Gran Turismo Sport – Quattro ruote, un solo cuore

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Posted 17/10/2017 by in PlayStation 4

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Barbarossa
Recensione

Ogni generazione ha avuto degli eventi considerevoli che possono essere usati per definirla. Basti pensare alla generazione dello sbarco sulla Luna, piuttosto che la generazione della caduta del muro di Berlino.
Videoludicamente parlando, però, le generazioni hanno tempi di sviluppo molto più brevi, vista la velocità con cui il mercato crea e mette a disposizione nuovi prodotti, nuove console, nuove IP.
E Gran Turismo, di Polyphony Digital, ha sempre segnato ogni generazione videoludica, a partire dal suo primo capitolo, datato 1997, ossia 20 anni fa.

Trovate l’intruso… io non lo vedo.

Gran Turismo Sport, primo capitolo a finire su Playstation 4 (e Playstation 4 Pro), nonché tredicesimo gioco di questa saga, è l’attesa pietra miliare che segna l’ultima generazione videoludica, offrendoci un prodotto tecnicamente ineccepibile da moltissimi punti di vista, anche se, purtroppo, non raggiunge quella perfezione che in molti si auspicavano visti gli anni di sviluppo richiesti a Polyphony Digital per farlo venire alla luce e, soprattutto, visto il trascorso di critiche che da sempre sono state mosse contro i suoi predecessori.
Il gioco rimane limpido nella sua semplicità: ci offre una modalità Arcade, con Gare singole, Prove a Tempo, Prove di Derapata, il graditissimo Schermo Condiviso per 2 Giocatori e un Tour VR, che purtroppo non ho avuto però la fortuna di provare. Tutte queste modalità classiche citate poc’anzi assolvono alle esigenze di ogni giocatore che voglia divertirsi senza obbligatoriamente affrontare quello che, invece, è l’aspetto più nuovo e, a mio parere, più interessante e challenging del gioco… la modalità Sport.
Questa, infatti, ci permetterà di partecipare ogni 20 minuti ad un nuova gara online che, grazie ad un sistema di matchmaking, ci farà gareggiare con piloti virtuali del nostro stesso livello. È interessante, secondo me, come questo franchise stia muovendo dei passi verso l’e-sport, anche grazie al supporto di FIA (Fédération Internationale de l’Automobile), che in prima persona ha voluto proporre agli sviluppatori questa sfida.
La modalità di gioco Campagna, invece, ci proporrà un ampissimo e dettagliatissimo tutorial per imparare a guidare i bolidi presenti nel gioco, trasformandolo però in sfide singole che, raggruppate in capitoli, ci premieranno al loro completamento con una nuova autovettura, in modo da rimpolpare il nostro parco macchine e, anche nel caso fossimo giocatori più scafati, motivarci a completare anche questo più noioso, per così dire, aspetto del gioco.

L’illuminazione è qualcosa di incredibile.

Passando all’analisi dei vari comparti, partirei da quello del gameplay, probabilmente quello dove più Gran Turismo Sport mi ha lasciato con un po’ di amaro in bocca. Il gioco, infatti, non fa un vero passo in avanti rispetto ai suoi predecessori, evidenziando ancora svariati problemi come la mancanza del senso di velocità, la selettività con cui la macchina pare ricordarsi del numero di cavalli a disposizione solo quando ci troviamo fuori dalla pista o la facilità con cui le ruote sembrano bloccate anche solo avendo sfiorato il freno. Questi difetti, congiuntamente ad un’IA che ancora purtroppo fatica ad eseguire sorpassi degni di questo nome e all’irrealismo delle collisioni, mi hanno fatto un po’ percepire come se questo aspetto del gioco sia rimasto fermo a svariati anni fa. Questa scelta, però, penso sia stata fatta consciamente più che per limiti tecnici, visti i livelli che sono stati raggiunti negli altri comparti e che analizzerò a seguire. La configurazione delle autovetture è piuttosto dettagliata anche se gli effetti delle varie messe a punto fa un po’ di fatica a farsi sentire, mitigando solo in parte i gap con i nostri avversari che non sfruttano questo aspetto del gioco, o per pigrizia, o per scarsa conoscenza dell’argomento.
A livello di controlli reputo che, seppur in controtendenza con le tendenze di mercato, il pad per Playstation 4 rimanga comunque un validissimo strumento per gareggiare, laddove invece i volanti, nonostante posseggano delle impostazioni ad hoc a seconda del modello, hanno dei limiti tecnici, perlopiù nella navigazione dei menù e in qualche piccolo frangente di gioco.

