Hard West – Quando un XCOM con un fucile…

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Posted 13/01/2016 by in Mac

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by Tracotanza
Recensione

Il vecchio West è un posto in cui bisogna stare attenti, potrebbe capitare di stringere accordi con persone poco raccomandabili e poi di dovere fare i conti con un revolver piantato alle tempie. Nell’America coloniale di Hard West bisogna fare ancora più attenzione, perché accanto ai soli pericoli umani si affiancano questioni sovrannaturali, una bella spolverata di demoni, divinità e varie entità mistiche che rende il tutto decisamente più spaventoso, ma anche decisamente più affascinante.

Il teschio di bufalo indica "voi siete qui!"

Il teschio di bufalo indica “voi siete qui!”

Fare un gioco “alla XCOM” non è sicuramente qualcosa di semplice, con un colosso come quello alle spalle si deve stare attenti con le variazioni sul tema che difficilmente possono migliorare un impianto ben congegnato. Allo stesso tempo sarebbe errato lasciare tutto come prima, perché nessuno vuole una copia del passato. Queste problematiche vengono affrontate con una certa grazia dai ragazzi di CreativeForge Games nel loro Hard West, l’XCOM dalle tinte western di cui non sapevamo di avere bisogno.

Il sistema di Hard West ricorda parecchio quello dello strategico a turni con gli alieni: due azioni per turno, lo stesso sistema di copertura e la possibilità di morire con davvero pochi colpi. Qualche differenza però è necessaria, considerato che ci troviamo di fronte ad un’ambientazione completamente differente. Intanto ogni personaggio disporrà di un certo numero di “luck”: la quantità di fortuna che avete indosso influisce sulla possibilità che hanno i nemici di colpirvi. Questa diminuisce ogni volta che il nemico vi manca e aumenta ogni volta che venite colpiti (certo, sempre che il personaggio non ci rimanga secco), rendendo particolarmente difficile che veniate mancati dopo l’ennesimo tiro consecutivo e permettendovi di mettere un pizzico di pianificazione anche nelle vostre azioni più rischiose.

Prima di una sparatoria c'è una fase in cui potete muovervi stando attenti a non farvi identificare: decisamente poco convincente.

Prima di una sparatoria può esserci qualche fase semi stealth decisamente poco convincente.

Il gioco è diviso in varie campagne, ognuna di queste ha delle particolarità che si fanno notare fra una battaglia e l’altra. In una potreste dover gestire un accampamento con vari uomini e bisogni, in un’altra invece sarete semplicemente un fuggitivo assetato di morte, in un’altra anora magari avrete da scavare in cerca dell’oro, e via discorrendo.
Le piccole variazioni riescono a rendere ogni piccola campagna differente dall’altra, legandosi comunque nella trama. Non aspettatevi comunque grandi richieste strategiche in queste fasi, il tutto assomiglia più ad un’avventura testuale con scelte multiple che influenzano minimamente il corso della storia e avranno qualche ricaduta sui vostri personaggi o sulle vostre tasche.

I vostri personaggi possono sviluppare, infatti, diverse abilità che influenzeranno le loro statistiche, allo stesso modo possono essere feriti o subire tante brutte cose che li renderanno meno efficienti. Ovviamente non mancherà la possibilità di scegliere il loro equipaggiamento, fra bocche da fuoco e oggetti utilizzabili di vario genere.
Interessantissima e veramente utile la possibilità di assegnare ad ogni vostro personaggio delle carte da poker che gli forniranno diverse abilità: si va dal poter fare rimbalzare proiettili sugli oggetti per colpire nemici fuori portata, al potersi cibare dei nemici per recuperare salute, alla possibilità di recuperare salute restando nell’ombra, passando per un colpo speciale che colpisce tutti i nemici a vista. Le possibilità sono parecchie, ampliate ancora di più dall’idea geniale di rendere particolarmente importanti le combinazioni fra le carte. Se assegnerete una doppia coppia, un tris o uno qualsiasi dei punti del poker ad un vostro personaggio, questi forniranno vantaggi ulteriori alle statistiche degli stessi.

Un sacco di carte

Un sacco di carte!

Buona, senza infamia e senza lode, la parte grafica, mentre ho trovato non particolarmente evocativa la componente musicale, che si limita ad accompagnare il gioco abbastanza blandamente.
Se siete amanti del western e degli strategici a turni, potrebbe essere il gioco che aspettavate da sempre, sopratutto perché condito da una buona trama e da interessanti variazioni sul tema. Non dovete però aspettarvi una profondità tattica degna degli XCOM, soprattutto nelle fasi che fanno da intermezzo fra una battaglia e l’altra che restano comunque un ottimo metodo per narrare la storia e darvi un po’ di potere decisionale su di essa.
Lo trovate a 19,99 € su Steam, ma fate attenzione a tenere la pistola dalla parte del manico!

HARD WEST premi: trama argento, gameplay argento, grafica argento.

Perché sì:
Perché no:
  • Ambientazione affascinante
  • Combattimenti interessanti
  • Alcune meccaniche innovative
  • Trama notevole
  • Interessanti variazioni fra campagne

 

  • Fasi stealth poco convincenti
  • Profondità tattica altalenante


About the Author

Tracotanza
Tracotanza

All'anagrafe Salvatore Martino, ma a differenza da quanto dice il suo nome non ha mai salvato nessuno. Appassionato di videogiochi da quando ha imparato a pigiare col ditino per accendere il computer. Era disperso in un mare di Pixel ed è stato raccolto dalla ciurma per scrivere storie sul suo naufragio nel mondo videoludico