Her Story: a un passo dall’inconscio

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Posted 25/07/2015 by in PC/Mac/Linux

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YOH-OH!:

Emozionante. Narrazione meravigliosa. Recitazione superba.
 

ARR!:

Potrebbe non essere adatto a chi non prova sentimenti.
 
by Tracotanza
Recensione

Vorrei dirvi tante cose, ma ho una grande paura di stare sbagliando. Non vorrei neanche scriverlo questo articolo, eppure devo farlo: questo peso tocca a me. Non vorrei scriverlo perché raccontarvi di Her Story significa irrimediabilmente rovinarlo un po’, ma allo stesso tempo qualcosa deve essere scritta per dare all’opera il giudizio che merita. Non posso parlarne senza influenzare una vostra futura esperienza con il titolo, forse però posso raccontarvi di quello che ho provato nel giocarlo. Questa non è una recensione: è un compendio delle mie emozioni.

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Confusione.

La prima parte riguarda la mia nascita, dall’uscita dal solido guscio di certezze che nel tempo mi ero creato. Lo spaesamento di trovarsi davanti a qualcosa che non si era mai visto prima, guardo uno strano programmino e una serie di video che mi attendono: li guardo tutti e come un automa abituato a ragionare nel più semplice dei modi comincio a prendere appunti su quello che vedo e sento, cerco di isolare le informazioni importanti e creare una storia intorno alla donna che parla dietro lo schermo. Eppure anche in questo sento che c’è qualcosa di profondamente sbagliato, come se stessi ragionando in maniera troppo semplicistica. La mia storia con Lei comincia nel peggiore dei modi, come quando sei con una bella ragazza e non sai quali parole far uscire fuori. L’inizio della mia storia con Lei mi ricorda la timidezza della scuola, il piccolo imbecille imbranato che non sa parlare con le bambine.

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Malinconia.

Nella seconda parte c’è l’esplorazione: conosci il mondo, capisci cosa fare e cerchi di collegare le nuove informazioni con quelle che già sai. È il processo base dell’apprendimento, che viene messo in campo immediatamente. Il motore base della conoscenza è la curiosità e trovare qualcosa che riesca sempre a incuriosire non è affatto facile. Lei ti stringe per mano e comincia a farti comprendere il suo mondo, quello che deve diventare anche tuo se vuoi andare a fondo con questa storia. 

La storia delle ricerche psicologiche ci insegna che vi è bisogno di posizionare al meglio gli strumenti perché si arrivi all’insight, all’intuizione che ci permette di attuare la migliore strategia per risolvere il problema. Her Story ci da tutto quello che ci serve per permettercelo e, credetemi, quel blocchetto di appunti che tutti abbiamo inizialmente preso, non è poi così essenziale.

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Imbarazzo.

Comincio a mettere in pratica tutti gli schemi su cui ho riflettuto, comincio a cercare le parole una dietro l’altra, ogni video continua a darmi elementi per cercare altre parole e nel frattempo comincia il lavoro di categorizzazione, anche se quella sensazione di aver sbagliato qualcosa è ancora con me. Questo perché la nostra mente ha la necessità di mettere in ordine: abbiamo bisogno di sapere cosa è successo prima e cosa dopo, quando è stato registrato un determinato video, chi è questa persona e cosa rappresenta per quest’altra. E le informazioni ci vengono fornite volontariamente in modo vago, disordinato, confusionario e questo ci costringe a conoscere in un altro modo, a immagazzinare un sacco di dati che non possono essere messi in ordine fino alla fine. Ma queste informazioni rimangono nostre, Lei gioca con le nostre percezioni e ognuno la vede in modo diverso.

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Rabbia.

In mezzo a tutto questo crogiolo di sensazioni c’è anche la nostra conoscenza, io e le mie poche conoscenze di psicologia che ci rendiamo conto di quanto tutto il lavoro dietro al gioco è spaventosamente accurato, test, gesti, movimenti, parole, ossessioni. Her story riesce a far comprendere la profondità della psiche umana, lo fa con quella meravigliosa donna di Viva Seifert che in ogni video riesce a far uscire l’inconscio del personaggio che sta interpretando.

Alla fine tutto diventa semplice, e non è importante categorizzare, non è importante mettere in ordine, l’unica cosa veramente importante è comprendere e per farlo non abbiamo alcun bisogno di ordine e schemini. Comprendere la Sua Storia passa per la pelle, è una sensazione che viene dal petto e passa per l’empatia, si chiama Her Story ma in fondo è un po’ la storia di tutto quello che la nostra mente ci grida da dentro e che, fortunatamente, riusciamo a mantenere sotto controllo. Quanto manca prima che i nostri pensieri diventino azioni? 

Her Story Premi


About the Author

Tracotanza
Tracotanza

All'anagrafe Salvatore Martino, ma a differenza da quanto dice il suo nome non ha mai salvato nessuno. Appassionato di videogiochi da quando ha imparato a pigiare col ditino per accendere il computer. Era disperso in un mare di Pixel ed è stato raccolto dalla ciurma per scrivere storie sul suo naufragio nel mondo videoludico