e particellari e in generale tutti quegli elementi che tradiscono la natura “portatile” del titolo, ma in questa release PC non si può chiudere un occhio di fronte all’insensato cap dei 30 fotogrammi al secondo che, per carità, non penalizzano la godibilità del gameplay in questo genere di giochi, ma che possono recare fastidio a chi è abituato al doppio dei frame.
A seguire, si denota una discreta ma non eccezionale varietà di opzioni grafiche tra cui, oltre alle solite dedicate a risoluzione e filtri,  figura un effetto di sagomatura introdotto in questa versione: disattivabile a piacimento, aiuta a rendere più gradevoli alla vista i modelli poligonali di cui sopra.
Sul fronte audio invece nulla di particolare da segnalare, con un sempreverde doppiaggio nipponico di buona fattura e una colonna sonora orecchiabile, ma non certo destinata ad entrarvi in testa.

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Ricapitolando, qualora foste fan dei giochi di ruolo strategici e del personaggio di Noire, il titolo rappresenta un acquisto obbligato (27,99 € su Steam a cui aggiungere la carrellata di DLC, se non possedete già la versione PlayStation Vita), capace di non deludere le aspettative. Al contrario, nonostante i pregi elencati precedentemente, esso non risulta il modo migliore per approcciarsi alla saga di Neptune e soci, poiché, data la sua natura di spinoff, è pensato appositamente per chi ha familiarità col brand. Qualche magagna di natura tecnica si sarebbe potuta evitare e chissà che non venga corretta a colpi di patch, ma nonostante ciò siamo di fronte ad un titolo valido e ben costruito, capace di divertire per lungo termine grazie alla mole di contenuti presente in esso.

Solo ricordate di lodare sempre Noire.

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Perché sì:
Perché no:
  • Noire (anche qui)
  • Gameplay solido
  • Un buon numero di personaggi

 

  • Il design chibi potrebbe non piacere a tutti
  • Bloccato a 30 fps
  • Inadatto ai neofiti della saga

Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart – PS VITA [cover in italiano] (Videogioco)


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Ruka

Un weeb che videogioca e scrive. No seriamente, cosa vi aspettavate ?