Horizon Zero Down: The Frozen wilds – The show must go on

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Posted 07/11/2017 by in PlayStation 4

Piattaforma:
 
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Cathoderay
Recensione

Sono passati parecchi mesi dall’uscita di Horizon: Zero Dawn e, con questa espansione intitolata The Frozen Wilds, la storia riparte esattamente da dove ci aveva lasciati alla fine del gioco originale, ovvero con Aloy intenta a indagare sulla comparsa di nuove e misteriose macchine nella terra dei Banuk, una tribù chiusa e schiva che dimora nei ghiacci di una nuova zona esplorabile, creata con cura dai ragazzi di Guerrila. Gli sviluppatori si dimostrano quindi indubbiamente in grande forma anche in questo DLC, che va ad aggiungere ulteriore bellezza ai già splendidi territori esplorati nel corso del gioco base. A questo punto, però, non potremo che chiederci: riuscirà il resto del contenuto di The Frozen Wilds a rivelarsi all’altezza della succitata location?

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Bentornata!

Partiamo dalla trama, che si collega a doppio filo con quella di Horizon, e che ci porta a esplorare nuove terre, ma soprattutto a far luce su un antico segreto, che a sua volta sarà fonte di risposte per la nostra Aloy, ma anche di una temibile minaccia al futuro della sua gente. Ovviamente la nuova area in cui si svolge la vicenda contiene anche nuovi pericoli, nello specifico ben cinque nuove tipologie di nemici, che vanno ad allargare il già vasto bestiario presente nel gioco originale.
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Ok, calma, parliamone.

Oltre alle nuove minacciose macchine, faremo anche la conoscenza dei NPC locali, ma, se speravate che questo DLC introducesse qualche nuova meccanica di gioco, beh, devo deludervi: per ogni nuovo insediamento visitato incontrerete le stesse dinamiche che avete imparato a conoscere bene nel titolo principale. The Frozen Wilds infatti, pur portando con sé nuove terre esplorabili e nuovi personaggi e nemici, è semplicemente un more of the same, che sotto il profilo del gameplay non amplia di molto quanto già visto in Horizon: Zero Dawn.

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Uno scorcio sulla bellissima ambientazione.

Tra le novità, le mistiche pietre dei Banuk, utilizzabili per potenziare ulteriormente le nostre armi, e la possibilità di utilizzare in combattimento qualche nuovo gingillo, mentre scaliamo le innevate vette della zona, tra un terreno di caccia e una commissione, sempre alla ricerca della verità da svelare. Come però accennato poco sopra, The Frozen Wilds, benché estremamente bello visivamente e suggestivo (come nella miglior tradizione di Horizon), non regala innovazioni particolarmente eclatanti: le stesse battaglie, forse addirittura troppo facili per chi ha raggiunto il livello quaranta, risultano prive di quella tensione che permeava il gioco principale… A parte una boss fight particolarmente divertente che, sul finale, sembra riequilibrare tutto.

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Guerrilla continua a mostrare una bellezza grafica da capogiro.

Indubbiamente tornare in compagnia di Aloy dopo tutto questo tempo è una vera gioia, e, se avete amato il gioco originale, sicuramente sarà per voi un piacere affrontare una nuova parte di campagna, capace di tenervi occuparti per dieci, quindici ore (a seconda di quanto voi siate completisti). Gli stupendi paesaggi che i ragazzi di Guerrilla ci hanno regalato in questo DLC sono veramente tutti da ammirare, ma, è innegabile, si sente la mancanza di qualche novità in più, che sicuramente avrebbe giovato al quadro generale. The Frozen Wilds, tuttavia, risulta comunque un’ottima aggiunta a un gioco imprescindibile per chiunque possieda la console di Sony… Almeno fino a quando non verrà annunciato un secondo episodio.

La neve

Aloy

Banuk

Perché sì:
Perché no:
  • Graficamente superbo
  • Ambientazioni splendide
  • Ottimo per chi non aveva giocato l’originale

 

  • Non Aggiunge niente di nuovo al resto del gioco


About the Author

Cathoderay
Cathoderay

Amante dei fumetti in maniera viscerale, è uno dei "Vecchi" della redazione, molto spesso si ricorda di titoli semi sconosciuti perché ha avuto la sfortuna di provarli quando uscirono, ha scritto qua e la per tanti anni in tanti posti, e internet ne porta una sottile traccia, un filo rosso che denota la sua instabilità mentale.Adora gli ornitorinchi, le lontre i lupi e le volpi, ma fondamentalmente non glielo sentirete mai ammettere, perché è una persona orribile.