Headlander – Argento vivo!

0
Posted 26/08/2016 by in PC

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Samuel Castagnetti
Recensione

A quanto pare Headlander, ultima goccia di sudore sulla fronte del publisher Adult Swim Games e dei developer di Double Fine Productions, doveva essere un metroidvania sci-fi con un mood anni settanta, peccato però che, secondo me, si sia rivelato solo un buco nell’acqua. Scopriamo insieme perché.

Il giocatore veste i panni di una testa senza corpo, probabile ultima forma di vita organica nella galassia, la quale deve fermare questa sorta di HAL 9000 tarocco, caratterizzato dal fatto di essere cattivo… e basta. Veniamo quindi catapultati in un mondo fatto di moquette a pelo lungo e di coscienze trasposte in robot, con il solo scopo di fermare Methuselah, il sopracitato robottone tutto cattiveria e “sticazzi”. Per attuare lo scorno dei matusa, la nostra testa volante può “stappare” le teste dei robot dai loro corpi e prenderne quindi il controllo, ottenendo poteri speciali a seconda della tipologia di macchina “cavalcata”. Ed è cosi che la nostra supertesta sfreccia, impenna, esclama “porco dito”, il giocatore rimane abbrustolito dalle fiamme espulse dalla “petomarmitta”: motociclo o motocarrozzetta, sgomma inchioda va a manetta, fa cagare addosso il Mathuselah e il governo. Lei le stordisce con le fiale puzzolenti, poi li subissa di cingomma nei capelli e li finisce sputazzando il riso con la penna Bic.

head2

Giochi di rimbalzi

Il gioco in sé non è malaccio, o meglio, non è orribile o brutto. Fa quello che deve, ma sembra sempre un compitino, senza mai sfociare in qualcosa di davvero valido. La mancanza di un qualsivoglia guizzo non impedisce però al gioco di rientrare in standard alti per il genere, sia per quel che riguarda il lato tecnico sia per l’art direction, nonostante rimangano problematiche legate a storia e gameplay. La narrazione risulta estremamente trascurata e rarefatta, trattando temi visti e rivisti, cose che adesso gli dono le mie “tepa” così possono andarsene anche via nel sole talmente sono affrontati male in Headlander (macchine senzienti). Il secondo, ovvero il gameplay, non è molto tecnico, offrendo la possibilità al giocatore o di usare le armi a disposizione del corpo controllato oppure di stappare e controllarne un altro. Le armi in questione, pur essendo differenti, non offrono un gameplay dinamico, bensì fanno affidamento solo ai rimbalzi e alla pazienza, cosa che, sinceramente, in un metroidvania lascia il tempo che trova.

head3

Scorci della stazione spaziale

Gli spunti interessanti ci sono. Il level design e’ molto ben curato per il genere, come gli elementi puzzle, i power-up, il fatto che alcune aeree da superare utilizzano il color coding dei nemici per potervi accedere: tutto davvero carino. La gimmick di base del gioco è proprio ben pensata: il fatto di poter cambiare corpo e che ogni robot ha le sue caratteristiche in un metroidvania ha il potenziale di essere davvero interessante come idea. Quello che rimane però è un combat system da mani in faccia, il quale, a mio parere, affossa da solo tutto ciò che è stato fatto di buono, affogandolo in una piscina di analcolico moro.

head4

Uno dei momenti piu’ alti del gioco e dico tutto…

In conclusione il gioco non è da buttare, o almeno non lo è al 50%. Come già spiegato precedentemente, le buone premesse ci sono tutte, le quali però vengono affossate da una gestione del combat system davvero pessima e da una storyline altrettanto poco ispirata, così poco che una volta uscito dal gioco, per festeggiare, offro Coca-Cola con l’aspirina a tutti. Yeah! E fra dieci minuti voglio vedervi tutti in acido. Yeah! E ricordatevi: ovunque ci sia un giovane in difficoltà, ovunque ci siano persone, cose, animali, città, fiumi, fiori, governi, marche di automobili che cerchino di limitare la vostra gioventù, la ci sara’ lui con le sue “miccette” sempre accese. Perché Supertesta più, allegria più, Bulgaria più , sciatalgia più più più.

Perché sì:
Perché no:
  • Art Direction
  • Meccaniche di base

 

  • Combat system davvero debole
  • Tematiche viste e riviste, affrontate molto male
  • Antagonista debole come tutto il prodotto

 

premi_3premi


About the Author

Samuel Castagnetti

C'e' poco da dire, chi non sceglie Charmander come starter chiede arroganza, chi fa l'ingegnere su Guns of Icarus chiede arroganza, i programmatori di Asmandez pretendono che l'arroganza si abbatta su di loro. Non ho detto nulla di me stesso o forse, perche' mi arrogo il diritto di non farlo.