Hollow Knight – Discesa nell’Abisso

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Posted 16/04/2017 by in Linux

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by RickyAll
Recensione

Una città semideserta, un misterioso mondo sotterraneo e un enigmatico protagonista: così Hollow Knightmetroidvania sviluppato dall’australiano Team Cherry, con cui abbiamo avuto il piacere di far due chiacchiere qualche anno fa – catapulta letteralmente il giocatore nel pieno dell’azione, senza inutili preamboli, e questa recensione non vuole essere da meno. Stiletto alla mano e mappa nell’altra, inoltriamoci nell’abisso senza colpo ferire, più precisamente nel regno sotterraneo di Hallownfest.

La ridente cittadina di Dirtmouth vi accoglie a braccia aperte.

Hollow Knight, senza girarci troppo attorno, è un ottimo titolo, in cui tutte le componenti lavorano all’unisono nel creare un’esperienza di gioco estremamente soddisfacente. Considerando poi il fatto che il titolo è stato finanziato via crowdfunding per la modica (si fa per dire) cifra di 57.000 dollari australiani, equivalenti a poco più di 43.000 €, il lavoro compiuto dal Team Cherry è a dir poco superbo. Ma procediamo con ordine nell’analizzare questa piccola perla, in particolare partendo dal primo elemento che salta all’occhio di chi si approccia al titolo: il design.

Stilisticamente parlando, si nota quanto Hollow Knight sia molto curato in ogni suo singolo aspetto. L’atmosfera dark, che aleggia sull’intero mondo di gioco, rende piuttosto chiara la natura irta di pericoli del percorso che il protagonista si troverà davanti e comunica al giocatore un continuo senso di angoscia, che pervade ogni angolo di Hallownfest. Il design stesso delle creature che affronteremo, principalmente grotteschi non morti e vari insetti estremamente aggressivi, risulta molto coerente con le location sotterranee dove la trama si sviluppa, donando ulteriore senso di immersione a chi affronta il titolo. A coronare il tutto, troviamo una colonna sonora di sublime fattura, caratterizzata da cambi di tempo in grado di sottolineare perfettamente la tonalità emotiva che accompagna il giocatore nei diversi momenti, da quelli più malinconici a quelli carichi della tensione della battaglia. Ne consiglio caldamente l’ascolto, anche al di fuori della sessione di gioco: merita di essere assaporata come opera per se. Un po’ meno appaganti, invece, sono gli effetti sonori, in particolare quelli delle creature che andremo ad affrontare: alcuni di loro sembrano realizzati in maniera leggermente approssimativa e risultano sgradevoli, in particolar modo se confrontati con la qualità della soundtrack.

Quando il protagonista muore, perde tutti i danari guadagnati. Dovrete sconfiggere la sua ombra per riottenere quanto perso… Dark Souls, anyone?

Le meccaniche di gioco rispettano appieno i canoni del genere, mescolando sagacemente la componente platform al brutale massacro di vari mob più o meno pericolosi. Nihil sub sole novum quindi per Hollow Knight, ma ciò non deve essere necessariamente un male, in quanto l’opera del Team Cherry utilizza i canoni dei metroidvania per realizzare un gameplay da manuale. Oltre ai classici salti, attacchi corpo a corpo e via discorrendo, il gioco pone una marcata enfasi sull’esplorazione, obbligando il giocatore a spendere risorse per ottenere una componente che spesso, al giorno d’oggi, diamo per scontata in un videogioco: la mappa. La prima esplorazione delle oscurità sotterranee di Hallownfest, infatti, avverrà alla cieca, e si dovranno investire risorse per ottenere tutte le comodità dell’era moderna, compreso il segnalino che indica la posizione del giocatore. Ho anche apprezzato che si debbano raggiungere delle panchine, che fungono da checkpoint, per aggiornare la mappa di gioco con le aree già esplorate… a patto, ovviamente, che siano stati acquistati penna e calamaio!

Per quanto riguarda i combattimenti, in particolare le boss fight, senza alcun dubbio sono davvero ben studiati. In particolar modo, i pattern di attacco, sia dei mob che dei boss, sono chiari e facilmente apprendibili, ma richiedono comunque una buona dose di riflessi, anche per i veterani del genere. Infatti, Hollow Knight è un gioco che si fa prendere sul serio: esso presenta un livello di difficoltà sempre impegnativo, anche per il più esperto dei giocatori. Sono tuttavia presenti power-up di svariato genere, sia sotto forma di incantesimi, sia di bonus passivi equipaggiabili ogni volta che ci riposeremo ad un punto di salvataggio.

Power-up incoming!

Concludendo questa diretta e coincisa recensione, adatta ad un titolo dalle stesse caratteristiche, sento di dover dire che Hollow Knight dovrebbe essere presente in tutte le librerie di ogni appassionato di metroidvania. L’unico vero difetto di questo gioco è che di certo non brilla per originalità e sa fin troppo di già visto, ma la qualità del titolo soppianta pienamente questa pecca.

Un brevissimo post scriptum: son riuscito a parlare di questo videogioco senza nominare nemmeno una volta Ori and the Blind Forest, nonostante l’incredibile somiglianza tra i due. Mi ritengo molto soddisfatto.

Darkness

Perché sì:
Perché no:
  • Atmosfera
  • Boss Fight
  • Esplorazione

 

  • Poco originale


About the Author

RickyAll

Al secolo Riccardo Allegretti (no, il mio nickname non significa Riccardo Tutto e sì, sono una persona molto fantasiosa). Videogiocatore quasi a 360 gradi, recensore a 720, persona a 1080p. Come avrete notato, ho molti talenti, ma non la simpatia. RPG Master Race!