Gravity Rush 2 – Piccoli titoli crescono

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Posted 12/02/2017 by in PlayStation 4

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by Dan
Recensione

Gravity Rush 2 è un ottimo esempio di quello che ci si augura quando si scopre che un titolo gradito sta per ricevere un sequel: il team Project Siren riesce, con pochi tratti decisivi, a prendere il già più che discreto gioiellino costruito appositamente attorno alla PlayStation Vita (con i vari usi di gimmick come touchscreen e giroscopio) e farne esplodere il concetto, con un serissimo upgrade su tutta la linea che promuove il sequel in un titolo degno di una PlayStation 4 -e non un mero more of the same.

Per i non appassionati di quella che ormai si preannuncia come una serie in costante miglioramento, Gravity Rush 2 racconta la storia della gravity shifter Kat (concreta, sveglia, gentile -una delle poche eroine lontane anni luce dal semplice fanservice): privata della memoria fin dall’inizio del primo episodio e finita in un vortice gravitazionale durante la battaglia per salvare la cittadina di Herschel, Kat si risveglia all’inizio di questo capitolo in una comunità di minatori riuniti attorno alla titanica città volante di Jirga Para Lhao, l’equivalente di una Columbia cinese dall’estetica steampunk/jazz che si sposa benissimo con il look pseudo-Studio Ghibli che pervade l’intero titolo. La storia, come già impostato nel primo capitolo, alterna fra momenti di presentazione dei rapporti fra i personaggi (un cast ben caratterizzato e mai pesante, ai livelli di un OAV discreto) a temi più complessi di stratificazione sociale e intrighi di palazzo: la maggior parte degli eventi viene narrata attraverso dialoghi e scene nello splendido stile del capitolo precedente -quello delle tavole da fumetto, sempre reattive nel loro posizionamento grazie al giroscopio nel pad della PlayStation 4.

Lo stile utilizzato per le cutscene è rimasto simile al primo Gravity Rush.

A livello tecnico, l’upgrade del brand alle console di (relativamente) nuova generazione si vede. Si vede benissimo nei particolari che circondano i poteri gravitazionali di Kat (come le bolle formate vicino a fonti d’acqua, o la direzione dei suoi capelli influenzati da gravità e vento) e specialmente nella colonna sonora, decisamente azzeccata nel suo voler essere un etnico poco inquadrabile. Più di tutto, quello che colpisce di Gravity Rush 2 è la sensazione delle proporzioni -proporzioni maestose, quelle di Jirga Para Lhao, dove persino la mappa di gioco necessita di essere articolata su più livelli di profondità, con dozzine di isole sovrapposte fra loro. Diversi distretti, distanze infinite, edifici enormi -dai grovigli di ciminiere e tubi dei quartieri inferiori ai parchi e grattacieli dei distretti più elevati (e militarizzati), dove Kat si trova ad affrontare nemici come soldati e mech molto più diversificati dai Navi del primo episodio. Si tratta di un open world abbastanza vuoto, sia chiaro, popolato principalmente da missioni e collezionabili -anche se, contrariamente alla natura più “puzzle” e meno esplorativa del primo capitolo, il gioco lascia anche un breve spazio al dialogo con i vari NPC che popolano Jirga Para Lhao e i suoi mille distretti.

Jirga Para Lhao è maestosa ed imponente.

Già menzionando “NPC”, il lettore attento avrà drizzato le orecchie: a livello di gameplay, Gravity Rush 2 raccoglie a piene mani eredità e stile del primo capitolo, facendoli esplodere, condendo la componente open world con alcune meccaniche RPGcome skill tree ed equipaggiamenti. Abbastanza vicina alla visione originale da non deludere gli amanti del primo capitolo, ma centrando decisamente il cambio di stile necessario nel passaggio da un handheld a una console da salotto, l’eterna caduta di Kat è migliorata e rinfrescata da nuove feature, nuovi ambienti e side-quest molto diversificate. Molti dei controlli sono rimasti invariati: oltre alla semplice abilità di manipolare la propria gravità, “cadendo” in diverse direzioni, Gravity Rush 2 aggiunge all’arsenale di Kat le due modalità Luna e Jupiter (stili di movimento a bassa ed alta gravità, utilizzati, rispettivamente, per movimenti più fluidi e per aggiungere massa ai propri attacchi) oltre al bizzarro Gravity Slide -ovvero la capacità di inclinare leggermente la gravità, muovendosi su muri e pavimenti, non proprio in caduta libera ma con lunghe scivolate controllate.

Gravity Rush 2, insomma, è un vero e proprio gioiellino sia per gli occhi che per il pad, il riuscitissimo sequel di un’esperienza già piacevole dal primo capitolo. Le uniche problematicità riscontrabili sono, non a caso, nei controlli della telecamera -unico elemento importato direttamente dal primo Gravity Rush senza nessuna diretta miglioria, spesso non in grado di tenere testa ai cambi gravitazionali più frenetici. L’unicità del titolo e la sua brevità (dalle 15 alle 30 ore di gioco, a seconda degli stili) potrebbero anche rappresentare un ostacolo in relazione al suo prezzo a ridosso dell’uscita, più adatto a titoli mainstream, che rischia di far storcere il naso a chiunque non parta già ben interessato.

Perché sì:
Perché no:
  • Molte ore di sidequest

 

  • Telecamera non pienamente all’altezza
  • Prezzo forse eccessivo

Gravity Rush 2 – PlayStation 4 (Videogioco)


List Price:EUR 71,99
New From:EUR 46,00 In Stock
Used from:EUR 34,90 In Stock


About the Author

Dan
Dan

Milanese, classe '84 - una generazione a metà fra due mondi, dai pixel agli Oculus Rift, dalla "vergogna" di essere il nerd della classe al piacere di sapere che oggi c'è un videogioco per tutti.Nostalgico degli anni '90, composto al 30% di RPG e al 70% di ricordi (fra cui il prezzo dei primi ATARI e il lancio dello SNES in Europa), vive la sua vita un quarto di d20 alla volta, tentando di scrivere con serietà di un settore fatto di meme, sequel e reboot.