Design automobilistico da 22° secolo…

Analizzare però il comparto grafico ha sicuramente mitigato il parziale alone di scetticismo che si era creato attorno al gioco non appena l’ho iniziato a provare.
Graficamente parlando, Gran Turismo Sport è una festa per gli occhi sotto innumerevoli punti di vista. I modelli delle 177 macchine a disposizione, a maggior ragione se visti in risoluzione 4K, hanno un dettaglio fotorealistico impressionante. Gli shader utilizzati reagiscono alla luce in maniera incredibilmente realistica sia quando ci troviamo nei menù di gioco che quando ci troviamo in gara tanto che a volte ho quasi confuso i replay del gioco con replay originali della medesima pista, se distratto. Dal punto di vista del presentation design, Gran Turismo Sport rappresenta, a mio parere, lo stato dell’arte raggiungibile per questa tipologia di giochi. I replay, la presentazione delle macchine, i movimenti di camera sono incredibili e mettono in risalto l’attenzione dedicata alla creazione di questo titolo. La modalità Panorami rappresenta la vetta di questo aspetto: avremo la possibilità di posizionare una macchina del nostro garage in un ambiente a nostra scelta tra svariati luoghi mozzafiato in tutto il mondo e creare una composizione a nostra scelta, elaborare e mettere in atto la nostra fotografia per poter eseguire uno scatto dove le autovetture avranno una luce renderizzata tale da renderle parte integrata naturalmente nella foto. Un appassionato sono sicuro potrà passare più tempo a creare shot di questo tipo che a correre in pista, probabilmente.
Dove Gran Turismo Sport perde un po’ della sua magia grafica è negli interni di alcune macchine e in alcuni scorci di certe piste, in totale 19 con 27 configurazioni, risentendo probabilmente anche dei limiti tecnici imposti dalla console: girare a 60 fps e 4K, sebbene upscalato, comporta i suoi costi e, di conseguenza, fare delle scelte riguardo a cosa tagliare cosa no. Lato UI e menù, Gran Turismo non sbaglia mai: l’eleganza e l’immediatezza regnano incontrastate, anche dove il numero di informazioni a schermo, specialmente in gara, sembra prendere il sopravvento.

Il comparto audio del gioco raggiunge decisamente degli ottimi livelli anche se, in alcuni casi, specialmente nella gestione degli impatti con altre macchine o le barriere laterali a bordo pista, a volte sfodera dei suoni molto anni ’90 che stridono un po’ con tutta l’impalcatura tecnica e, comunque, una riproduzione del suono piuttosto fedele dei modelli.

Ci sarebbe da spostare una Renault R.S. 01 che ingombra davanti al Louvre…

In definitiva, Gran Turismo Sport si riconferma come gioco generazionale in ambito racing che però, grazie alla possibilità di semplificare il gioco grazie a svariati aiuti lato fisica, all’immediatezza dei suoi contenuti, al suo sistema di progressione estremamente elegante e premiante può non solo accontentare i palati più fini di quei giocatori che ormai hanno consumato i loro volanti, ma anche strizzare l’occhio a quelli che: “Ma sai che c’è? Mi va di farmi una corsa sul lago Maggiore al tramonto con la mia Porsche…

See you, Game Cowboys!

Eye Candy

Patente B

Sbonk!

Perché sì:
Perché no:
  • Un piacere per gli occhi
  • Comparto 2D elegantissimo
  • Sistema di progressione appagante

 

  • Gameplay un po’ datato


About the Author

Barbarossa

Game designer, ha un pallino per il gaming in tutte le sue forme: analogica e digitale. Non volendosi permettere di prediligere una tipologia sull'altra, accumula board games sugli scaffali di casa e video games negli hard disk.